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Leone d’Oro alla Carriera a John Lasseter e ai registi Disney/Pixar

06/09/2009

Quest'anno la consegna del Leone d'Oro alla Carriera della 66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è andato a John Lasseter, CEO della Pixar e della Disney Studios, insieme ai suoi collaboratori più stretti, i registi: Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich. Per l'occasione qui al Lido è stato proiettato il loro ultimo capolavoro Up (in uscita in Italia il 15 ottobre distribuito dalla Walt Disney), la versione 3D di Toy Story del 1995, cinque minuti inediti del nuovissimo Toy Story 3 sempre realizzato in 3D, sequenze di La Principessa e il Ranocchio (nei cinema italiani dal 25 dicembre 2009) e la nuova versione in 3D di Toy Story 2. Oltre a masterclass che questi creativi hanno tenuto per pubblico e giornalisti. Con la Pixar la meraviglia torna al cinema. Il premio a Lasseter è stato consegnato da George Lucas. Accolti da una ovazione questi artisti hanno parlato del loro lavoro e di che cosa è e come funziona lo Studio Pixar.

 

"Noi facciamo dei film - esordisce Lasseter - che ci piacerebbe vedere al cinema. L'equilibrio fra la storia e i personaggi sono al centro di ogni pellicola. Ogni nostro film deve essere qualitativamente altissimo ma la tecnologia è sempre al servizio della narrazione, quello che ci interessa è emozionare attraverso l'umorismo, l'intrattenimento e i sentimenti. Perché sono questi i valori che rimarranno al pubblico una volta uscito dalla sala. I nostri film sono per tutti: adulti e bambini. Molto spesso si pensa che i più piccoli non abbiano tutti gli strumenti per cogliere tutte le letture che mettiamo in un'opera ma noi non pensiamo che sia così. I bambini sono molto più intelligenti e ricettivi di quello che possiamo pensare. Si va al cinema per vedere la propria vita e tutti noi cerchiamo di non dimenticarci mai questo concetto fondamentale dal quale partire dato che tutte le storie che abbiamo raccontato sono originali. Le sceneggiature le scriviamo noi, non adattiamo da libri o altro, ed è anche per questo motivo - oltre alla complessità e ai costi delle nuove tecnologie - che ci servono dai due ai tre anni per mettere a punto un progetto".

 

Da dove viene la voglia di fare dei sequel come per Toy Story o per Cars?

"Dal fatto - continua Lasseter - che può sembrare moralistico ma alla Pixar siamo davvero tutti ottimi amici e ci affezioniamo ai personaggi che creiamo. Quindi per alcuni di loro abbiamo la voglia di continuare a raccontare come si sono evolute le loro esistenze, quali altre avventure li hanno coinvolti. Siamo tutti dei grandi cinefili, amiamo il cinema e conosciamo bene la storia del cinema, di conseguenza in generale non pensiamo che i seguiti siano meglio dell'originale. Per noi ci sono due eccezioni che hanno dimostrato che un sequel può essere più bello del primo: Il Padrino parte seconda e L'Impero colpisce ancora".

 

Cosa ha provato quando la Pixar è stata assorbita dalla Disney?

"Che siamo stati molto, molto fortunati. - afferma Lasseter - Persone come George Lucas e Steve Jobs sono tra i più grandi visionari in circolazione. Ci hanno dato sempre carta bianca e ci hanno sostenuto in ogni nostro progetto. Questo non è un fatto da sottovalutare, gli siamo davvero molto grati".

 

E cosa ha pensato quando Marco Müller l'ha chiamata per dirle che le voleva dare il Leone d'Oro alla Carriera?

"Un orgoglio incredibile. Per prima cosa sono andato su Internet e ho visto a chi è andato questo prestigioso premio negli anni scorsi e mi sono detto: 'Forse Marco si è sbagliato?!'. Sono felicissimo di questa onorificenza anche perché i media tendono a vedere in me il capo ma i film Pixar/Disney sono frutto di un team che funziona benissimo. Quindi questo Leone d'Oro non va a John Lasseter e basta ma a me e a tutti quelli che lavorano alla Pixar. Ovvero 250 registi e 1.000 dipendenti".

 

Qual è il segreto del vostro successo?

"L'amicizia, il rispetto - continua Lasseter - e soprattutto il fatto che alla Pixar va avanti chi se lo merita, chi ha le qualità, le idee e la bravura. La Pixar è portata avanti dai suoi creativi non dai suoi manager".

 

Quali altri registi di animazione vi piacciono o ammirate?

"Tengo a sottolineare che tutti noi ci consideriamo dei cineasti non dei registi di film di animazione, anche se la Pixar non farà film live-action. Ma per noi l'animazione non è un genere a sé stante. Ammiriamo e siamo fan di Hayao Miyazaki e di tutti quelli che lavorano allo Studio Ghibli. Siamo grandi amici di Nick Park, di Tim Burton e abbiamo adorato Coraline e la porta magica. Ma noi vediamo di tutto, in continuazione, perché amiamo il cinema".

 

Cosa ne pensate del fatto che la Disney ha comprato la Marvel e quindi un altro intero mondo di personaggi strepitosi?

"Siamo eccitati da questo evento. Per ora non abbiamo pensato a nulla che abbia a che fare con i fumetti della Marvel ma io ci sono cresciuto e in futuro si vedrà. Tutte le novità che arrivano che siano notizie come queste o le nuove tecnologie, dall'uso del 3D alla motion-capture, per noi sono fonte di ispirazione. Però, ripeto, il nostro motto è che la tecnologia è al servizio della storia, se no il film non funzionerà mai. Tutto è benvenuto a patto che già sulla carta ci sia una storia che strappa una risata e una lacrima. Si parte sempre da lì".

Scritto da ADMIN
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