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Lucio Pellegrini

06/11/2003
Ora o mai più. E' il momento delle scelte

Ora o mai più è il terzo lungometraggio di Lucio Pellegrini, regista nato ad Asti trentasette anni fa, che a metà degli anni Novanta si è fatto le ossa in televisione come autore e regista per Rai, MTV e Mediaset, realizzando tra l'altro programmi come "Target" (Canale 5) e "Ciro" (Italia 1). Dopo due film con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, il fortunato E allora mambo! e il suo seguito meno riuscito e interessante Tandem, Pellegrini torna al grande schermo con una storia fortemente sensuale e 'di formazione' che - per la prima volta - porta sullo schermo il G8 di Genova in tutta la sua violenta crudezza. Scritto insieme ad Angelo Carbone e Roan Johnson, il film prodotto da Fandango e da RaiCinema è interpretato da Jacopo Bonvicini, Elio Germano, Edoardo Gabbriellini, Camilla Filippi e Violante Placido.
Il cast di questo film è decisamente molto interessante_
Quello del casting è stato il lavoro più lungo di tutti. Volevo trovare degli attori alle prime armi e altri di maggiore esperienza che, però, fossero tutti alle prese con qualcosa di nuovo. Lo stesso Edoardo Gabbriellini aveva sempre interpretato una sorta di capopopolo e qui fa, invece, un personaggio completamente diverso. Ho seguito delle scelte diverse. La cosa che preferisco è potere trovare degli attori che mi piacciono e che posso aiutare a seguire una carriera.
Un atteggiamento che lei ha seguito anche nei suoi film precedenti_
Avevo minore libertà di scelta e sono dovuto a scendere a qualche compromesso. Non avevo mai avuto prima la possibilità di lavorare con Domenico Procacci e lui è un produttore che lascia grande libertà e con cui puoi sentirti pienamente a tuo agio sia dal punto di vista creativo che produttivo.
Lei è riuscito a sfuggire alla retorica ideologica collegata al centro sociale. Come ha fatto?
Il centro sociale o - come preferisco definire il 'Mompracem' - la casa occupata da un gruppo di ragazzini costituisce una sorta di pretesto per descrivere un'iniziazione sentimentale alla vita e alla politica. Si tratta di personaggi che - come me - detestano la retorica. Evidentemente io non potevo fare un film che fosse retorico_
Al di là della retorica c'è anche Violante Placido nei panni (pochi) di una donna "cattiva"_
Non è cattiva, è solo una donna molto egoista e concentrata su se stessa. Vive seguendo le proprie emozioni, lasciando dietro di sé delle macerie. E' una figura che si porta dietro qualcosa di epico.
Come è che le donne dei suoi film sono sempre bellissime? Anche di più di quanto - poi - le vediamo in lavori di altri autori?
Forse perché le amo molto e mi piace fotografare qualcosa di personale cercando di renderlo al meglio sullo schermo.
Scritto da ADMIN
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