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Limitless: Stati di allucinazione per Bradley Cooper!

Attualità, Interviste

05/04/2011

Il regista e sceneggiatore americano Neil Burger in Italia è conosciuto soprattutto per The Illusionist, film del 2006 con Edward Norton, ma anche nelle altre sue opere, ugualmente interessanti però uscite solo in dvd (Interviews with the Assassins e The Lucky Ones), conserva la stessa caratteristica molto postmoderna, quella di mescolare i generi, in cerca di inediti equilibri.

Cosa che fa puntualmente anche nel nuovo Limitless (in uscita il 15 di aprile per Eagle Pictures in 250 copie), che inizia con atmosfere da commedia satirica – e lisergica – per poi trasformarsi in un action thriller con toni mistery. Tratto dal romanzo di Alan Glynn The Dark Side (del 2006), il film racconta l’incredibile esperienza di uno scrittore Eddie Morra, interpretato da Bradley Cooper (tutti ve lo ricorderete in Alias/Will Tippin, poi è arrivato il cinema...), che vive un momento spaventoso in quanto il suo ultimo libro è andato malissimo e la fidanzata (Abbie Cornish) lo ha piantato al ristorante.

Ma quando Eddie incontra l’ex-cognato Vernon (Johnny Whitworth) tutto cambia. L’uomo gli offre una pillola magica capace di sbloccare qualsiasi tensione, problema e non solo... ma di amplificare le potenzialità della mente. Grazie a questa droga, Eddie scrive un romanzo in quattro giorni, riconquista la fidanzata e riesce a fare un mucchio di soldi speculando in borsa. Qui incontrerà un ambiguo magnate della finanza Van Loon, impersonato da Robert De Niro.

Il problema che tutto si paga nella vita e gli effetti collaterali di questa miracolosa pastiglietta, denominata NZT, sono, a dir poco, pesanti. La dipendenza è uno dei mali minori diciamo che questa pillola distorce alquanto la realtà e, la pazzia, è dietro l’angolo.

Bradley Cooper è la chiave del film ed è venuto a Roma per parlarne, dopo averci fatto morire dalle risate – insieme agli altri tre suoi compari – in Una Notte da Leoni. Infatti arriverà a fine maggio il numero due.

Bradley che si è formato all’Actors Studios di New York ascoltando le lezioni di Robert De Niro e Sean Penn, ha tenuto per la prima volta, due settimane fa, la sua prima lezione da insegnante presso la famosissima scuola. E ne è giustamente orgoglioso. Il trentaseienne interprete oltre ad essere un uomo davvero molto bello, è estremamente simpatico e, soprattutto, ironico ed autoironico, caratteristiche fondamentali e piuttosto rare... Infatti ci dice immediatamente: “E’ stato fantastico interpretare Eddie nella prima parte del film, quando è un vero sfigato, dato che solitamente mi vengono attribuite le parti del figo della situazione. Sono un uomo molto fortunato, ho fatto il college, l’Actors Studios, ma quando è iniziato il periodo dei provini ho preso tante di quelle porte in faccia che sono finito a fare il portiere d’albergo. E per qualche anno. Quindi so da dove vengo e come restare con i piedi per terra”.

“Questa sceneggiatura era sicuramente fra le più belle che abbia mai letto”, racconta Cooper. “Non ho mai conosciuto nessuno che non l’abbia trovata incredibile e che non l’abbia letta tutta in un fiato dall’inizio alla fine. Fin dall’inizio il regista Neil ha voluto chiarire che lo spettatore sarebbe dovuto tornare a casa totalmente preso da Eddie. Quando mi ha esposto le sue idee, mi sono entusiasmato. Limitless è un film sul potere e sull’abuso di potere, cosa significa questo concetto e qual’è il prezzo da pagare”.

“E’ facilissimo lavorare con Neil Burger perché pur sapendo esattamente cosa deve fare, non é mai presuntuoso. Sia nei momenti in cui Eddie é sotto effetto di NZT, che nei momenti normali, il feeling con il personaggio é sempre costante. Portare un individuo così camaleontico dall’inizio alla fine del film é il sogno di ogni attore. Quando lo conosciamo, all’inizio, é molto giù, e il suo modo di vivere, che  può essere divertente a 25 anni, a 35 diventa patetico. Quando Eddie prende lo NZT, i suoi problemi sono risolti. Scrive il suo manoscritto in tempo record e poi si chiede cosa farà con questi nuovi poteri. Voi cosa fareste se diventaste la versione migliore di voi stessi? Devo dire che inizialmente avevo abbastanza paura, era un ruolo che mi metteva in soggezione, non ero tranquillo. E poi dovevo anche recitare con De Niro... Ma ci pensate? Con un signor attore che mi ha fatto lezione quando ancora sognavo questo lavoro... Per fortuna ho detto sì, perché tutto si è rivelato un’esperienza incredibile e straordinariamente formativa per la mia esistenza e per la mia carriera”.  

“La cosa che mi preme maggiormente – continua Cooper – è di essere riuscito a dare una interpretazione di questo uomo che conquisti talmente tanto lo spettatore da riuscire a mettersi nei suoi panni. Vorrei che condividessero i suoi momenti di grande eccitamento e quelli di depressione totale, che lo riescano a seguire in quel continuo di montagne russe che è la sua esistenza”. 

Non possiamo non continuare sul tasto: 'Lavorare con Robert De Niro'... “Che posso dire – afferma Cooper – è uno dei miei attori preferiti da sempre, come penso per la maggior parte dell’umanità ed un uomo che collabora alla grande, gentile, premuroso, per niente spocchioso. Il mio unico problema con lui è che quando avevamo delle scene insieme pensavo sempre a personaggi mitici come Travis Bickle in Taxi Driver oppure Jake La Motta in Toro scatenato. Mi sembrava di essere veramente sotto NZT, non riuscivo a calmare, a frenare questi pensieri, era diventata un’ossessione. Quando lavori con un attore di tale talento come De Niro, anche il tuo compito diventa più facile. Devi solo reagire a quello che lui sta facendo”.

“Infine – ci dice Cooper – la parte più interessante di Limitless è che è un film attualissimo ma reso con respiro universale. Perché esistono già farmaci simili a quello che prende Eddie ma, la vera domanda è: chi siamo noi? Quale è la nostra identità morale? E perché scegliamo/preferiamo sempre le scorciatoie? Dato che in pochi rinuncerebbero ad una pillola per ottenere tutto quello che desiderano. Tutti noi vogliamo essere speciali, amati, riconosciuti. Ma non è questa la soluzione. Il cammino deve avvenire per altre vie. Siamo sempre di corsa, non abbiamo più tempo di ascoltare, di guardare, di capire... e questo per che cosa? Questi sono gli aspetti della storia che trovo moderni e antichissimi nello stesso tempo, perché è la condizione umana. Soprattutto quella di una certa società, come la nostra, quella occidentale. Occorrerebbe fermarsi un po’”.

Non esistono pillole della felicità perché: ‘The drug’s don’t work!”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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