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Libero De Rienzo

04/05/2006

Intervista a Libero De Rienzo e Elio Germano per Sangue - la morte non esiste

Libero De Rienzo
come attore lo conosciamo. Non ci sorprende quindi la sua passione, il coraggio orgoglioso di alcune affermazioni soprattutto se hanno a che fare con il suo debutto nella regia: Sangue, la morte non esiste. "Sangue è il film della vita, è il primo grande amore, quello eterno, quello che sconvolge e rimane. Questo è ciò che è e ciò che racconta. Una delle chiavi del film è stata lasciare che la vita ci entrasse dentro. Un film così potente che se chiudi porte e finestre ti porta via tutta la casa e se le apri ci passa attraverso quindi bagna, cambia, ma ti lascia vivere. Questo è un esordio e ha avuto apprezzamenti ma anche violentissime critiche e mi hanno fatto molto piacere perché come dice Thom Yorke (cantante dei Radiohead) quando i miei dischi vendono tanto penso sempre "cavolo sto facendo una musica di merda". Ed è così, non è un fatto di snobismo è che se fai qualcosa di forte devi dare fastidio se no hai fallito. E' la natura del progresso. Quello che mi interessava era fare un film che arrivasse a tutti coloro che non sono stati considerati perché non hanno obbedito, non vorrei dire i giovani perché è semplicistico, diciamo i non rappresentati quelli che non vanno al cinema per vedere una realtà fasulla, confortante, folcloristica".

Sangue segna il suo debutto nella regia e abbiamo capito che la storia le appartiene. Da dove viene, dove nasce questa idea?

Il film è opera di un gruppo di persone però io sono stato il primo, il desiderio è mio, anche se ci tengo a dire che da un certo punto in poi il lavoro è diventato d'insieme e il loro contributo è stato assoluto. E' mio come grado di responsabilità massima in quanto stava in pancia a me ma il padre è ignoto perché gli spermatozoi che hanno contribuito alla sua creazione sono parecchi…

L'adolescenza, un fratello e una sorella che hanno un rapporto particolare. Iuri ha molte nevrosi, Stella sta per partire ma non dice nulla a Iuri. Sono persone intense, da dove saltano fuori?
Fratello e sorella, adolescenza, sono etichette. Io ero alla ricerca di una storia che mi permettesse di mettere in scena tutta l'intensità che un essere umano può esprimere utilizzando un contesto che non risultasse né autocompiaciuto né conformista e spento. Questa intensità doveva essere espressa in maniera dinamica con azione cinematografica, e con un'altra caratteristica imprescindibile: l'etica. Il momento più intenso ed etico nella vita è l'adolescenza. Questo per dire che quello che avviene nel film è un pretesto per mettere in scena della carne umana, dei momenti emblematici e nessun momento nella vita come l'adolescenza, o meglio la fine dell'adolescenza e l'inizio dell'età adulta, offre questa opportunità. Sangue è una giornata emblematica nella vita di Iuri e Stella che definisce la fine di un percorso e la sua formazione. Un uomo e una donna, carne e carne, due singoli violenti che più che far succedere delle cose diventano qualcuno e lo fanno insieme allo spettatore che nel dipanarsi di una giornata precipita dentro la testa di Iuri. Quello a cui partecipiamo, come spettatori, è l'attraversamento della nostra società nel suo complesso: la famiglia, la polizia, la chiesa; paura, inseguimenti, riflessioni e l'amore, inteso in senso artaudiano (Antonin Artaud), ovvero l'amore più grande del mondo e la sofferenza più grande del mondo.

Nel film vengono toccati molti tabù: l'incesto, il prete vestito con la divisa della Repubblica di Salò, i carabinieri assassini, e il tutto svincolato dalla storia raccontata. Una scelta che mostra decisamente che lei ha carattere. Da quale necessità sorge questa scelta?
Perché quello che mi interessava era raccontare una vicenda umana e non fare un film manifesto contro o pro qualcosa. Inevitabilmente mi servivano questi tabù perché per vedere la vera anima di una persona occorre sovraeccitarla e quindi facciamo passare i due protagonisti attraverso tutti i problemi che si possono accumulare in una giornata/vita. Sono due compulsivi, che fagocitano la realtà.

Scritto da ADMIN
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