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Le ombre che avvolgono l’eroe

Attualità, Recensioni

21/08/2012

Il terzo capitolo della trilogia di Christopher Nolan dedicata a Batman è anche, forse, il meno riuscito della serie e quello che, per certi versi, sa più di remake dei due fortunati predecessori che di film davvero innovativo come il quarantaduenne regista inglese ha dimostrato di sapere fare. Una sensazione, forse, determinata in parte anche dalla forza immaginifica e narrativa dei primi due film in grado di dare vita ad una saga che, per ragioni anche di carattere narrativo, in Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno sembra avere raggiunto un po’ ‘la fine della corsa’. Un dato abbastanza oggettivo è che la sceneggiatura di questo film sembra non del tutto riuscita e – in alcuni momenti – perfino confusa, rispetto alla sorprendente linearità dei due titoli precedenti.  

In senso assoluto, però, anche questo film brilla per intelligenza stilistica e per la grande capacità di Nolan di creare atmosfere uniche e profondamente coinvolgenti sul piano visivo ed emotivo. Il meno riuscito dei tre Batman, resta, però, un film estremamente interessante e seducente con molti momenti di grande cinema che si alternano a qualcosa di meno intrigante e, forse, talora perfino ridondante se non ‘irritante’. L’arcinemico Bane, infatti, viene presentato come un ‘rivoluzionario’ che fa eco al movimento di ‘Occupy Wall Street’, ma le confuse premesse politiche si perdono in un diluito nichilismo richiesto più per esigenze narrative che per dare carattere di vera modernità alla storia. Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno insiste sull’elemento psicologico e dark del suo protagonista, senza risolvere, però, un contesto socio politico che per quanto ‘di finzione’ meritava, certamente, una maggiore chiarezza visto e considerato la rilevanza del tema nel mondo che ci circonda. Problemi di sceneggiatura, ancora una volta, per un film che visivamente affascina lo spettatore per il carisma dei suoi protagonisti e il fascino senza tempo della storia che viene narrata.

Tutto inizia un giorno in cui ritroviamo Bruce Wayne (Christian Bale) circa otto anni dopo gli eventi narrati nel secondo film. L’avere sacrificato la propria immagine per creare un “falso idolo” con un giudice corrotto sublimato in un eroe che ha letteralmente trasformato Gotham City. Una tempesta, però, si sta per abbattere sulla città e dalle fogne emerge un esercito di criminali guidato da Bane, un adepto della setta delle ombre che sembra invincibile e che nel suo primo incontro ravvicinato cattura il redivivo Batman e lo fa suo prigioniero. Ai personaggi ricorrenti che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare nei precedenti film come il maggiordomo Alfred (Michael Caine), il fidato manager Fox (Morgan Freeman), come il Commissario Gordon (Gary Oldman) si aggiungono Joseph Gordon-Levitt nei panni di un poliziotto idealista consapevole della doppia vita di Bruce Wayne come Batman, Marion Cotillard nei panni della seducente miliardaria Miranda e una strepitosa Anna Hathaway che messi da parte la pelliccia della gatta morta di alcune interpretazioni precedenti è una strepitosa Donna Gatto al punto da riuscire a non far rimpiangere la comunque insuperabile Michelle Pfeiffer. Sono loro protagonisti di una storia drammatica e tragica in cui l’esistenza di Gotham sarà minacciata da un pericolo altrettanto grande quanto quelli corsi in precedenza se non addirittura peggiore.

Più dinamico rispetto ai precedenti, anche grazie all’introduzione del Batwing, un velivolo fantastico che dà il suo meglio nella sequenza finale, vediamo Batman molto sul campo prendere un sacco di botte fino ad un finale drammatico, ma, banalmente, prevedibile in molti momenti conoscendo un po’ la storia e seguendo alcuni snodi narrativi.

Un finale in crescendo, per un film che al di là della fragilità e contraddittorietà del messaggio pseudo politico, è comunque la degna conclusione di una delle saghe cinematografiche più interessanti degli ultimi anni che hanno rivelato al mondo l’enorme talento di un regista come Christopher Nolan che non si fa remore nell’andare al fondo di personaggi estremamente scomodi e talora perfino sgradevoli. Come il massiccio Bane interpretato da Tom Hardy che sembra essere tanto forte quanto imprevedibile nella sua crudeltà e che eppure nasconde un segreto orribile e letale in grado di spiegarci, in fondo, la sua vera natura.

Un buon film senza ombra di dubbio da vedere e apprezzare che arriva, però, dopo una serie di pellicole al limite del capolavoro dirette da Nolan se, oltre ai due Batman, aggiungiamo lo strepitoso Inception. Un capitolo conclusivo che lascia, però, aperte molte porte non solo ad un nuovo film, ma anche – addirittura – su una nuova trilogia grazie ai personaggi emersi in questa storia violenta ed esplosiva da cui, forse, sarebbe stato lecito attendersi se non qualcosa di più, certamente qualcosa di meglio sul piano della scrittura e della narrazione. Batman, infatti, è un personaggio troppo importante della cultura pop per essere associato con eccessiva leggerezza e poca chiarezza a temi politici e sociali, assai rilevanti quanto irrisolti al di qua dello schermo.

Scritto da Marco Spagnoli
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