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Magnifica presenza: Fantasmi a Roma per Ferzan Ozpetek!

Attualità, Interviste

12/03/2012

Magnifica presenza è indubbiamente il film più impegnativo e ambizioso di Ferzan Ozpetek. Una pellicola che mescola in continuazione realtà e finzione, passato e presente, in un gioco di specchi speculare. Un ottimo cast supporta questa storia da vedere e non da raccontare, nella quale però è doveroso, spendere due parole per la bravura sempre più tangibile del protagonista, Elio Germano, che la macchina da presa del regista non molla mai, soffiandogli dolcemente ma implacabilmente, dall’inizio alla fine, sul collo.

Germano è Pietro, un ragazzo puro, sensibile, solo ma pieno di passione che dalla Sicilia arriva a Roma con il sogno, il desiderio di diventare un attore. Nel frattempo, con altrettanta passione, di notte, fa il pasticciere. Quando finalmente riuscirà a diventare indipendente e a trovare una casa tutta per sé, troverà un luogo magico, un appartamente antico e meraviglioso, abitato da strane presenze, che escono da un passato che scopriremo piano piano nascondere una storia ben precisa. Uomini e donne, truccati e vestiti come delle star degli anni ’40, perché questo sono, o, forse lo erano... La bizzarra e malinconica compagnia vede Margherita Buy, Beppe Fiorello, Cem Yilmaz, Andrea Bosca, Claudia Potenza, Ambrogio Maestri, Matteo Savino e la partecipazione straordinaria di un pezzo di storia del nostro teatro che è Anna Proclemer.

Prodotto da Domenico Procacci, insieme a Rai Cinema, scritto da Ozpetek insieme a Federica Pontremoli, collaboratrice storica di Nanni Moretti, Magnifica presenza ci dice il regista: “Nasce da una storia vera. La genesi del film è strettamente connessa con la storia che racconto. Ovvero un amico anni fa, per molti mesi è andato avanti raccontandomi che vedeva una donna e sua figlia, nel suo appartamento. Tanto che io non sapevo mai cosa rispondergli, perché è un amico ma al tempo stesso, in alcuni momenti, ho pensato che non stesse tanto bene... Poi ho saputo meglio come stavano le cose e tanti aspetti si sono chiariti. Per farla breve c’è un fatto storico alla base di questo evento. Attenzione, non sto dicendo che queste cose sono vere oppure no, non ne ho idea. Quello di cui sono certo è che più vado avanti negli anni più ho la necessità di sentire, ricordare chi non c’è più. Le persone che ho perso. E, mi capita spessissimo nella vita, attraverso un odore, un sapore, che mi torni alla mente qualcuno... e da lì è nato il soggetto e poi la sceneggiatura del film. In un primo momento si doveva chiamare in effetti ‘magnifiche presenze’ ma poi ci è sembrato da un lato un titolo che svelasse troppo, e dall’altra parte un titolo in parte errato. Perché sia Pietro che i suoi ‘ospiti fantasmi’ di casa sua sono tutti magnifiche presenze. Lo è lui per loro e lo sono loro per lui”.

In questo film ci sono tantissimi rimandi a film del passato, uno su tutti il magnifico Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli, ma anche al teatro pensiamo a Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, ce ne sono altri che l’hanno suggestionata: “C’è moltissimo cinema e moltissimo teatro – ci dice Ozpetek – che ci sono tornati alla mente, sia a me che a Federica Pontremoli, in fase di sceneggiatura e anche di riprese. Dico anche in fase di riprese perché io adoro coinvolgere gli attori e quindi ognuno di loro ha portato qualcosa di suo. In particolare Federica è una grande esperta oltre che ammiratrice di Pirandello e dei sei personaggi, in particolare, quindi assolutamente sì, i rimandi sono quelli... tutte quelle opere dove la finzione e la realtà si intersecano in continuazione, dove passato e presente si mescolano. Ad esempio la scena finale dove portiamo tutta la compagnia al Teatro Valle in autobus c’è l’ha suggerita, involontariamente, Pirandello. Dato che al Valle per la prima volta lui mise in scena i sei personaggi”.

“Mi risulta difficile – continua il regista – parlare in maniera logica di questo film perché per amarlo occorre lasciarsi andare alla magia, all’insondabile, al mistero. E’ un gioco di specchi, tra presente e realtà, tanto da non riuscire più a capire – ad un certo punto della narrazione – chi è l’autore, chi sono gli attori, chi è vivo, chi è morto, dove è la finzione e dove è la realtà. Quanto un attore deve mettere di vero e quanto di finto per creare il suo personaggio?! Il mondo di Pietro e quello della compagnia di attori si incontra, si aiutano a vicenda, crescono insieme, dato che tutti loro hanno una grande paura ad uscire di casa per vedere cosa ci sta al di là del cancello di quel magnifico e decadente appartamento. Un luogo che può essere una prigione ma anche una caldo ed accogliente nascondiglio. Il loro mondo, dove possono stare con le loro maschere rimanendo, però, sé stessi”.

Elio Germano, 32 anni, decisamente uno dei migliori attori italiani che presto in Diaz di Daniele Vicari (sempre prodotto da Procacci e in arrivo il 13 aprile) interpreta magnificamente Pietro, un personaggio decisamente diverso da quelli fatti fino ad ora... “E' vero. – afferma Germano – Questo film è stato un viaggio molto diverso da quelli fatti fino ad ora. L’aspetto che mi ha colpito maggiormente, quando ho letto la sceneggiatura, è che l’ho visto come una pellicola che rivendica l’orgoglio della debolezza, della diversità, della sensibilità. Viviamo in un mondo dove queste caratteristiche sono viste come aspetti negativi da nascondere, come pure la parte magica dell’esistenza, o tutto quello che non è razionalmente e materialmente spiegabile e tangibile. Indossiamo una maschera, ogni giorno, e solo per convenienza. Interpretiamo dei ruoli nella vita. Con Pietro ho avuto la possibilità di calarmi in un ragazzo senza malizie, puro, sensibile, molto solo ma che coltiva con grande passione tutto quello che fa. Non c’è un atto, un gesto, un’azione, una parola nella sua vita quotidiana detta o fatta per interesse. E questo è qualcosa di unico e meraviglioso. Inoltre quello che mi ha entusiasmato è che, alla fine della storia, lui cambia, matura, ma non perde nessuno di questi aspetti che lo rendono così speciale, unico. Non per niente questi ‘fantasmi’ si manifestano a lui mentre altri non riescono a vederli. Perché lui crede in loro e loro credono in lui. Lui fa abitare da altri la sua solitudine, e rimane fino al lungo primo piano sulla mia faccia che chiude il film, quello che è”.

Magnifica presenza vanta il magistrale lavoro di un direttore della fotografia come Maurizio Calvesi e il montaggio di Walter Fasano per non parlare poi della colonna sonora, da sempre fiore all’occhiello e punto forte dei film di Ozpetek, curata da Pasquale Catalano con brani di Nat King Cole, Patty Pravo, Betty Hutton...

Magnifica presenza arriverà nei cinema italiani il 16 marzo 2012, in 400 copie, distribuito da 01 Distribution.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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