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Lo Stratega dietro le Sbarre: Anteprima de Il Profeta

Anteprime, Attualità

15/03/2010

Anche se, alla fine, non ha vinto l’Oscar per il migliore film straniero, Il Profeta di Jacques Audiard resta uno dei più importanti titoli realizzati nel 2009 in Europa se non addirittura, il principale e più sorprendente.

Tale considerazione non nasce dal desiderio, in verità sempre un po’patetico, di stilare delle classifiche, quanto piuttosto dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un film particolarmente originale e interessante, in cui l’amore per il genere va di pari passo con la costruzione e la narrazione di una storia di formazione complessa e insolita in cui un giovane arabo analfabeta, sfrutta la sua intelligenza per dare la scalata al mondo del crimine, dalla sua condizione, decisamente penalizzante, di detenuto in un carcere.

Entrato per un piccolo reato, infatti, il ragazzo deve subito scegliere da che parte stare e, soprattutto, accettare l’offerta della mafia còrsa di uccidere un pericoloso testimone per loro oppure finire ucciso.

Violento e non consolatorio, venato di un non del tutto spiegabile misticismo, Il Profeta è un’opera violenta e potente in cui il talento del regista e sceneggiatore francese Jacques Audiard si declina nel costruire una storia di formazione che è anche uno specchio della transizione della società occidentale e dei suoi cambiamenti.

Un film intenso che travolge lo spettatore con tutto il suo dinamismo, nonostante l’ambientazione in prigione lascerebbe sospettare una certa staticità che manca completamente ad un lavoro magmatico che segue il protagonista nella sua consapevolezza di dovere conquistarsi il proprio futuro, passo dopo passo, bugia dopo bugia, menzogna dopo menzogna.

Non si tratta di doppiogioco o spettacolare inganno, Il profeta è, da tanti punti di vista, una storia di salvazione personale in cui un ragazzo altrimenti spacciato, sfrutta le opportunità offerte dal carcere per sfuggire ad un destino di sopraffazione e di brutalità.

Impara il còrso, fa lo schiavo per i mafiosi isolani ed assiste al loro tramonto, dopo avere assaggiato il potere e imparato i metodi, ‘tradisce’ i suoi fratelli arabi eppoi li riporta in auge, impara a leggere, a scrivere, va al mare per la prima volta e dà prova a tutti che un’aurea speciale lo circonda, al punto da farlo sembrare un bravo ragazzo, anche se è un assassino spietato e pronto a tutto, dotato di un innato senso della politica e della tattica.

Il profeta non è, però, “solo” un film di genere. Anzi. Il tono noir è semmai utilizzato per raccontare una storia che diventa lo specchio di un’epoca e che, per il suo humour e il suo cinismo, richiama un cinema e una letteratura molto classici in cui situazioni imprevedibili si verificano per fare del protagonista un eroe involontario e compassionevole, vittima degli eventi, glorificato dal caso, baciato dalla fortuna e artefice di un destino non scritto che affronta con la freddezza e la determinazione di chi è nato sapendo di non avere nulla da perdere, ma tutto da conquistare.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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