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Macchina del tempo per gli scherzi di: Amici Miei… Come tutto ebbe inizio!

Attualità, Interviste

14/03/2011

Il set di Amici Miei... Come tutto ebbe inizio è un’opera decisamente ambiziosa, in uscita mercoledì 16 marzo per Filmauro di Aurelio De Laurentiis, diretta da Neri Parenti con Christian De Sica, Paolo Hendel, Massimo Ghini, Giorgio Panariello e Michele Placido. Con questo film il regista cerca di riaggiornare una delle serie più famose del cinema italiano, quella di Amici Miei, iniziata nel 1975 con il capolavoro di Mario Monicelli - attori: Ugo Tognazzi: Raffaello "Lello" Mascetti; Gastone Moschin: Rambaldo Melandri; Philippe Noiret: Giorgio Perozzi; Duilio Del Prete: Guido Necchi; Adolfo Celi: professor Alfeo Sassaroli; Bernard Blier: Niccolò Righi – e conclusasi dieci anni dopo con l’Atto III di Nanni Loy.

“Il mio stato d’animo? – dice Neri Parenti – Un misto tra felicità e timore. Felicità perché il film è venuto molto bene e timore perché, comunque, abbiamo messo mano ad una pellicola che negli anni è diventata, giustamente, una leggenda. Mi sono avvicinato a questo soggetto – scritto da Piero De Bernardi, Leo Benvenuti, Tullio Pinelli e da me, mentre alla sceneggiatura vanno anche aggiunti i nomi di Brizzi e Martani – con grandissimo rispetto. Non ne abbiamo approfittato mai e il fatto che sia un prequel ci ha dato una libertà enorme. Le bischerate sono diverse, anche più innocenti”.

Ambientato nella Toscana del 1487 il film racconta le zingarate di cinque amici: Duccio Villani di Masi/Michele Placido; Manfredo Alemanno/Massimo Ghini; Filippo/Christian De Sica; Cecco Alemari/Giorgio Panariello e Jacopo/Paolo Hendel, capaci di organizzare terribili scherzi perfino durante un’epidemia di peste, prendendo di mira il legnaiolo nonché eroe del calcio in costume Alderighi (Massimo Ceccherini) e finendo anche davanti a Lorenzo il Magnifico/Alessandro Benvenuti. Nel film non mancano omaggi a Il marcherse del Grillo, a L’armata Brancaleone, come non si sono dimenticati della ‘supercazzola’ o di far dire a Il Magnifico: ‘Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza?.

“A parte Placido e De Sica – afferma Neri Parenti – sono tutti toscani o quasi, Ghini ha la madre di Lucca. Da fiorentino ci tenevo molto a questo aspetto, ho anche voluto un coach di toscano (il regista Marco Mattolini, ndr.) durante tutte le riprese. Come capite bene il modo di parlare è una parte fondamentale e l’abbiamo curata nei minimi particolari”.

Tutti presenti alla conferenza stampa di presentazione del film e tutti ben coscienti delle polemiche che da tempo girano, soprattutto sul web, su questa operazione. Il primo a parlare è Michele Placido che afferma: “Per me è un film drammatico, come lo era quello di Monicelli. Sono cinque uomini che hanno una paura fottuta di morire di noia e quindi di morire. Il loro bisogno di sentirsi in continuazione al centro dell’attenzione arriva dal volere essere altrettanto sicuri di essere ancora vivi”.

Paolo Hendel afferma. “E’ un atto d’amore verso Monicelli che mi diceva sempre: ‘La vita è un balocco’. Non nel senso di prenderla con superficialità ma con la giusta leggerezza che merita. Lui stesso non ha mai definito il suo Amici Miei un capolavoro ma un film divertente e riuscito. Ma questo era tipico di Mario Monicelli, una persona unica!”.

Giorgio Panariello dice: “Questo film mi ha fatto venire la voglia, che porto dentro di me da tanto tempo, di girare un film su Renzo Montagnani (uno dei protagonisti di Amici Miei Atto II, sempre di Monicelli ndr.), perché è un attore che ho sempre ammirato e stimato moltissimo e che conoscono in pochi, rispetto, ad esempio ad Ugo Tognazzi. E che ha avuto ‘una vita difficile’”.

Christian De Sica mette l’accento sull’importanza di questa operazione: “Questa pellicola è stata girata in parte a Firenze e dintorni e in buona parte a Cinecittà dove sono stati ricostruiti vari luoghi grazie al sapiente lavoro dello scenografo Francesco Frigeri. Al film hanno lavorato migliaia di persone tra comparse, maestranze, costumisti ecc... Quello che voglio dire è che Amici miei... Come tutto ebbe inizio riporta in Italia il cinema di genere che non si fa più e che, invece, è un patrimonio inestimabile da salvaguardare”.

“Questo progetto – afferma il regista – per quanto mi riguarda è da perlomeno vent’anni che è nei miei sogni. In quelli di Aurelio De Laurentiis alberga da ancora prima, visto che lui ha iniziato a fare il produttore cinematografico proprio nel 1975 quando uscì il film di Monicelli con il quale lui in seguito fece Un borghese piccolo, piccolo. Ricordo ancora quando vidi Amici Miei al cinema nel 1975: trovai geniale l’idea di rappresentare una comicità diversa rispetto a quella tradizionale. E poi da toscano quello spirito mi apparteneva e continua a farlo: sono una persona simpaticamente cinica, sono riuscito a rovinare molte amicizie per il gusto di una battuta”.

“Per quanto riguarda le polemiche – conclude Parenti – soprattutto quelle che si trovano su Facebook posso dire che ci unisce il fatto che tutti siamo innamorati di quel cult che è Amici Miei, però, in maniera diversa. Ci unisce un immenso amore per quella pellicola. Loro pensano che sia un film intoccabile e che questo non farà mai parte della serie perché è impossibile rimettere le mani su una cosa perfetta. Noi, la pensiamo in un altro modo, dato che siamo convinti di avere realizzato una pellicola che ha sempre tenuto come primo valore il rispetto per l’originale. Questo non ci ha impedito, a mio parere, di avere creato, un altro film divertente, emozionante, con grandi omaggi a quelli che sono stati i nostri Maestri”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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