questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Leone d’oro: le previsioni dei critici

Attualità, Eventi

04/09/2012

(Venezia) La rubrica è storica si chiama Stars & Stripes e ogni anno viene pubblicata dal daily della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, quest’anno redatto da Film Tv. Si tratta di una tabella con i nomi dei critici stranieri e italiani, tra i più noti, che danno i loro voti ai film. Espressi con delle stelline, il minimo è uno, il massimo è cinque. Ed è una delle rubriche che tutti qui al Festival spulciamo con grande attenzione.

E’ interessante vedere – tanto per fare un esempio - come la critica italiana e quella straniera hanno giudicato in maniera completamente diversa il primo film italiano passato in concorso, E’ stato il figlio di Daniele Ciprì. La sua pellicola è stata massacrata da giornalisti di grande ‘peso’ come Dennis Lim del New York Times o Michel Ciment di Positif e France Culture che gli hanno dato una stellina sola, scarsa scarsa. Mentre Maria Pia Fusco di Repubblica cinque stelle, il massimo, e Paolo Mereghetti del Corriere della Sera, quattro stelle.

Riconsiderando comunque quello che abbiamo visto fino ad ora i film più apprezzati, in generale, sono Après Mai di Olivier Assayas i cui voti sono tutti tra il quattro e il cinque, solo Robbie Collin di The Daily Telegraph gliene attribuisce tre. Segue The Master di Paul Thomas Anderson anche lui cinque stelle da Repubblica, New York Times, Positif, Corriere della Sera, Il Manifesto e l’Evening Standard. Stroncato con una stella e mezzo da Maurizio Caverzan de Il Giornale mentre Conway Morris dell’Herald Tribune è leggermente più generoso con due stelle e mezzo.

A seguire hanno una discreta media di voti Paradise Faith, Fill the Void e At Any Price. Su un Maestro come Terrence Malick la disamina della sua pagella diventa piuttosto interessante. Partiamo dai voti altri che arrivano da Michel Ciment di Positif, cinque stelle, tre Repubblica, quattro da Fulvia Caprara di La Stampa, quattro Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri di Il Manifesto, tre Derek Malcolm di Evening Standard. Stroncato duro da Paolo Mereghetti di Il Corriere della Sera che gli dà una stella e mezzo, da Alberto Crespi e Dario Zonta de L’Unità una sola stella come pure Maria Rosa Mancuso de Il Foglio, una stella. Anche molti critici stranieri sono stati molto bassi con Malick: New York Times, The Times, Herald Tribune e Screen International, tutti quanti solo due stelline.

Quello più bistrattato è Superstar di Xavier Giannoli, un po’ di meno ma con molti alti e bassi anche Outrage Beyond di Takeshi Kitano e Izmane di Kirill Serebrennikov. Ieri sera c’è stata la proiezione di Pietà di Kim Ki-duk che ha ricevuto molti applausi quindi vedremo nei prossimi giorni che giudizi gli sono stati riservati. Ricordando che mancano ancora film importanti come Bella Addormentata di Marco Bellocchio – il suo giorno è domani 5 settembre -, Passion di Brian De Palma, Spring Breakers di Harmony Korine, Un giorno speciale di Francesca Comencini. E, cosa più importante, non saranno i giornalisti a stabilire i vincitori di questa 69° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Ma la Giuria, ricordiamo, composta dal Presidente Michael Mann insieme a Marina Abramovic, Laetitia Casta, Peter Ho-Sun Chan, Ari Folman, Matteo Garrone, Ursula Meier, Samantha Morton e Pablo Trapero.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA