questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Marylin Monroe: una leggenda manipolata da Hollywood

Attualità, Personaggi

06/08/2013

Il 5 agosto 1962, esattamente cinquantuno anni fa, Marylin Monroe metteva fine alla propria vita. Un suicidio imprevedibile che trasformava la sua icona seduttiva in mito tragico, scioccando profondamente la nazione che non sapeva nulla dei suoi problemi psichiatrici. Era stata infatti tenuta segreta la sua lunga degenza nella clinica psichiatrica Paine Whitney, voluta dallo psichiatra Dr. Kris, raccomandatole dalla major di Hollywood che l' aveva sotto contratto, e che la convinse a farsi internare, cosa che invece di aiutarla  aggravò ulteriormente la sua fragile condizione psichica, facendola sprofondare nel peggiore degli incubi, aggravato dal fatto che sia la madre che la nonna erano state rinchiuse in manicomio. Una lettera scritta in quei giorni da Marylin al suo psichiatra californiano Ralph Greenson, è drammaticamente rivelatrice.

La lettera dettata alla assistente May Reis, perché Marylin non riusciva a scrivere, e di cui pubblichiamo uno stralcio,  è del 2 marzo 1961, pochi giorni prima di lasciare la clinica: "Non c'era nessuna empatia alla clinica Paine Whitney, e la cosa mi ha fatto molto male. Mi hanno chiesto, dopo avermi messo in una cella (una vera e propria cella cementata) per le persone molto disturbate, depressi gravi, (salvo che avevo l'impressione di essere in una specie di prigione per un crimine che non avevo commesso). Ho trovato questa mancanza di umanità più che barbara. Mi è stato chiesto perché non mi trovavo bene lì (era tutto chiuso a chiave: comprese torce elettriche, cassetti, bagni, ripostigli, c'erano sbarre alle finestre ... le porte delle celle avevano delle finestre in modo che i pazienti fossero sempre visibili, sulle pareti si potevano vedere tracce della violenza e dei graffiti lasciati dai pazienti precedenti). Allora ho risposto: "Beh, devo essere pazza per farmi piacere questo posto." Poi alcune donne hanno iniziato a gridare nelle loro celle,  immagino che urlavassero perché la loro vita era insopportabile ... In quei momenti, ho pensato che uno psichiatra degno di questo nome dovrebbe parlare con loro. Per alleviare la loro miseria e il dolore, anche se solo temporaneamente. Io penso che anche i medici  potrebbero imparare qualcosa ..."

Sulla sua malattia, sembra ormai certo, è stato steso un velo quasi impenetrabile, voluto dalle major di Hollywood che non potevano permettersi di guastare la gallina dalle uova d'oro, la star per eccellenza, icona della seduzione di Hollywood. A distanza di cinquantuno anni, e nell'anniversario della sua morte, dobbiamo ammettere che hanno vinto loro, perché Marylin rimane per sempre una leggenda sexy, mentre della malattia e della tragedia non c'è quasi più traccia. 

Scritto da Piero Cinelli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA