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Margarethe e la ‘Visionaria’ - Intervista alla Von Trotta

21/10/2009

"Vision è un progetto che accarezzavo da lungo tempo e cui avevo già pensato negli anni Ottanta. Avevo scritto una sceneggiatura sulla partecipazione di Hannah Arendt al processo di Eichmann, ma quando l'ho sottoposta al mio produttore, lui era piuttosto interessato a quest'altro soggetto di cui gli avevo parlato qualche anno prima." Così Margarethe Von Trotta racconta la genesi di Vision il film dedicato alla vita della mistica medievale Ildegarda di Bingen presentato al Festival di Roma dopo il grande successo ottenuto sia a Telluride che a Toronto "La storia è stata fatta dagli uomini ed è stata scritta dagli uomini, in questo senso per noi donne è importante recuperare le figure femminili emancipate che appartengono al nostro passato."

Vision è un film insolito per il suo cinema...

E' vero: è probabilmente un film che il pubblico non si aspetta da me, perché parla di Medioevo, di religione e di un tempo in cui la fede era la regola.

Quanto è stato difficile fare un film su una donna così complessa?

Ho scelto come protagonista Barbara Sukowa che avevo già diretta in Rosa Luxembourg e Anni di piombo. Per me lei era la garanzia di non rischiare di cadere nel kitsch o nel cliché. Grazie alla sua recitazione ero certa che avremmo reso un'immagine equilibrata di questa figura femminile. Vision è un film minimalista, perché si svolge dietro alle mura di un convento. Uno dei momenti più interessanti della storia è quando Ildegarda ha deciso di lasciare un convento per fondarne un altro nonostante avesse giurato fedeltà all'abate che, dal canto suo, non voleva permetterle andare via per timore di perdere le offerte delle famiglie ricche che davano molti soldi in virtù della fama e della notorietà di Ildegarda come visionaria.

Un po' come succede oggi con le squadre di calcio...

Direi di sì, con la differenza che Ildegarda aveva fatto giuramento indossando un velo e non certo una maglietta di un club della Champions League. Questa è la storia di una donna che, nel suo tempo e nelle sue condizioni, cerca la propria strada e libertà, provando a realizzare i propri talenti e quello che ha dentro di sé. Ildegarda è stata inoltre una grande compositrice, perché ha scritto circa novanta canti gregoriani.

 

 

Scritto da ADMIN
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