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Mark Wahlberg, Da Ted a Broken City: “L’importante è fare ruoli sempre diversi”

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

06/02/2013

Nel suo prossimo film Broken City in uscita per la 20th Century Fox il 7 febbraio, Mark Wahlberg ritorna ad interpretare il ruolo di quello che lui definisce un ‘cattivo riluttante’ in una pellicola dove si parla di corruzione e potere. Wahlberg è un Billy Taggart un ex-poliziotto, ora investigatore privato, che viene assunto dal Sindaco di New York City, Nick Hostetler (Russell Crowe) per seguire la moglie, Cathleen Hostetler (Catherine Zeta-Jones) convinto che lei lo tradisca. In realtà il vero motivo non è assolutamente questo e, visto che ci sono le elezioni alle porte, il perfido, avido, corrotto e manipolatore Hostetler, si servirà di Billy per altri motivi. Anche Billy, però, ha qualcosa che pesa nel suo passato e tra i due si scatena una faida per vedere chi riesce ad incastrare prima l’altro.

In una scena del film Wahlberg è a torso nudo e si intravedono delle lievi cicatrici in varie parti del suo torace. Arrivato a Roma per promuovere il film, quando lo incontriamo ci dice, che quelli sono i segni dei tatuaggi che si è fatto togliere: “L’esperienza più dolorosa che abbia mai provato in vita mia”. Chi conosce la storia di Wahlberg sa che viene da una famiglia molto povera, che la sua fortuna è arrivata quando lo stilista Calvin Klein lo ha voluto al fianco di Kate Moss come modello, e poi da lì è partita prima una carriera da rapper – con il nome di Marky Mark – e poi il cinema. Ora è sposato, ha quattro figli, e afferma: “Non rinnego nulla del mio passato di ragazzo di strada ma ho tolto quei tatuaggi per i miei figli, non voglio che se ne facciano nemmeno uno, non volevo che ogni volta che mi spogliavo li vedessero, e li ho portati con me ad ogni seduta di chirurgia per fargli capire che non si scherza con la propria pelle”.

Mark Wahlberg non è solo un attore ma anche un produttore di film – come nel caso di Broken City – e di svariate serie televisive. Ha avuto un enorme successo con il recente film Ted, dove interagiva con un orsacchiotto, tutto meno che tenero e carino. Un film divertente, scorrettissimo, dove l’attore ha potuto far vedere anche altre sfumature del suo modo di recitare.

Mister Wahlberg come è stato passare da Ted ad un film di genere come Broken City? “Interessante, anche perché appena finite le riprese di Ted sono iniziate quelle di Broken City e io adoro cambiare, fare le cose più diverse, più svariate. Ma avendo iniziato la mia carriera con film come Fear o The Basketball Diaries (Ritorno dal nulla) con Leonardo DiCaprio ero stato relegato al ruolo di cattivo ragazzo. Cosa che non mi dispiaceva affatto ma che, certamente, se fosse ancora così sarebbe un problema. Poi è arrivato Paul Thomas Anderson con Boogie Nights - L'altra Hollywood e le cose sono cambiate, gli Studios hanno capito che potevo fare anche altro. Tornando però a Broken City questo è il tipo di film che io amo e per questo l’ho prodotto insieme ad altri, non volevo che gli Studios mettessero bocca sulla sceneggiatura, dato che era perfetta così come l’ha scritta Brian Tucker. Ho chiamato Allen Hughes, che è un regista che stimo molto, gli ho chiesto se voleva girarlo e lo stesso ho fatto con Russell e Catherine. Per fortuna, tutti erano entusiasti della storia, e hanno accettato di lavorare al minimo sindacale. In compenso meno soldi ma tanta libertà, che non ha prezzo. Inoltre, il successo di The Fighter di David O. Russell – non ho ancora visto Silver Linings Playbook ma non diteglielo – con quel mostro di bravura di Christian Bale mi ha dato molto credito e potere ed è, anche, grazie a quel film che ho potuto produrre Broken City e muovermi così liberamente. Gli Studios sono intervenuti solo per la distribuzione e la promozione”.

Senta gli Oscar sono alle porte e li presenterà Seth MacFarlane, il regista di Ted. Ci dobbiamo aspettare un siparietto tra lei e il suo amico peluche? E a chi darebbe l’Oscar per il Miglior Film? “Per quanto riguarda il siparietto quando c’è di mezzo Seth non c’è nulla di prevedibile, vedremo. Vi posso annunciare che ci sarà il sequel di Ted, è già stato approvato, ed è la prima volta in vita mia che giro un sequel, non amo ripetermi. L’Oscar lo darei ad Argo di Ben Affleck perché l’ho trovato un film grandioso e Ben ha fatto un lavoro immenso e da grande regista. Trovo, infatti, scandaloso che non sia candidato anche nella categoria Miglior Regia”.

Ci sono molte Broken City – città corrotte, con problemi di vario tipo – negli Stati Uniti, secondo lei? “Direi moltissime. Stockton, in California è una delle città più corrotte del Paese in cui vivo, gli Stati Uniti d’America, e ci ho fatto anche un programma radiofonico per denunciare tutti i problemi che ha quel posto. Ma direi che anche Chicago mantiene ancora la sua vecchia fama mafiosa… e poi tante altre. Ci sarebbe parecchio lavoro da fare ma penso che la politica si assomigli, sotto certi aspetti, in tutto il mondo. In Broken City parliamo di scandali e si sa che gli scandali attraggono sempre la gente e ce ne sono ovunque… ma, se non parliamo di un film, di finzione, non sono di certo un bene per i cittadini”.

Lei produce anche molto serie televisive, tra le quali Entourage che è dedicata alla sua vita, ma non le interpreta… che ci può dire al riguardo? “Le serie tv in America hanno un livello qualitativo altissimo quindi mi interessa moltissimo lavorare con canali come la HBO che ti lasciano una libertà creativa immensa, anche se non sono tutti come loro, sia chiaro… Entourage non mi sembrava proprio il caso di interpretarlo è già sufficiente che il personaggio sia ispirato a me. Poi sono tra i produttori di Boardwalk Empire che è un assoluto capolavoro e Steve Buscemi è il più bravo attore che abbia mai visto, almeno in quella serie. Non serve che mi aggiunga io ad interpretare qualche personaggio, va bene la produzione!”.

Prima di salutarci, sappiamo che ha moltissimi film già girati o in pre-produzione – tra i quali anche Transformers 4 – ce ne parla? “I prossimi film in cui mi vedrete non sarò un cattivo, anche se prima o poi ci ricascerò a farlo, ne sono sicuro. In Pain and Gain di Michael Bay sono un bodybuilder pazzo, in Lone Survivor racconto la drammatica storia vera di Marcus Luttrell che partecipò con un gruppo di Seal ad una operazione in Afghanistan e lui è l’unico sopravvissuto all’attacco dei talebani, in 2 Guns faccio il cowboy al fianco di Denzel Washington… e poi dato che girando Pain and Gain mi sono trovato molto bene con Michael Bay ho accettato di girare Transformers 4. Ci ho pensato prima di dire sì, poi quando l’hanno saputo i miei figli non ho avuto più speranze, se non avessi accettato il ruolo mi avrebbero ucciso. E, allora ho detto, perché no?! facciamo un film che possano vedere anche loro. Anzi loro mi hanno già chiesto di venire sul set, visto che le riprese inizieranno ad aprile”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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