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Le primissime DOC in uscita il 28 novembre

Anteprime

25/11/2013


In arrivo giovedì le ultime primissime pre natalizie. Direttamente dal Festival di Torino ecco l'esordio cinematografico di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, che con il suo 'La mafia uccide solo d'estate' ha riscosso consensi, applausi lacrime e risate, proprio come da copione. Il film e' un originale mix di storia personale e spaccato della nostra società, osservata da Palermo, attraverso le stragi di Mafia che hanno macchiato di sangue la storia della Repubblica. "Io in TV parlo di mafia partendo dalla brioche col gelato che amo tantissimo - racconta Pif-. Quando mi sono trasferito a Milano da Palermo mi si facevano tante domande sulla mafia. Credo fossero rimasti tutti all'immagine di Totò Riina, il contadino mafioso, arrestato in '127'.
"La mafia dai colletti bianchi si conosce poco...  - precisa il regista - Io faccio spesso l'esempio delle spalline, negli anni ottanta andavano tantissimo, se le guardi oggi fanno orrore, se senti salvo Lima o Andreotti con i loro discorsi ti viene da dire ma c'era bisogno di un'indagine...?? Questo atteggiamento di disinteresse ha isolato magistrati e giornalisti che invece quelle cose le vedeva o bene anche allora. Per questo ho fatto questo film".
Ancora dal tappeto rosso di una rassegna a carattere internazionale, questa volta e' il Festival internazionale del Film di Roma, arriva 'Come il vento', di Marco Simon Puccioni, con Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli, Marcello Mazzarella.
La pellicola racconta la vita e la tragica fine di Armida Miserere, direttrice del carcere di Sulmona, morta suicida dieci anni fa. Una vita incredibile quella di Armida, cui presta il volto una intensa Valeria Golino: "Mi piaceva poter raccontare questa contraddizione almeno apparente nel carattere di Armida; il quadro di una donna divisa in due tra il pubblico e il privato. Nel suo lavoro severa con se è con gli altri, integerrima, tutta di un pezzo, soprannominata dai carcerati 'fimmina bestia' a sottolinearne la durezza. In privato però una donna vulnerabile, femminile, vanitosa, amante dei gioielli, al limite superficiale. Voleva essere bella e cercava disperatamente l'amore, anche perché lo aveva perso in maniera talmente tragica che nemmeno lei e la sua forza potettero sopportare il peso".
Chiude il panorama di primissime DOC una pellicola ancora dal Festival di Torino. Il direttore Paolo Virzi ha confessato di essersi innamorato di questo esordio visto in prima mondiale alla Semaine de la Critique di Cannes, dove il film ha conquistato il Festival, vincendo il Premio del pubblico. Stiamo parlando di 'Lunchbox', di Ritesh Batra. La vita di una coppia può cambiare per un biglietto infilato in un 'porta pranzo' ? E' quanto ritiene il regista, che abbiamo incontrato al Torino film Festival: "A Mumbai le persone sono come i lunchboxes. La ferrovia trasporta milioni di persone da casa a lavoro e viceversa, sembra quasi si muovano tutti su un grande nastro trasportatore. Quella città' a volte impedisce alle persone di soffermar si sui priori sogni. Sulla sua apparteneza al genere 'off Bollywood' Batra ha diede molto precise: " non ho cominciato a scrivere questo film pensando che fosse off oppure un classico dell'industria Bollywoodiana; volevo raccontare questa mia storia esattamente come poi ago fatto, volevo raccontare un viaggio di due anime in mezzo a milioni di altre in viaggio, questo successo mi ha colpito nel profondo e ne sono davvero grato, farò di tutto peper esitare me stesso". 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da Titta Digironimo
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