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Lo chiamavano Trinità: Tutto Tutto Niente Niente

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

10/12/2012

Nel gennaio del 2011 uscì Qualunquemente dove Antonio Albanese interpretava Cetto La Qualunque, Sindaco di un piccolo paesino della Calabria, volgare, disonesto, corrotto, fiero di esserlo, che decide di scendere in campo e fare il grande passo nella politica... il film diretto da Giulio Manfredonia ebbe un ottimo successo di pubblico per la comicità con la quale raccontava una parte del nostro Paese. E Cetto diventò un culto con il suo modo di parlare ‘unicamente unico’ e i suoi vestiti da coatto.

Ora, dicembre 2012, per la precisione il 13, uscirà Tutto Tutto Niente Niente, sempre diretto da Manfredonia e dove Albanese ha deciso di allargare il tiro, portando in scena, tre personaggi, estremamente diversi fra di loro, che ancora una volta rappresentano, in chiave comico/satirica, il peggio dell’Italia, senza farne però un manifesto politico e tantomeno un racconto di cronaca, ma l’osservazione di quello che è accaduto negli ultimi anni. E che sta accadendo. Poi, come sempre la realtà supera la finzione, ed essendo stato scritto il film un anno e mezzo fa alcune cose sono state ampiamente superate dagli eventi. Ma Albanese ci tiene a sottolineare che sia Qualunquemente che Tutto Tutto Niente Niente non sono film a tesi politica, ma rappresentano il desiderio di mettere in ridicolo personaggi - a dir poco allucinanti – che arrivano, però, a ricoprire ruoli di grande potere.

Eccezionale nelle sue performance, basate sulla fisicità, su un uso del linguaggio inventato e divertentissimo ma frutto di una lunga osservazione della realtà, oltre a costumi, scenografie, musiche che ci portano in un mondo lisergico – senza farci mai perdere di vista la società nella quale viviamo – Antonio Albanese riporta in scena: il già conosciuto Cetto La Qualunque, Frengo – altro personaggio che fa parte da tempo del suo repertorio – e la new entry Olfo. Questi tre personaggi avranno un destino comune, per motivi diversi finiranno tutti e tre in galera, riusciranno ad uscirne e finiranno in Parlamento come Onorevoli. Cetto è sempre più disinvolto nelle sue malefatte anche se questa volta ha problemi sessuali che non si aspettava; Frengo è quello più simpatico ma è sempre fuori di testa e ignorante come pochi e Olfo è un razzista che vuole la secessione rigido e insopportabile. Intorno al triplice Albanese, una serie di ruoli minori davvero esilaranti, ad iniziare da Fabrizio Bentivoglio che si cala nei panni di un Sottosegretario che è la fotocopia di Karl Lagerfeld.

Ovviamente per quanto riguarda la trama, vale a dire il susseguirsi di gag ed evoluzioni dei personaggi, ve li lasciamo scoprire al cinema da giovedì 13 dicembre quando Tutto Tutto Niente Niente arriverà in 700 copie per 01 Distribution.

Alla conferenza stampa arriva l’intero cast, numerosissimo, più Paolo Buonvino che ha curato le musiche, Domenico Procacci della Fandango che ha prodotto il film insieme a Rai Cinema, e al resto degli attori, da segnalare: Lunetta Savino, Fabrizio Bentivoglio, Nicola Rignanese, Lorenza Indovina, Vito, Teco Celio e Paolo Villaggio - che non ha partecipato all’incontro – ma che interpreta il Presidente del Consiglio.

Albanese riprendere un personaggio come Cetto con il successo che ha avuto e farne un secondo film, che non possiamo definire un sequel perché è molto diverso, deve essere stata una bella sfida? “Effettivamente lo è stato – ci conferma l’attore – e l’obiettivo mio, di Giulio Manfredonia e Piero Guerrera che con me ha scritto la sceneggiatura era proprio quello di allargare, ampliare, espandere, usando le mie maschere l’universo che avevamo portato in scena con Qualunquemente. Grazie al successo che ha avuto quel film ho potuto triplicarmi e raccontare tre personaggi diversi con tre punti di vista differenti che nella loro surrealtà rimangono una fotografia dell’Italia, il mio Paese, che amo disperatamente… Tutto Tutto Niente Niente è un film psicadelico, grottesco e comico, come i tempi che viviamo. I miei tre personaggi sono tre cellule impazzite ad un quarto d’ora dall’esaurimento nervoso. Come siamo tutti noi”.

“Tornando alla parola sfida – continua Albanese – quella maggiore è stata quella di raccontare in maniera deformata una realtà che ci appartiene. Grazie al fatto di avere tre personaggi a disposizione ho potuto vivisezionare la visione e trattare più argomenti, mettere in scena più maschere, giocare maggiormente, realizzando un film comico che fa riflettere. E, sono d’accordo con voi, non definirei Tutto Tutto Niente Niente il sequel di Qualunquemente, sarebbe una definizione troppo ristretta e anche non attinente a quello che abbiamo realizzato. Detto ciò è ovvio che rimangono molti punti in comune con il primo film, a cominciare da Cetto e l’evoluzione delle sue malefatte”.

Lei ha definito il film ‘una grande storia d’amore’, in che senso? “Nel senso che è una dichiarazione d’amore all’Italia. Il mio Paese che io amo davvero moltissimo e, visto che in questi due film, si mette in scena il peggio del peggio di alcuni italiani, vorrei che questa ‘esagerazione’ della parte più corrotta che esiste risultasse come un abbraccio a questa terra, che si merita un presente ed un futuro decisamente migliori”.

Il film insieme a Piero Guerrera l’ha scritto un anno e mezzo fa, ed è ugualmente profetico, c’è pure la caduta del governo… “Questo non è merito mio… - ride Albanese – è una trovata dell’ufficio stampa che ha voluto inserire questo avvenimento a scopo promozionale. Come tutta la vicenda delle primarie… ovviamente scherzo. Quando io e Piero siamo partiti per scrivere il film il nostro intento era di realizzare un film comico, ci siamo basati sulla risata, sulla comicità che io so fare che è prevalentemente fisica e da questi elementi sono usciti: Cetto, Frengo e Olfo. Poi dovevamo trovare un modo per farli interagire. Qui è nata l’idea che tutti e tre finissero in carcere per i loro comportamenti, a dir poco illegali, e che dal penitenziario non potessero che arrivare a fare gli Onorevoli. Tre delinquenti serviti e riveriti come dei Re. E’ ovvio che tutto ciò ha lo scopo di rendere talmente ridicoli queste anime piccole da fare in modo che la gente rida prendendo le distanze da essere umani disgustosi. Ma io credo fermamente nel potere della comicità. Per questo durante la visione ti fanno ridere perché non hanno alcun senso del limite. E’ come nel cabaret, nei fumetti, loro possono fare o dire qualsiasi cosa perché nulla li colpisce visto che una coscienza non ce l’hanno. Quindi sono tre uomini mostruosi ma che, personalmente, custodisco come reliquie visto che sono il frutto della mia fantasia mescolata all’osservazione della nostra realtà”.

“Decidiamoci, i politici o tutti in carcere o tutti fuori. Mezzi dentro e mezzi fuori non è pratico, ne risente il sistema paese”. Cetto.

“L’Italia è una e indivisibile, da Rovigo a Cortina”. Olfo.

“Le religioni si occupano molto dell’aldilà, dell’aldiqua, invece, mi occupo io”. Frengo.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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