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Life is Now! - Intervista a Ken Loach & Paul Laverty

15/09/2008
In questo mondo libero… segna il ritorno di Ken Loach e del suo sceneggiatore di fiducia Paul Laverty all'attualità dopo la vittoria della Palma d'oro a Cannes con Il vento che accarezza l'erba.
Il film racconta la storia di Angie, una donna nel fiore degli anni, che non ha ricevuto un'istruzione di tipo tradizionale, ma che trabocca energia, spirito e ambizione. In passato ha avuto delle difficoltà, ma adesso intende rifarsi e dimostrare ciò che vale. Insieme alla sua coinquilina Rose, Angie decide di aprire un'agenzia per la selezione del personale, ma ben presto dovrà fare i conti con una realtà surreale, popolata dai boss di strada, dalle agenzie per l'impiego e dagli immigrati in cerca di lavoro. "In questo mondo libero… è una storia ambientata nell'odierna realtà anglosassone, caratterizzata dal 'miracolo' del lavoro flessibile, dalla globalizzazione, dai doppi turni, e da tanti, tanti felici consumatori: noi." Dice Paul Laverty che è stato premiato con il riconoscimento per la migliore sceneggiatura (Osella d'Oro) alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia "Benjamin Disraeli ha definito la Gran Bretagna "il laboratorio del mondo". Oggi, percorrendo una qualsiasi autostrada inglese, e gettando un'occhiata al circondario, la campagna assomiglia sempre più ad un unico grande magazzino, con un susseguirsi di fabbricati e capannoni in cui la gente lavora. In passato, invece, c'erano più fabbriche. Questo riflette un profondo cambiamento strutturale della nostra società, caratterizzato da importazioni di massa di merci dalla Cina e da altri paesi, e da un incessante trasporto di cibo e di altre materie prime da tutto il mondo. Tutto deve essere immagazzinato da qualche parte e quindi trasportato altrove. Anche le vendite su Internet hanno fatto la loro parte in questo enorme e commercio senza regole. Ci sembrava ci fosse un altro mondo al di là delle grandi arterie stradali, con i camion che fungono da collegamento. Perciò ho iniziato a immaginare cosa può voler dire lavorare in quei posti, in cui gli operai sono sottopagati e il lavoro saltuario è ormai la norma."


Ken Loach
aggiunge: "Il modo in cui la sicurezza del lavoro è scomparsa, favorendo la nascita di agenzie di lavoro temporaneo è, secondo me, un tema molto importante e completamente dimenticato. E' un fatto che ha cambiato la vita delle persone, il risultato di una decisione politica, che potrebbe essere contrastata. Purtroppo però nessuno si oppone. Tutti i partiti politici, dai laburisti, ai conservatori, ai liberali, sono a favore di questo mercato. Vogliono tutti che sia così. La chiamano 'modernizzazione' e la considerano una legge di natura, un fenomeno che deve accadere per forza. Invece io credo che si tratti di una decisione politica che sta facendo gli interessi di un'unica classe, e che la gente comune è stata indotta a credere che questo sia l'unico modo in cui possiamo vivere. Ma non è così."

La protagonista di questa storia è una donna…
Ken Loach
– Non abbiamo pensato al fatto che al centro della storia ci fosse una donna. Ci interessava, però, quel particolare tipo di personaggio in cui c'è qualcosa di piacevole che ce lo rende simpatico. All'inizio del film è una vittima, poi, pian piano rivela qualcos'altro dopo un lungo viaggio che da sfruttata la trasforma in sfruttatrice. Il suo è un viaggio logico all'insegna del libero mercato. E' una donna d'affari modello. Anche alla fine, poi, non fa nulla di male se non quello che la stampa di destra chiede a tutti quanti noi ogni giorno. Denunciare l'immigrazione clandestina. A noi interessava che il pubblico percepisse come le cose che fa Angie siano orribili, e come – al tempo stesso – lei è un modello perfetto per l'ideologia dominante di oggi. Il mio sogno è che un film come questo possa spingere gli spettatori a sfidare il "credo" centrale di una società come la nostra.
Paul Laverty – Angie non è altro che il prodotto di diverse chiacchierate che ho avuto mentre scrivevo il film. E' l'incarnazione di tante persone che ho conosciuto o che mi sono state descritte. Angie vive in un mondo totalmente diverso, rispetto a quello di suo padre. Dopo essere passata da un lavoro all'altro, negli ultimi dieci anni, è comprensibile la sua paura di arrivare alla vecchiaia senza un soldo, ed è determinata a non fare questa fine. Il suo personaggio è dotato di un'onestà quasi brutale che non posso non ammirare. Quando la sua amica Rose la accusa di vivere alle spalle dei lavoratori stranieri, lei lo ammette, e aggiunge: "Lo fanno tutti". Ed è vero.


"Ricordatelo, la prossima volta che entri in un supermercato, papà", grida a suo padre, durante una discussione. Ci vogliono tante Angie per lubrificare la lunga e complessa catena di subappalti che ci consegnano il pane fresco, il pollo congelato e le fragole più gustose. Lo sfruttamento dei lavoratori invisibili pervade ogni aspetto della nostra vita. Forse tutti noi abbiamo bisogno della corazza delle Angie di questo mondo, gente che fa il lavoro sporco e ci risparmia la vista delle più situazioni più ignobili, che si consumano all'interno di un capannone, ai margini dell'autostrada. Quando sono arrivato in Italia ho letto la pubblicità di Vodafone: Life is Now! È proprio vero: è questo lo slogan, il motto della generazione di Angie. Avere tutto quanto e subito. Perché un domani non c'è, in quanto se non hai tutto oggi e subito sei solo un perdente.
Dopo tanti anni e tanto successo avvertite una certa pressione nella scelta delle storie da raccontare?
Ken Loach – Sì, credo che vi sia una forma di pressione, anche se – in qualche maniera – è irrilevante. Tutto quello che possiamo fare è rispettare le storie e i materiali che intendiamo affrontare. Noi siamo fedeli al nostro modo di vedere e questa è la maniera migliore per affrontare le aspettative del pubblico. Una cosa è certa: non c'è carenza di storie da raccontare.
Ken Loach - Ogni volta è una sfida: immaginare nuove storie e personaggi differenti che siano ancora una volta interessanti per il pubblico. Non c'è nessuna garanzia che le cose funzionino. Tutto è molto fragile: il 50% dell'equazione è dato dall'apporto della tua esperienza personale e della tua immaginazione. E' bello che il pubblico abbia una risposta calda, ma potrebbe anche non succedere. Il nostro sforzo è quello di stare molto attenti e noi siamo critici durissimi nei confronti di noi stessi.
Il cinema può cambiare il mondo?
Ken Loach – Certamente! Tutto sta nel non arrendersi, nell'organizzarsi, nel sapere rispondere a quello che succede intorno a noi. La Sinistra deve mobilitare le persone per rispondere al cambiamento ed esprimere il dissenso nei confronti di questa società.
Quando dice 'Destra' a chi si riferisce?
Ken Loach – A tutti quello che agiscono in nome del capitale. Incluse le persone che dicono di essere di Sinistra come Gordon Brown e Tony Blair. Per non parlare dei loro amici Berlusconi e Murdoch, nonché i signori dei media…

Scritto da ADMIN
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