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Viva la libertà il cinema e la speranza

Attualità, Conferenze stampa

08/02/2013

(Roma)Avevo voglia di immaginare qualcosa che sulla scena sociale attuale non c’è, senza polemiche, volevo un personaggio che portasse in scena il vento del cambiamento che vogliamo tutti. Il personaggio di Toni è un clandestino come tanti, che quando poi entrano in scena sono in grado di dare delle rifrazioni. Non avrei fatto questo film senza Toni, è un attore straordinario capace di proiettare anche sfumature che non avevi previsto in un personaggio”.

E’ il regista Roberto Andò a darci il benvenuto questa mattina alla presentazione stampa del film Viva la libertà. Una produzione Bibi Film e Rai Cinema che 01 porta in sala il 14 Febbraio in 100 copie. Una pellicola assolutamente attuale e che arriva nei cinema a 10 giorni dall’importantissima chiamata alle urne degli italiani. Enrico Oliveri è il segretario del principale partito d’opposizione italiano. E’ depresso, non crede più nemmeno lui di poter portare quel cambiamento che tutti chiedono. Così alla vigilia di un importante incontro, scompare lasciando un biglietto alla moglie. Il suo fido assistente, Andrea Bottini, lo cercano ovunque finché alla moglie di Oliveri non viene in mente di cercare il fratello gemello del marito, un filosofo geniale che non ha mai conosciuto. Andrea rimane assolutamente affascinato dalla schiettezza e dall’entusiasmo dell’uomo al punto da decidere di proporgli un rischioso piano: sostituirsi al fratello quel tanto che basta per portare avanti la campagna elettorale. Il ‘nuovo’ segretario, colpisce piacevolmente la folla che infiammatasi di nuovo lo riporta in alto nei sondaggi. Ma per quanto potrà andare avanti questa recita?

“ Girare questo film mi ha dato una grande gioia – ha spiegato il regista – e spero che il vento del cambiamento investa anche chi andrà a vederlo”.

Il film è tratto dal romanzo scritto dallo stesso Andò, ‘Il trono vuoto’.

Lei ha sceneggiato il film insieme ad Angelo Pasquini. Quanto avete cambiato il libro originale? “ Mi sono lasciato coinvolgere da un certa libertà d’invenzione, nel film ci sono situazioni che nel romanzo non compaiono. Ci siamo detti dall’inizio che sarebbe stato bene lasciare fluttuare i personaggi nella stessa leggerezza che pervadeva il romanzo”.

Servillo cosa pensa di questo film? “ Per un attore che milita in teatro da anni come me, c’è un serbatoio ricchissimo di repertorio legato ai gemelli. Mi viene in mente Plauto, ma anche Goldoni con I due gemelli Veneziani. Io non sono mai riuscito ad interpretarlo e questa per un attore è un occasione ghiotta”.

E Valerio Mastandrea invece? “ Io sono stato l’ultimo a vedere il film pochi giorni fa. Non avevo mai lavorato con Toni, mentre con Michela Cescon sì. Mi affascinava l’idea di lavorare con Servillo, e il mio ruolo anche, questo personaggio secondario al quale io da spettatore mi affezionerei. Mi piacciono i secondi in classifica, perché puoi esprimerti senza sentire il peso di una responsabilità così grande. Solitamente non sono mai soddisfatto eppure questa volta con il dovuto rispetto ho pensato ‘ forse ci siamo vicini’”.

Servillo dopo Il Divo e Bella Addormentata questo è il film più politico che sente di aver fatto? “ Mah io non distinguo mai tra più politico e meno politico, io non sostengo ideologie. Io credo che il ruolo dell’arte sia quello di suggerire alla società”.

Il personaggio di un politico che abdica perché realizza di essere inadeguato, in Italia è fantascienza? “ Ecco vede io credo di aver ottenuto il mio scopo perché l’ho portata a fare questa domanda. Diciamo che questo film suggerisce che se ci si sente superiori bisogna anche saperlo dimostrare”.

Le citazioni cinematografiche nel film sono molte, ma ciò che lo rende originale sono alcune citazioni rapportate alla politica. Questa pellicola è stata scritta molto tempo fa, la sua attualità vi sorprende? “Il clima è lo stesso – risponde Andò – la sinistra mi sta molto a cuore, ma questo film non ha riferimenti con la realtà. Attualmente ci sono persone di buona volontà. Nel nostro paese c’è molta stanchezza, ma anche tanta speranza”.

Lei pensa che questo è un film utopico in un momento storico in cui la gente sembra preferire le balle, piuttosto che la realtà? “ Io vedo questo film come un atto di speranza, che io consegno ad un paese che sta muovendo le sue energie per trovare una nuova strada”.

Viva la libertà arriva in sala a 10 giorni dal voto….” Si ma non credo ci sia possibilità di strumentalizzarlo, il mio solo desiderio è di regalare questo film agli spettatori. Una delle scene più belle secondo me è quella dove il professor Ernani recita Brecht durante il comizio, ponendo il pallino che la politica è nelle mani dei cittadini. Lo dice Toni stesso nel film, ‘l’unica allenza possibile è con la coscienza della gente’. Qualcuno potrebbe pensare che questò è un film che attacca la sinistra ma non è così e non voglio indispettire nessuno”.

Conclude il produttore Angelo Barbagallo:Quando ho letto il soggetto mi è piaciuto subito, ma mi sembrava rischioso e folle. Ho accettato a due condizioni: la prima che Toni fosse il protagonista, la seconda che fosse un film che parlasse di speranza. Io di film senza speranza non ne voglio più fare”.

Scritto da Manuela Blonna
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