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Attualità, Recensioni

10/01/2014

Il capitale umano

Regia Paolo Virzì Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Matilde Gioli. 109', 01 Distribution, Drammatico

il nuovo lavoro di Virzì è un incrocio tra il poliziesco e la commedia nera, attraversato da un feroce pessimismo sulla condizione umana e su una classe dirigente irresponsabile e predatoria che continua a vivere al di sopra dei propri mezzi ipotecando, anzi cancellando il futuro dei propri figli. Un film simmetrico, che come struttura ricorda vagamente Il Passato di Asghar Farhadi, con la stessa storia vissuta in prima persona da tre personaggi per formare un mosaico che racconta l'Italia di oggi. La storia comincia e finisce attorno ad un misterioso incidente, in seguito al quale un ciclista perde la propria vita. Parallelamente si intrecciano le vicende di due famiglie di diversa estrazione sociale, un gestore di fondi miliardario ed il titolare di una piccola agenzia immobiliare che grazie alla  relazione sentimentale della propria figlia con il figlio del primo, spera di aver trovato un modo per un facile arricchimento. Accanto ai due uomini, le figure più squallide della storia, due donne intelligenti e sensibili, che per motivi diversi subiscono passivamente le scelte dei loro mariti, pur non condividendole. Un film amarissimo e comico, parente dichiarato della grande tradizione della commedia italiana, ma con un sentimento sarcastico e ribelle di fondo che appartiene a Virzì. ma che in questo film ricorda anche un certo cinema dei Coen. In particolare il personaggio di Fabrizio Bentivoglio, che assieme a Valeria Bruni Tedeschi, ed agli splendidi comprimari Fabrizio Gifuni, Valeria Golino e la giovanissima Matilde Gioli, rendono il senso più profondo, e pertanto ancora più drammatico, dei tempi che stiamo vivendo. 

Il grande match

Regia Peter Segal  Con Sylvester Stallone, Robert De Niro, Alan Arkin, Kim Basinger, Jon Bernthal. 113', Warner Bros, Action-Comedy. 

Ci vuole un fisico bestiale non tanto per fare a più di sessanta anni un film da boxeur, ma piuttosto per rimettere in gioco una pagina fondamentale del proprio passato, rischiando di rovinarla. Ma evidentemente la fortuna aiuta gli audaci ed i due 'pensionati' Stallone e De Niro, nonostante il fisico (soprattutto di De Niro più acciaccato in confronto del superliftato Stallone) non escono malconci da questo ultimissimo match. Grazie proprio al loro carisma ed al loro passato di Rocky Balboa e Jack LaMotta che sebbene non venga mai menzionato aleggia come una ironica metalettura lungo tutto il film. Inoltre vedere i due eterni rivali che si insultano "Sei grasso e sei vecchio!" e se le danno di santa ragione, è uno spettacolo imperdibile, soprattutto per noi dinosauri come loro. 

Sapore di te

Regia Carlo Vanzina Con Vincenzo Salemme, Serena Autieri, Maurizio Mattioli, Nancy Brilli. 101', Medusa, Commedia. 

I fratelli Vanzina tornano nella Forte dei Marmi del 1984, rivisitando il loro  Sapore di mare, datato 1983, come se il tempo si fosse fermato. Una operazione nostalgia autocitazionista che ripropone personaggi e atmosfere di un italietta provinciale e borghese la cui unica preoccupazione è divertirsi e magari trombare. 

Disconnect

Regia Henry Alex Rubin, Con Jason Bateman, Alexander Skarsgård, Paula Patton, Max Thieriot. 115', Universal, Drammatico. 

Il titolo suona come un monito a 'disconnettersi' dalla rete che ormai ci coinvolge tutti e che paradossalmente invece di avvicinare le persone provocherebbe un deterioramento dei rapporti umani oltre ad una progressiva perdita del senso della realtà.  . Un ex poliziotto, due teen agers bulli, una giornalista televisiva in carriera, un ragazzo esibizionista per soldi in una chat, una coppia vittima di un furto perpetrato da un hacker... Il modello è Crush di Paul Haggis: alla base ci sono problemi di relazione e di comunicazione dei personaggi, che vengono  dilatati e deformati dalla perenne estraniazione causata da Internet. Perché, ed è questo il messaggio forte del film, la gente non si parla più, non condivide più nulla con gli altri se non tramite i social network, i forum, le web cam, sempre più isolata e indifesa in mezzo a milioni di messaggi.  

Scritto da Piero Cinelli
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