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Locke: tutto in una nottte

Recensioni

29/04/2014

Ci sono giornate indimenticabili e notti che - forse - sarebbe stato meglio non fossero mai arrivate.

Ne sa qualcosa Ivan Locke, un ingegnere edile inglese, che scopre di stare per diventare (ancora) padre da una donna con cui ha consumato

un rapporto occasionale alcuni mesi prima. 

Anziché tornare da sua moglie e dai suoi figli a vedere la partita oppure rimanere al cantiere dove l'indomani ci sarà la colata di cemento più grande d'Europa, l'uomo

sale in macchina per fare compagnia alla futura madre e a suo figlio durante il parto che si preannuncia difficile.

Quell'"errore" che non vuole perdonarsi e che, soprattutto, lo precipita nell'angoscia per il rapporto con suo padre che non è mai stato in grado di perdonare.

Ivan sfreccia nella notte su un'autostrada inglese che sembra avere più lavori e incidenti della Salerno - Reggio Calabria e trascorre il suo tempo rispettando i limiti 

e facendo un miliardo di telefonate. Alla moglie che lo vuole lasciare, alla donna che sta avendo qualche complicazione con il parto e con varie persone dell'ospedale,

ai figli che guardano la partita della sua squadra del cuore, al suo capo che lo vuole licenziare, al suo assistente che deve fare le sue veci al cantiere dove sta per 

avvenire la colata e dove lui non potrà esserci.

Un film giocato interamente sul filo delle emozioni al telefono con un grande Tom Hardy che in un'ora e mezza di film ci racconta il crollo e (la possibile) rinascita

di un uomo che perde tutto dal momento in cui sale in macchina e deve fare i conti con se stesso, con i suoi errori e le sue scelte.

Reso "epico" da un titolo che fa inevitabilmente pensare ad uno dei filosofi, padri dell'empirismo inglese (quel John Locke che aveva prestato il suo nome anche al celebre

personaggio di Lost), il film è una grande prova di attore e del valore della regia di Steven Knight che confeziona un piccolo apologo molto moderno dove la claustrofobia

dell'ambientazione gioca con lo spettatore e la sua idea di quello che sta accadendo alla vita del protagonista e alle persone con cui interagisce di cui ascoltiamo solo la voce.

Un film intelligente e interessante che racconta la grande moralità di un personaggio anomalo, che, a dispetto della sua possibilità di fuga e di vivere altre vite, va esattamente

incontro ad un presunto disastro, per non sentirsi come il padre che con lui non c'è mai stato.

Una corsa in macchina contro il tempo e contro se stesso, ma rispettando i limiti e sciorinando un approccio razionale alla vita, che si addice perfettamente ad un uomo

abituato ad affrontare i problemi senza mai lasciarsi andare emotivamente e "perimetrandoli" con numeri e possibili soluzioni.

Una storia di suspence post moderna, con un uomo fragile e severo al tempo stesso come protagonista, capace di vedere stravolta la sua vita e - forse - intravedere un nuovo

domani tutto durante una corsa in macchina nella notte dal Nord Ovest dell'Inghilterra, tutto in una (indimenticabile per lui e per il pubblico) notte.  

Da non perdere, perché è una notevole riflessione sul significato delle parole onestà, lealtà, perdono e - ovviamente - speranza.

Scritto da Marco Spagnoli
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