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le recensioni di tutti i film in uscita

Attualità, Recensioni

16/01/2014


The Counselor Il Procuratore Regia Ridley Scott Con Michael Fassbender, Brad Pitt, Javier Bardem, Cameron Diaz. 111', Fox, Drammatico.
La scrittura di Cormack McCarthy, uno dei maggiori romanzieri americani contemporanei, si sente anche troppo, in questa danza della morte che ha il sapore e gli odori di Non è un paese per vecchi. Forse i dialoghi serrati e pregnanti finiscono per togliere slancio alla storia, nonostante la mano esperta di Ridley Scott. Di certo è un thriller nettamente al di sopra della media, sia per ciò che rappresenta e per come lo rappresenta. Geniale l'intuizione di far uscire allo scoperto in tutta la sua feroce bellezza, il lato oscuro di Cameron Diaz.


Lo Sguardo di Satana - Carrie Regia Kimberly Peirce. Con Chloë Grace Moretz, Julianne Moore, Gabriella Wilde, Portia Doubleday. 100', Warner Bros., Horror.
Se il mistero, ed il successo, del personaggio di Carrie White, nato dalla penna di Stephen King e portato sullo schermo nel 1976 da Brian De Palma, era racchiuso nella sua psiche fragilissima e in una maturità sessuale repressa dalla famiglia e dalla scuola, questo ennesimo remake sebbene affidato a Kimberly Peirce, autrice del bellissimo e sofisticato Boys don't cry, va nella direzione del teen-movie, semplificando e snaturando la storia per trasformare la giovane e terribile Carrie in una specie di X-Girl dai superpoteri nefasti.

Nebraska Regia Alexander Payne. Con Bob Odenkirk, Bruce Dern, Will Forte, Stacy Keach, Devin Ratray. 115', Lucky Red, Drammatico.
Scalda il cuore come un raggio di sole invernale questo Nebraska di Alexander Payne, un autore che non ci ha mai deluso da A proposito di Schmidt, a Sideways, a Paradiso Amaro, fino a questo Nebraska. Un piccolo road movie in bianco e nero che accompagna un padre un pò suonato convinto di aver vinto una lotteria, ed un figlio badante e infastidito in un'avventura attraverso i luoghi del passato che ridefinisce il significato del tempo e della memoria. Due personaggi da 'incartare' e conservare nella nostra memoria.

C'era una volta a NewYork Regia James Gray, Con Jeremy Renner, Marion Cotillard, Joaquin Phoenix, Dylan Hartigan. 119', Bim, Drammatico.

Ha un sapore quasi pucciniano questo melodramma newyorchese del regista James Gray, nipote di immigrati ebrei-russi e da sempre legato a storie di criminalità dell'enclave di provenienza russa. Non solo per la scelta delle musiche, ma soprattutto per la scelta del 'mood' della storia e dei personaggi, condannati da un destino di derelitti ad una vita in perenne bilico tra colpa e redenzione. Un melodramma levigato e curatissimo in ogni particolare, e servito da un cast di primissimo ordine.

Anita B Regia Roberto Faenza, Con Eline Powell, Robert Sheehan, Andrea Osvart, Antonio Cupo, Moni Ovadia. 88', Good Film, Drammatico.
10 anni dopo Jonas che visse nella balena, Roberto Faenza torna a parlare di Olocausto, da due punti di vista assolutamente originali, quello temporale ovvero illuminare il periodo del dopo Shoah e quello generazionale, ovvero seguire le vicende di una adolescente scampata ad Auschwitz. Tratto da un romanzo di Edith Bruck, Quanta stella c’è nel cielo (la B del titolo del film è un omaggio alla scrittrice), l'elemento centrale su cui insiste il film è l’importanza di avere una memoria storica, perché cercare di cancellarlo, come accade alla famiglia di parenti ebrei che ospitano la giovane Anita, e che vogliono ricominciare una nuova vita senza portarsi dietro gli angosciosi ricordi del passato, significa seppellire una parte di se stessi. Anita rivendica orgogliosamente il proprio passato, e questo le permette di affrontare coraggiosamente il proprio futuro.
Una storia di formazione, intrisa di retorica, ed allo stesso tempo di vita vissuta.

La mia classe Regia Daniele Gaglianone Con Valerio Mastandrea, Bassirou Ballde, Mamon Bhuiyan, Gregorio Cabral.92', Pablo, Drammatico.
E' un curioso documentario quello di Gaglianone che mette in scena non solo la realtà di una classe di immigrati che vogliono imparare l'italiano ma anche chi li riprende e perché, a cominciare dal regista, gli operatori, il fonico e per finire con Valerio Mastandrea che in quanto attore rappresenta o almeno rappresenterebbe l'elemento più 'finto' del film. Fino a quando un imprevisto molto serio (che non possiamo rivelarvi) che coinvolge uno degli immigrati getta tutti nel panico, mettendo tutti, dal regista allo stesso Mastandrea di fronte al fatto di non poter aiutare realmente chi ne ha bisogno. "Ma quindi in sostanza quello che facciamo qui non serve a un cazzo?".

Scritto da Piero Cinelli
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