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Le minirecensioni di tutti i film in uscita

Attualità, Recensioni

14/11/2013

L'ultima ruota del carro

Regia Giovanni Veronesi, Con Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis, Sergio Rubini

113', Warner Bros., Commedia.

Non a caso è stato scelto per inaugurare il Festival di Roma. "E' il film più bello che abbia mai fatto" ha detto Veronesi, che, grazie anche al nuovo sostegno produttivo offerto da Fandango e Warner, vola molto più alto rispetto ai vari Manuali degli anni passati, verso una commedia autenticamente popolare, che ricorda vagamente C'eravamo tanto amati, con uno sguardo sincero ed affettuoso verso quel mondo deglimultimi, che la storia italiana, che scorre sullo sfondo, da sempre sono destinati a subirla. Ma che sono capaci di accettarla con una dignità ed una ingenuità che li rende dei giganti rispetto ad altri che inseguono i sogni di gloria che ben conosciamo. Un film importante, a cui la bravura di Elio Germano dà corpo e sostanza.

Venere in pelliccia

Regia Roman Polanski, Con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric. 96', 01 Distribution, Drammatico. 

Polanski non delude. Mai. Se Carnage aveva solo quattro personaggi adesso ce ne sono solo due e come in Carnage la scenografia è fissa, il film si svolge tutto all’interno di un teatro lasciando al dialogo tutta la forza e la dinamica del racconto.  Ciònonostante c'è più azione che in un film di Stallone. Storia di un provino per una parte nella pièce del titolo, tratta dal maestro del sadomaso Leopold Von Sacher-Masoch, la commedia si trasforma da subito in un raffinato gioco di specchi e di immedesimazioni, dove il  gioco tra dominatrice e schiava, tanto caro a Von Masoch, esonda ben presto dalla finzione alla realtà, con tutte le sfumature e le dinamiche che due personaggi diversissimi come un regista colto e snob ed una aspirante attrice petulante e apparentemente ignorante possono dargli.

Stai lontana da me 

Regia Alessio Maria Federici con Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Anna Galiena, Giampaolo Morelli. 82', 01 Distribution, Commedia.

Remake molto fedele e molto curato della commedia francese Per sfortuna che ci sei, riesce a divertire senza forzare mai il registro comico, ma con una leggerezza che è piuttosto rara nel panorama della commedia italiana. Grazie anche all'alchimia tra i due protagonisti, che evitano accuratamente di 'cadere' sopra le righe.

Jobs

Regia Joshua Michael Stern con Ashton Kutcher, Dermot Mulroney, Matthew Modine, James Woods. 128, M2 Pictures, Biografico. 

Più che come un biopic su uno dei personaggi più geniali e più complessi della storia recente, il film funziona come una ennesima variazione dell'american dream, con la start up di Apple sullo sfondo, e come variazione sul tema il cinismo e la spregiudicatezza di Jobs per soddisfare una smisurata ambizione. 

The Canyons

Regia Paul Schrader, Con Lindsay Lohan, James Deen, Gus Van Sant. 99', Adler Ent., Drammatico. 

Ci si attendevano faville dall'accoppiata Bret Easton Ellis e Paul Schrader, il narratore più spietato della perversa opulenza di Los Angeles, e l'autore di Taxi driver o di American Gigolò, Invece, nonostante la storia metta anche letteralmente tanta carne al fuoco, il risultato lascia piuttosto indifferenti, con un intreccio di gioventù bruciata dal rampantismo e dalla promiscuità sessuale che scandalizza come una soap. 

Il Paradiso degli Orchi

Regia Nicolas Bary, Con Raphael Personnaz, Bérénice Bejo, Emir Kusturica, Guillaume De Tonquédec. 92', Koch Media, Commedia. 

Per chi ama e ha amato i romanzi di Daniel Pennac, c'è tutta la vivacità del suo mondo fantastico, in questa trasposizione che arriva a trenta anni di distanza dalla pubblicazione dell'omonimo romanzo. Storia bizzarra di personaggi bizzarri che dalla commedia fantastica vira verso il thriller, con al centro un protagonista tenerissimo, che nonostante l'ingrata professione di capro espiatorio, non manca di iniziativa, più che al plot deve la sua riuscita al fantastico mondo (la lezione di Il fantastico mondo di Amelie è stata ben appresa) che lo circonda, sia nella stereotipata atmosfera dei Grandi Magazzini che nella chiassosa, sovrapopolata e indisciplinata famiglia. 

Scritto da Piero Cinelli
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