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L’Orso sceglie il “Miele” e il Forum acclama Pietro Marcello

Attualità, Eventi

21/02/2010

L'Orso d'Oro se l'è conquistato l'outsider, quel Miele turco-tedesco ignorato dalle previsioni della vigilia che davano per favorito il russo How I Ended this Summer di Alexej Popogrebski o in alternativa The Ghost Writer di Roman Polanski, che invece si è dovuto "accontentare" dell'Orso d'Argento. Firmato da Semih Kaplanoglu, Honey è l'ultima parte di una trilogia composta da Milk e Egg, in cui al centro della scena c'è sempre lo stesso personaggio: Yusuf. Qui ha sei anni e vive con il padre apicoltore in mezzo a un bosco che per lui ha un sapore magico e misterioso: un luogo dell'anima affascinante e poetico, ma anche minaccioso, che in qualche modo si porterà via suo papà. Tutti i riflettori però, erano puntati sul secondo arrivato, quel Roman Polanski che ha seguito il festival da Gstaad – dove è agli arresti domiciliari per un crimine sessuale commesso negli anni '70 – e che è riuscito a concludere il film grazie all'aiuto dei suoi collaboratori. Tratto dal romanzo di Robert Harris, L'uomo ombra (questo il titolo italiano della pellicola che sarà in sala in Italia il 9 aprile) è un thriller politico avvincente venato di pungente ironia, magistralmente interpretato da Ewan McGregor e strettamente agganciato alla realtà, con i chiari riferimenti alla coppia Tony e Cherie Blair di cui tanto si è scritto a inizio festival. Per il resto, il concorso della 60/a Berlinale è stato un contenitore ricco ed eterogeneo, che ha mescolato il dramma familiare di Thomas Vinterberg con le risate provocate da quei folli genialoidi di Delépine e Kervern con Mammuth; le riflessioni politico-sociali sulla Bosnia di Jasmila Zbanic (con On the Path) e sull'Islam di Burhan Qurbani (con Shahada) e lo psico-thriller russo a due personaggi che era dato per favorito (e che comunque ha vinto diversi riconoscimenti). Stelle del fuori concorso sono state l'acclamato Banksy con Exit through the Gift Shop e il trio Julianne Moore, Annette Bening e Mark Ruffalo nella divertentissima commedia omosessuale The Kids Are All Right.

Per gli italiani, esclusi dal concorso, le cose non sono andate poi così male. Le Mine vaganti di Ferzan Ozpetek sono state immediatamente vendute in 13 paesi e hanno raccolto recensioni lusinghiere dai più autorevoli critici internazionali, mentre La bocca del lupo di Pietro Marcello – che aveva già vinto a Torino – ha ottenuto il Teddy Bear per il miglior documentario e il premio Caligari della sezione Forum, quindi praticamente il miglior risultato possibile.

E per la Berlinale, che ha festeggiato il suo sessantesimo compleanno, c'è motivo di essere orgogliosi: i numeri parlano di un'affluenza di 300mila spettatori, nonostante il ghiaccio e il gelo che hanno avvolto la città nei giorni della manifestazione.

 

Scritto da Michela Greco
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