questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Le donne mature che affascinano la Berlinale

Attualità

11/02/2009

Giro di boa per la 59/a Berlinale, che nei primi sei giorni ha presentato quasi tutti i titoli più attesi svelando tendenze e connessioni, tematiche dominanti e rapporti di forza tra i vari cinema nazionali. Il concorso ufficiale del festival diretto da Dieter Kosslick quest'anno parla molto inglese, anche quando gli autori o le ambientazioni sono francofone. Succede nel caso di The Electric Mist, diretto dal francese Bertrand Tavernier ma ambientato in Louisiana e girato in un americano con accento strettissimo, in quello di Cheri, che l'inglese Stephen Frears ha ambientato nella Parigi della Belle Epoque, e di Rachid Bouchareb, parigino di nascita che ha voluto puntare l'attenzione sulla Londra scossa dagli attentati del luglio 2005 con London River raccontando la storia di due genitori, interpretati da Brenda Blethyn e Sotigui Kouyate, alla ricerca disperata dei figli irrintracciabili dopo la notizia della tragedia.

Guerra, attualità, politica e terrorismo sono tra i temi forti di questo festival, che con The Messenger, opera prima dello sceneggiatore Oren Moverman già acquistata da Lucky Red, ha toccato un nervo scoperto della politica statunitense raccontando il dramma dei soldati costretti ad essere "messaggeri di morte", quello delle famiglie dei militari caduti in guerra a cui questi (nel caso specifico gli eccezionali Woody Harrelson e Ben Foster) sono costretti a dare la peggiore delle notizie, e quello di una nazione provata da una guerra dei cui terribili "effetti collaterali" cerca di parlare il meno possibile. E mentre Hans-Christian Schmid con il legal thriller Storm affronta gli strascichi della guerra in ex-Yugoslavia e la danese Annette K. Olesen punta la macchina da presa, con Little Soldier, su una soldatessa che mostra tutte le sue ferite di guerra tornando a vestire abiti borghesi, Michael Winterbottom, con The Shock Doctrine, punta il dito contro quello che Naomi Klein definisce "capitalismo del disastro" nel suo libro, omonimo, che ha ispirato il film.

Scritto da Michela Greco
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA