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Luigi Lo Cascio si racconta grazie ad un film intenso come ‘Marina’

Interviste, Personaggi

11/11/2013

Presentata al Festival del film di Roma, nella sezione autonoma e parallela di Alice nella città una comproduzione europea firmata da un regista come Stijn Coninx, già candidato all'Oscar e prodotta dai Fratelli Dardenne. La forza delle idee e di una storia di 'ieri' che parla ai giovani di oggi, queste le ragioni di un successo annunciato per Marina, che Luigi Lo Cascio ci racconta così....

Luigi come hai incontrato questo personaggio davvero molto intenso?
Credo che il primo input sia arrivato al regista quando ha visto 'La meglio gioventù', che è un film che ha avuto molto successo in Belgio, sia al cinema che in TV. Probabilmente quella interpretazione gli ha fatto dimenticare che io sono siciliano e non calabrese... Poi sai spero di essere stato la prima scelta per questo ruolo, ma non è mai saggio chiederle queste informazioni al regista.

Ti confermo che non sei stato la sesta scelta che ci conferma come il tuo nome fosse in cima alla lista, ma ci aiuti ad entrare nella psicologia di questo padre del Sud che interpreti?
Ho letto la sceneggiatura che mi ha molto emozionato, confesso che non conoscevo affatto la storia di Rocco Granata, che ho trovato affascinante perché si fonde perfettamente con lo sfondo sociale ed economico degli anni che raccontiamo. Sono cose che normalmente gli sceneggiatori si sforzano moltissimo per realizzare ed il più delle volte il risultato e' vano. Ecco grazie alla storia di un singolo individuo, che c'è la fa, che realizza il suo sogno,  riusciamo a leggere la Storia, non solo quella di quegli anni ma anche la nostra. In questo la figura del padre e' molto commovente, sulle prime c'è un rapporto difficile, ma con un grande amore di fondo, che riesce a penetrare le paure, i tabù.

Musica, amore, passione, emigrazione, integrazione, queste le parole chiave per comprendere Marina di Stijn Coninx?
Rocco patisce il fatto di essere immigrato, figlio di Italiani, come se fosse una colpa, e invece lo era allora, come purtroppo continua ad esserlo oggi, per individui che arrivano da altre parti del mondo. Eppure il fatto di essere sul palcoscenico permette di essere considerati non come un numero, ma come persona. Nel caso di Rocco Granata l'integrazione avviene attraverso una canzone, con una metafora direi che noi italiani dovremmo essere in grado di accogliere melodie diverse.mmi viene in mente mentre parlo lo splendido esempio dell'orchestra di Piazza Vittorio, che da un quartiere di Roma porta musica e messaggi di pace in tutto il Mondo.

Un film che grazie alla Apuila Film Commission e' stato parzialmente girato in questo Paese da un regista già candidato al premio Oscar e prodotto da due maestri come i Fratelli Dardenne, fa ben sperare anche per il nostro sistema cinema?
Mah, io spero di si, questa dovrebbe essere la mia risposta istintiva. ho visto la premiere in Belgio con i Dardenne, so che è già stato venduto in tanti paesi, e' tutto molto importante ora che il film e' finito. Mentre lo giri, sono sincero, pensi solo a fornire la miglior interpretazione possibile, al compito della giornata, alla scena. Spero, per rispondere alla tua domanda, che questi intrecci si ripetano, non solo per mettere insieme il budget di un film ma per creare un movimento di cinema europeo che ci permetta di dire la nostra come abbiamo sempre fatto, anche in ambito internazionale. 

Scritto da Titta Digironimo
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