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Marco Müller ci racconta il programma di ‘CineMaxxi’

Attualità, Eventi

24/10/2013

Con un nome così, il cinema al Museo Nazionale delle arti del XXI secolo non poteva che essere un CineMaxxi. Parola di Marco Muller che dopo averlo anticipato durante la presentazione del prossimo Festival Internazionale del Film di Roma, oggi ha svelato nel dettaglio il programma e la giuria della parentesi più sperimentale e creativa della rassegna cinematografica della Capitale.

 

Direttore allora da dove cominciamo a raccontare la sezione 'trasversale del Festival di Roma'?

Comincerei proprio dalla parola trasversale, che mi piace molto e rappresenta al meglio gli incontri e è le proiezioni che si terranno al Museo Maxxi. Questo aggettivo infatti racchiude tutti i campi di quel continente visivo dove abbiamo,bisogno del cinema contaminato da tutti gli altri linguaggi espressivi per orientarsi e capire quali sono le immagini del presente.

Il programma di CineMaxxi e' fatto di opere che rappresentano un percorso di andate e ritorni continui non solo tra documento e cinema, ma tra cinema ed arti visive, fotografia, teatro, ovvero tutte è le forme espressive che guardano la nostra vita e ci rappresentano.

 

 

Il film di apertura e' italianissimo, un documentario che e' anche una bella commedia, come ce lo racconta lei?

Apriamo con 'L'amministratore' di Vincenzo Marra perché è un esempio evidente di come spesso il cinema cosiddetto documentario produce più commedia della stessa fiction pura, come se fosse una commedia di Zampa scritta da Edoardo, ci fa molto piacere che Mario Sesti abbia voluto dare questo spazio alla commedia umana di Vincenzo Marra ed alla cifra particolarissima del suo stile.

 

Presidente di Giuria Lerry Clark

Avevamo bisogno di un Presidente di giuria come lui, una personalita' così abituata allo scavalcamento dei ruoli, dal cinema alla fotografia, uno in grado di riunire in un giudizio finale terzo le tante anime che come e' giusto si incontreranno e scontreranno in un programma che ci aiuterà a definire con chiarezza quello che solo cinque anni fa faticavamo a definire 'cinema'.

 

Ci sarà anche una straordinaria presenza come quella di Jonathan Demme...

Questo autore ci abituati molte volte in passato alle sue pause di riflessione, il lusso di tornare ad essere indipendente, lavorando sul solco di Louis Malle che aveva sfidato Chekov, affronta da par suo Ibsen e vi assicuro che per il suo Fear of Falling, si tratta di un piccolo cult.

 

E Alexandre Rockwell con il suo Little Feet?

Un ritorno anche per lui al piccolo grande cinema, piccolo naturalmente solo nel budget. Si tratta di un road movie sempre tenuto ad altezza di bambino su di una famiglia disfunzionale; ha la capacità di leggere a più livelli il linguaggio dei giovani e giovanissimi, creando quel transfert tra cinema e finzione che non poteva non avere un posto nel panorama così importante ed innovativo del nostro CineMaxxi.

 

 

A proposito di giovani e senza alcuna polemica, e' ipotizzabile Direttore la creazione di un progetto che riguardi esclusivamente le nuove generazioni, sullo stile di Biennale College?

Guardi, con me sfonda una porta spalancata su questo argomento. Quando ero direttore del Festival di Rotterdam istituii una fondazione a questo preposta ed era il 1990. Stessa cosa feci a Locarno nel 1992. Quando ero a Venezia nessuno mi ha offerto una sponda del genere. Spero che a Roma succeda, c'è sempre bisogno per queste iniziative di una corrispondenza di amorosi sensi tra istituzioni centrali e partner privati che hanno operato in Olanda con il Ministero degli Esteri ed in Svizzera con quello alla Cultura. Per me e' stata una palestra straordinaria, tant'è che da quelle esperienze nacque la parte visiva di fabbrica che sono andato a dirigere nel 2001. Ora e' un momento di vacche magre e non era il momento di fare un salto del genere ma spero che si possa auspicare per il futuro.

 

L'ultima notazione e' per il mercato che indubbiamente guarderà anche al CineMaxxi.

Ah, certo che si! Si tratta del l'anello mancante dei mercati cinematografici. Ovvero noi abbiamo cercato di invitare per The business Street quegli attori del panorama produttivo capaci di nobilitare un cinema dal 'formato' tanto particolare, magari nei musei d'arte moderna, nelle gallerie d'arte contemporanea. In questo panorama la piattaforma di video on demand che abbiamo specificamente creato sarà in grado di creare quel volano adatto a certi prodotti.

Titta Di Girolamo

Scritto da Piero Cinelli
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