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Recensione: Le ultime 56 ore

Recensioni

06/05/2010

Un film di genere pieno di colpi di scena dove il veterano Claudio Fragasso, autore, tra gli altri dei due Milano – Palermo dà vita ad uno dei più riusciti finali a sorpresa del cinema italiano degli ultimi anni. Una pellicola dinamica che, nonostante qualche difetto, esplora una storia ispirata a fatti di cronaca recenti, sublimandoli in un film d’azione dominato dal carisma ambiguo e impenetrabile di uno straordinario Gianmarco Tognazzi alla sua migliore interpretazione di sempre.

Il ruolo del colonnello dei paracadutisti che l’attore porta sullo schermo è uno di quelli letteralmente ‘memorabili’: un uomo  pronto a fare la cosa giusta a qualsiasi costo, che guida i suoi soldati ad uno scontro spettacolare contro i NOCS, dopo avere preso il controllo del reparto oncologico di un ospedale. Le ‘ultime 56 ore’ cui fa riferimento il titolo enigmatico del film sono quelle dell’ultimatum che i paracadutisti dettano alla polizia prima di iniziare ad uccidere gli ostaggi. In cambio del rilascio di questi ultimi, chiedono che il governo aiuti le vittime dell’uranio impoverito che, nella realtà della cronaca, ha visto tanti reduci italiani e non solo, ammalarsi e morire di cancro.

Un dramma vero diventa, dunque, l’occasione per inventare un thriller in cui un negoziatore della polizia si trova a trattare per la liberazione di prigionieri tra cui ci sono, per ironia della sorte, anche sua moglie e sua figlia. Lungi dall’essere perfetto, Le ultime 56 ore dimostra come il cinema italiano possa tornare in maniera intelligente al genere, senza soffrire alcun complesso di inferiorità e trovando, in compenso, una propria voce originale, grazie ad una sceneggiatura curata nel dettaglio.

Scritto da Marco Spagnoli
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