questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Le morti degli altri, arriva in sala ‘Still Life’ lo straordinario film di Uberto Pasolini

Recensioni

13/12/2013

Il produttore e regista Uberto Pasolini firma il suo film più sorprendente con Still Life, un elegante ed emozionante apologo sul senso della vita, raccontato attraverso il suo contrario, ovvero la morte.

Un film equilibrato che sin dalle prime immagini ti prende per mano per portarti alla scoperta del singolare lavoro del protagonista, interpretato dall'enigmatico, ma immediatamente simpatetico Eddie Marsan.

L'uomo, infatti, lavora per il Comune di Londra e il suo compito è occuparsi di dare un funerale alle persone che non hanno più nessuno a ricordarle, tentando, fino all'ultimo, di trovare amici e parenti 

dell'ignoto estinto.

Un impegno che porta avanti animato da una Pietas latina sublimata in un senso di compassione quasi buddista. Pian piano scopriamo che il protagonista è, forse, mosso da sentimenti anche di carattere personale.

Di lui sappiamo poco o nulla, ma lo vediamo essere non troppo diverso dalle persone di cui minuziosamente scopre le scarse e fragili biografie.

A casa, dopo il lavoro, l'uomo tiene un album di ricordi altrui, che diventano 'suoi', perché non c'è nessun altro interessato per quelle persone che non ci sono più. Derelitti, alcolizzati, disperati, persone fragili abbandonate a loro stesse 

di cui troviamo frammenti: foto in bianco e nero, tessere di abbonamento alla metropolitana, immagini sbiadite di vite dimenticate da tutti. Tranne da uno. L'uomo che abbiamo davanti e che silenzioso, determinato e dallo sguardo buono, procede nei suoi tentativi ripetuti.

Un giorno , però, anche lui viene licenziato in nome dei risparmi che la società occidentale opera sempre a danno dei più deboli e di chi non si può difendere. Così la sua ultima missione da funereo James Bond piccolo borghse sembra coinvolgerlo più di quanto dettato dal regolamento

e, certo, dal buon senso. L'incontro con una giovane donna portata sullo schermo da Joanne Froggat (Downton Abbey) - come spesso accade - sembra dare una svolta e una promessa sentimentale alla sua vita. 

Del resto lui non si ferma davanti a nulla in un lento crescendo di momenti rarefatti che divertono, sorprendono, commuovono anche in virtù della sobria colonna sonora ideata da quel genio di Rachel Portman, la prima compositrice donna a vincere il Premio Oscar. 

Un film importante che oltre a fare riflettere lo spettatore sui paradossi talora cinici, talaltre divertenti dell'esistenza, lo avvolge con un piccolo racconto sul senso della vita e sulla sua improbabilità, mostrandoci le gesta di un antieroe postmoderno, di cui a ricordare il nome

saranno soprattutto coloro che sono stati dimenticati dagli altri.

Da non perdere per apprezzare un cinema europeo intelligente i cui padri spirituali ed ideali sono Ugo Foscolo e del primo David Lean, ma anche il neorealismo italiano trasposto in una dimensione senza tempo, contemporanea e rilevante per tutti noi. Più di quanto, forse, saremmo disposti ad ammettere pubblicamente. 

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: non vi sono tags per questo articolo
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA