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Malcolm McDowell

Attualità

06/07/2007
E' l'evento speciale del RomaFictionFest che viene presentato oggi in anteprima mondiale presso l'Auditorium della Conciliazione in versione integrale di 400'(inizio alle 19). Una vera lunga notte, una maratona, che vedrà molti personaggi dello spettacolo sull'orange carpet. Stiamo parlando di Guerra e Pace, una mega-produzione che vede cinque paesi coivolti e che fa rivivere in formato colossal il capolavoro di Lev Tolstoj. Prodotta per Rai Fiction dalla Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, per la regia di Robert Dornhelm, il cast è costituito da un gruppo di attori internazionale che vede: Alexander Beyer, Clemence Poesy, Alessio Boni, Violante Placido, Valentina Cervi, Andrea Giordana, Brenda Blethyn e molti altri... Nel ruolo del Principe Bolkonskij c'è Malcolm McDowell, che abbiamo raggiunto telefonicamente e che è molto dispiaciuto di non poter partecipare alla presentazione di questa sera.

Lei è abituato alle grandi produzioni ma come è andata per Guerra e Pace?
Avere a che fare con un capolavoro fa sempre piacere perché ti devi confrontare con qualcosa di molto più coinvolgente, e non solamente con un plot. Anche se per me Guerra e Pace è stato un pò un incubo, perchè quando ero bambino l'abbiamo letto a scuola, come il capolavoro di tutti i tempi. Ma è stato bellissimo riscoprirlo adesso. Perché è fuor di dubbio che è un grandissimo libro. L'adattamento televisivo gli rende piena giustizia, Robert Dornhelm, il regista, ha fatto un lavoro incredibile riuscendo a condensare pienamente questa grande saga nei tempi televisivi. Tenendo presente che lavorare con un cast internazionale rappresenta una enorme ricchezza ma anche una enorme fatica.

Con quali attori si è sentito più in sintonia?
Con tutti. Mi sento molto fortunato ad aver lavorato in un cast del genere. Anche se con Alessio Boni che interpreta mio figlio Andrej Bolkonskij, il rapporto è stato ancora più forte. Sebbene non riuscivo ad abituarmi  al fatto che mio figlio parlasse italiano. Lo vedrete, questo Guerra e Pace è suntuoso, magnifico, abbiamo girato in palazzi di bellezza incredibile a San Pietroburgo, e poi i costumi, la scenografia... il tutto con attori inglesi, russi, francesi e italiani ovviamente... un'esperienza davvero unica, che non capita spesso.

Ci racconti qualcosa del suo Principe Bolkonskij? Che uomo è?
E' stata una bella sfida come attore interpretare Bolkonskij perché è un uomo davvero complesso. Bolkonskij non è un uomo piacevole, è uno che esercita un controllo rigidissimo su chi gli sta intorno, soprattutto sui suoi figli ... è una miserabile vecchia canaglia. E' stato divertente anche perché questo ruolo mi ha permesso di passare da situazioni molto formali, ad esempio ricevimenti in palazzi bellissimi, a situazioni dove dovevo dimostrare come Bolkonskij manipola completamente i suoi figli, impedendogli di avere uno sviluppo emozionale normale. Ha un modo di pensare molto individualista, è un egoista fondamentalmente anche se è un uomo severo prima di tutto con se stesso.

Guerra e Pace è un grande affresco storico della Russia che parte a inizio Ottocento, nel momento cruciale dell'invasione Napoleonica. Ma è anche un grande affresco morale di individui alla ricerca del bene e della felicità.
Assolutamente sì. Io trovo che Guerra e Pace sia una grande soap opera ambientata in Russia tra inizio Ottocento e primi del Novecento. Sotto questo aspetto è perfetta da trasporre per la televisione. In un arco di tempo che va precisamente dal 1805 al 1920, descrive la Russia pacifica e mondana, e quella politica della guerra contro Napoleone, attraverso due grandi famiglie dell'alta nobiltà, quella dei Bolkonskij e quella dei Rostov, le cui vicende si intrecciano e si sovrappongono a quelle del corrotto clan dei Kuragin. Un affresco potente con personaggi straordinariamente vivi.

Come avviene solo per i grandi classici...
Ecco sotto questo aspetto è un vero grande classico perché pur essendo anche un romanzo storico, lo rielabora alla luce di una lettura profonda delle vicende umane. In Guerra e pace la visione della storia vive nelle vite degli individui.

Lei è presente al RomaFictionFest anche per Jerry was a man della serie Masters of Science Fiction.
E ne sono molto fiero. E' un episodio firmato da Michael Tolkin, estremamente ben fatto, ben scritto e con attori eccellenti, che rilancia la mitica serie di fantascienza del 1959 Twilight Zone (in italiano Ai confini della realtà, ndr.), un serial famosissimo negli Usa e non solo.  E' stato prodotto dalla televisione americana ma non è ancora uscito negli Usa. Forse la tv americana è ancora troppo interessata ai reality. Ma sono sicuro che quando Jerry was a man passerà in televisione, negli Stati Uniti, riscuoterà il successo che merita.
Scritto da ADMIN
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