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Lovelace ovvero la vera (e sfortunata) storia della protagonista di ‘Gola Profonda’

Recensioni

12/03/2014

Lovelace oltre ad essere un biopic dell'attrice Linda Marchiano è anche qualcosa di più: un omaggio a quello che potrebbe essere considerato il 'Titanic' o 'L'Avatar' del cinema porno. Un film arrivato in piena liberazione sessuale che, diventato una pellicola di culto, ha incassato nella sua storia 600 milioni di dollari in tutto il mondo, facendo della sua protagonista con il nome d'arte di Linda Lovelace un'icona degli anni Settanta e della liberazione femminile. Gola Profonda Deep Throat in originale è uno dei pochi film del genere, diventato l'espressione di un'epoca e di un sentimento popolare esplorato recentemente dal documentario Inside Gola Profonda che racconta la storia di un film censurato da 23 stati, eppure, visto da tutti. O quasi. 

Peccato, però, che oltre al sesso, allo sguardo divertito sull'ingenuità dell'industria del porno vi sia anche qualcos'altro di particolarmente doloroso, ovvero il vero retroscena della vita di abusi di ogni genere subiti dalla protagonista da parte del marito violento e abusivo. Una storia molto femminile e - purtroppo - di sorprendente attualità che lascia l'amaro in bocca nonostante il tono generalmente divertente della narrazione.  

Una storia che getta un velo drammatico su questo film interpretato con candore e sensualità da un'inedita Amanda Seyfried che sembra tornare alle atmosfere erotiche e dark di Chloe di Atom Egoyan, mettendo, almeno momentaneamente, da parte la ragazzina acqua e sapone di Mamma Mia! o di Letters to Juliet

Un supercast l'accompagna in questa avventura: Sharon Stone, Peter Sarsgaard, James Franco, Chris Noth (Mr.Big di Sex and the City), l'ex Terminator Robert PatrickChloe Sevigny portano sullo schermo tanti personaggi e personalità della vita di Linda Lovelace e della sua seconda vita come nemica della pornografia e di superstite alla propria fama. Una donna che a fronte dei profitti pazzeschi, dalla sua avventura nell'industria del porno ha guadagnato fama imperitura e solo 1250 dollari, peraltro, sequestrati dal marito.

Un film a tratti commovente e imperfetto, limitato da una vena moderatamente moralista sul finale (forse più per motivi di carattere legale più che filosofico dato che gli eredi della Lovelace sono ancora in vita) che richiama alla mente Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, e che - soprattutto - è una vera storia Hollywoodiana fatta di luci ed ombre.

Sono, infatti, soprattutto queste ultime ad avvolgere l'anima di una sexy e sfortunata ragazzina di provincia, molto ingenua e  diventata, per caso, una mega star del cinema porno, che anziché proseguire con Gola Profonda II, III e IV si è ritirata a fare la cameriera e - in seguito - a scrivere una propria autobiografia dettagliata su abusi e violenze, seguite ai pochi grandi piaceri di una vita qualsiasi.

Lovelace è un film che, senza dubbio, avrebbe potuto dire di più e meglio, ma resta un interessante capitolo del cosiddetto genere 'cinema sul cinema' con la biografia di Linda Lovelace che diventa l'emblema di un'epoca e di un'industria pornografica pronta ad accogliere una ragazza come la sua più grande star di tutti i tempi e che, invece, se l'è vista 'sfuggire' in un turbine di droga, soprusi e stupri. 

Da vedere soprattutto se si ama il racconto del cinema come storia e riflesso della società di cui è racconto ed espressione.

Scritto da Marco Spagnoli
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