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L’Italia a luci rosse vista da Berlino

15/02/2010

Ancora fresche le orme del red carpet di Scorsese e Leonardo DiCaprio, a Berlino sono sbarcati i big dall'Italia. con due storie ad alto tasso trasgressivo.

Ferzan Ozpetek ha presentato la sua ultima fatica, Mine Vaganti, storia familiare e di ordinaria omosessualità in una città del profondo sud italiano. “Il tema non è l’omosessualità - ha dichiarato il regista - ma il rapporto padri-figli, la difficoltà di conoscersi e di accettarsi”. Mine vaganti uscirà il 13 marzo distribuito in 400 copie da 01. 
Con Mine vaganti Ozpetek racconta 'anche' l’omosessualità, ma con grande ironia: “forse perché nel tempo ho superato io stesso tanti inevitabili tabù e mi sento più libero di giocare sulla malinconia e sull’allegria del mondo omosessuale”, ha aggiunto il regista. “Non ho pensato a come interpretare un omosessuale - ha aggiunto il protagonista Riccardo Scamarcio -,mi sono preparato per Tommaso, un ragazzo che torna a casa, a Lecce. Che Tommaso sia gay per me non ha importanza, non giudico mai le persone dai loro gusti sessuali”. Il film è stato accolto con grande simpatia dalla stampa, ed è stato seguito da molti applausi.

Dopo i gay pugliesi delle Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, è toccato a Silvio Soldini passare sotto i gelidi riflettori del Festival di Berlino con un film ricco di scene di sesso dal titolo Cosa voglio di più, che rievoca la celebre canzone di Lucio Battisti. Amour fou con al centro l'impiegata modello Anna (interpretata da una bravissima Alba Rohrwacher che non ha nessuna difficolatà a mostrarsi nuda) ed il suo amante Pierfrancesco Favino, nei panni di Domenico, immigrato calabrese a Milano. Entrambi sposati, entrambi chiusi in una routine familiare e lavorativa, vengono travolti da una passione imprevedibile e incontrollabile. Una rovente passione clandestina all'epoca della crisi, con i due amanti che hanno difficolatà a mettere insieme i 50 euro della camera del motel, "L'idea di fare questo film mi è venuta in mente dopo il racconto di vita vissuta di una mia amica impiegata - ha spiegato Soldini - La sua vicenda mi ha trasmesso una forte sensazione di mancanze: di tempo, di luoghi dove incontrarsi e di soldi. E poi volevo finalmente raccontare la sessualità in maniera diretta, esplicita, cruda e giocosa, ma senza sguardi voyeuristici. Nel film il sesso è in primo piano. Le scene più hard le abbiamo provate più volte con gli attori ed eravamo in pochissimi nella stanza per affievolire l'inevitabile imbarazzo".

Favino confessa di avere provato qualche difficoltà a causa delle scene di sesso, per Alba Rohrwacher, invece, nessuna difficoltà a ritrovarsi nuda: "Ho dovuto però ingrassare di 8 chili pere avere un aspetto più sensuale. ... Ero in imbarazzo quando tornavo a casa e dovevo giustificarmi con mio marito, Giuseppe Battiston". La giornata dei successi italiani è proseguita ieri con il 31enne attore tarantino Michele Riondino, scelto dalla European Film Promotion tra le 10 Shooting Star, i più promettenti attori del Vecchio Continente. Riondino, che dopo Dieci inverni sarà protagonista in Noi credevamo di Martone e "Henry" di Piva è a Berlino per la prima volta "orgoglioso di rappresentare l'Italia all'estero".

 

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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