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Lolita non abita più qui…

Attualità, Recensioni

21/01/2010

Scritto da Nick Hornby, An Education è un film particolarmente interessante nonostante un finale, forse, troppo veloce ne riduca sensibilmente l’impatto emotivo ed intellettuale sullo spettatore.

Tratto da un memoir della giornalista inglese Lynn Barber, il film diretto dalla regista danese Lone Scherfig, già autrice di Italiano per principianti, descrive l’insolita passione tra un uomo adulto interpretato da Peter Sarsgaard e una studente sedicenne portata sullo schermo dalla talentuosa giovane attrice Carey Mulligan che, in qualche maniera, sembrerebbe ricordare moltissimo una versione giovanile di un misto tra Emily Watson e Sophie Marceau.

La storia di amore e – anche – di sesso che arriva fino alla soglia del matrimonio, nonostante si tratti dell’Inghilterra del 1961, vede, in qualche maniera, rovesciarsi i ruoli e i temi della Lolita di Vladimir Nabokov e – ovviamente – del quasi coevo film di Stanley Kubrick.

Jenny, la protagonista, è una ragazza colta e piena di curiosità, nonostante la sua sagacia sia solo timidamente incoraggiata da una famiglia piccolo borghese che, anziché temerla, guarderà di buon occhio la relazione con un uomo adulto e il cui essere facoltoso nasconde non poche ambiguità.

Una ragazzina, decisamente, in controllo della sua vita per quanto possibile, del suo corpo e delle sue scelte ed è, alla fine, sicuramente più forte e brillante del suo partner. In questo contesto risulta particolarmente rilevante il peso dell’Educazione cui fa riferimento il titolo: qui non si tratta ovviamente delle buone maniere, bensì di quella sentimentale e anche di quella culturale, l’unica davvero in grado di emancipare una donna in quegli anni.

Intelligente, ironico e ricco di gusto, grazie al ricreare in maniera fantastica certe ambientazioni d’epoca, An Education è reso particolarmente riuscito dal confronto continuo di Jenny con l’ambiente circostante popolato di figure femminili che hanno fatto scelte diverse dalle sue e da donne carismatiche come Emma Thompson, Olivia Williams e Rosamund Pike in grado di costituire una serie di interessanti modelli femminili con i quali confrontarsi, arrivando, talora, fino allo scontro.

La dicotomia apparentemente inconciliabile tra lo studiare a Oxford e diventare la rispettabile moglie di un uomo facoltoso è quella che lacera la protagonista, in cui ritroviamo i semi di quegli anni della contestazione di lì a poco a venire. Un personaggio femminile seducente per la sua intelligenza e carattere, molto lontana dalle gatte morte cui, un cinema sentimentale di un certo tipo, ci ha abituato.

Ed è qui il tema più rilevante: le aspirazioni della protagonista sono troppo grandi e moderne rispetto non solo alla sua famiglia, ma, addirittura, rispetto perfino all’epoca e alla nazione nella quale si trova a vivere. Perfino la tanto amata (a distanza) Francia sembra non essere una patria ideale quando, finalmente, vi mette piede.

An education, resta, nonostante i difetti di cui si è già detto, un affascinante apologo sulla femminilità e sulla sua indomabile libertà, nonostante la mediocrità del mondo che la circonda e di alcune persone, in particolare, gli uomini.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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