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Luigi Abete: “Chi è quel coglione che aprirebbe un albergo a cinque stelle sulla via Tuscolana?”

Attualità, Interviste

25/07/2012

“Nessun taglio di posti di lavoro, ma solo riorganizzazione aziendale. Nessuna cementificazione, ma un ammodernamento degli Studios e costruzione di strutture di servizio su aree oggi inutilizzate.” Luigi Abete, Presidente di Cinecittà Studios risponde alle polemiche di questi giorni delineando un chiaro piano industriale che tiene conto delle esigenze dei lavoratori, ma anche del futuro dell’azienda. “Avremmo potuto avviare le procedure di licenziamento. Non l’abbiamo fatto, per dare il via alla mobilitazione di alcuni dipendenti che andranno così a lavorare in altri stabilimenti presenti sul Comune Di Roma.”

Spiega Abete “Su 222 dipendenti l’attuale situazione ci obbliga a spostarne 50 in altri settori. L’alternativa è il licenziamento e noi, anche se avremmo potuto, non vogliamo arrivare a questa misura. Sebbene, è chiaro, se lo sciopero dovesse continuare ad oltranza, dovremmo rivedere le nostre posizioni e, a malincuore, prendere misure serie per la tutela dei lavoratori che vogliono continuare a conservare il loro posto.”

Abete spiega che il piano presentato nel 2010 è stato accolto con favore all’epoca. Solo quando gli Studios hanno messo mano al piano di riorganizzazione aziendale sono sorti una serie di polemiche strumentali. Parlando dell’occupazione e dello sciopero in corso dal 5 luglio, Abete dice “Questa situazione oltre a danneggiare le produzioni che sono presenti all’interno degli Studios con rumori che disturbano i set, impediscono ai Romani di andare a visitare la mostra che l’anno scorso ha accolto circa 100.000 visitatori. In più danneggiano a livello internazionale l’immagine di Cinecittà proprio quest’anno che abbiamo dato vita al lavoro di produzione esecutiva di film come quello di Woody Allen To Rome with love con lo scopo di consentire agli stranieri di rientrare immediatamente in possesso dei crediti che vantano nei confronti dello stato italiano.”

A proposito della presunta cementificazione Abete spiega “Il perimetro dei teatri di posa è vincolato e nessuno si è mai sognato di alterarlo. In aree laterali oggi inutilizzate noi abbiamo pianificato di costruire un parcheggio, degli uffici, un teatro di posa grande come il Teatro 5 e un albergo a tre o quattro stelle con duecento camere. Ho letto che qualcuno parla di albergo di lusso con cinque piscine. La mia domanda è ‘chi è quel cojone che va ad aprire un resort in periferia? Chi va a via Tuscolana per una cosa del genere?” Dice Abete scherzando e rivendicando di essere nato sulla Via Prenestina. Il manager conclude “Il cinema italiano e la televisione non ci consentono di sopravvivere. Dobbiamo guardare alle produzioni internazionali. In passato si diceva che Cinecittà era occupata dalla televisione e che quindi era inavvicinabile. La realtà è che la produzione cinematografica nazionale non ha i volumi tali da consentire il mantenimento degli Studios. Per farlo abbiamo bisogno di raggiungere l’eccellenza e offrire servizi di alto livello come tutti gli altri Studios del mondo.” 

Scritto da Marco Spagnoli
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