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L’effetto Grillo arriva anche al cinema?

Attualità

07/03/2013

Per alcuni è la bassa intensità del carisma dei leader politici attuali a dare spazio all'immaginazione di figure presidenziali più corpose. Per altri ancora sarebbe invece l'aria grillina dei tempi, che soffia un pò dovunque, con il bisogno di liquefare, smateriallizzare e atomizzare la politica tradizionale, magari prendendosi gioco delle istituzioni o inserendole in una narrazione trasgressivamente non politica. O forse è semplicemente un problema di marketing, vista la scarsa popolarità che connota immediatamente un film di valenza politica. Sta di fatto che il cinema politico sta cambiando pelle, sempre più ibridato da altri generi come il fantasy, il thriller, il sentimentale, l'horror... Un sottogenere in grande crescita, come si vede dalle sale cinematografiche dove il cinema politico non è mai stato presente come in questo momento, anche se non sembra. Ci sono più presidenti in sala di vampiri, zombi, streghe, maghi etc. 

Cominciamo con l'America, il paese presidenziale per eccellenza, dove più che il Lincoln di Steven Spielberg, da questo punto di vista fa testo Lincoln Cacciatore di vampiri un esempio 'vitruoso' di questo rinnovato sotto-genere che non a caso in passato era nato da un clone del genere catastrofico (vedi Independence Day, Air Force One, Mars Attacks), e che qualcuno potrebbe far risalire addirittura al genio di Kubrick e del Dottor Stranamore, riuscendo comunque a convivere pacificamente con un cinema politico più tradizionale e autorale come W, JFK, Frost-Nixon, per non parlare di Tutti gli uomini del Presidente.  

La palma del campione, oltre all'Oscar, spetta ad Argo in cui il Presidente non si vede ma il sottotesto politico si mescola con straordinaria abilità con il thriller, la commedia, l'ironia. Si vede invece molto bene, ed ha il faccione simpatico di Bill Murray, il Presidente Roosevelt  nel meno riuscito A Royal Weekend, dove si narra il bucolico e molto poco istituzionale incontro tra Presidente, moglie e amante, e Re e Regina d'Inghilterra. Può bastare? Neanche per sogno. Sono in arrivo almeno altre cinque o sei pellicole con al centro la figura del Presidente. Due thriller, con al centro la Casa Bianca in allarme rosso: da Olympus Has Fallen , in uscita a fine marzo e diretto da Antoine Fuqua (Training Day), dove un ex agente licenziato dai Servizi Segreti (Gerald Butler) viene richiamato in servizio quando i terroristi conquistano lo Studio Ovale, a White House Down, in uscita a giugno e diretto da Roland Emmerich (Independence Day), dove il compito di salvare il presidente afroamericano (l'ex Django Jamie Foxx) tocca all'agente dei servizi segreti Channing Tatum. Siamo dalle parti di Potere assoluto di e con Clint Eastwood, e magari anche ai Air Force One, con il Presidente degli Stati Uniti in formato action-thriller. Altri titoli invece guardano al passato, cercando di raccontare fatti ed episodi sconosciuti della vita di altri Presidenti.  A cominciare dal biografico The Butler di Lee Daniels, dove Forest Whitaker interpreta Eugene Allen storico maggiordomo della Casa Bianca per 34 anni e sotto 8 presidenti. Ultimo progetto, ancora in forse, The 28th Amendment che dovrebbe essere diretto da Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri) e interpretato da Tom Cruise e Denzel Washington.

Il cinema europeo sembrerebbe meno interessato a raccontare storie presidenziali in libertà, forse condizionato da un rapporto più 'ingessato' con la storia e con le istituzioni. Il registro politico e istituzionale è stato un'esclusiva degli autori più importanti, vedi The Queen di Frears, Il Divo di Sorrentino o Il Caimano di Moretti. Esempi memorabili di un cinema alto che si prende terribilmente sul serio. Chi mai farebbe un film in Italia con un Presidente della Repubblica cacciatore di vampiri? Eppure qualcosa si muove, magari sotto traccia, ma con effetti devastanti. Il capolavoro in questo senso è Habemus Papam di Moretti, la storia (profetica, ma chi ci avrebbe creduto allora?) di un Papa, attore mancato, che lascia il trono di Pietro, Adesso proprio in questi giorni si incrociano in sala due titoli con gradi diversi di 'liquificazione' politica. L'entusiasmante Viva la libertà di Andò, con Toni Servillo nel doppio ruolo di un grigio leader di partito e del suo carismatico fratello gemello ed il francese La cuoca del Presidente, che 'impiatta' gli anni di Francois Mitterrand all'Eliseo. A fine mese poi si attende l'arrivo di Benvenuto Presidente di Riccardo Milani, dove un montanaro viene eletto per sbaglio Presidente della Repubblica. Claudio Bisio for President? Avanti Savoia! 

Scritto da Piero Cinelli
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