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Le cose che restano: della Nostra Storia

Attualità

04/11/2010

E’ il seguito ideale di La meglio gioventù, questa miniserie televisiva scritta da Stefano Rulli e Sandro Petraglia e prodotta da Angelo Barbagallo. Al centro della storia c’è la profonda crisi che colpisce una famiglia. Ma le persone che la compongono: Nora (Paola Cortellesi), Andrea (Claudio Santamaria), Nino (Lorenzo Balducci) e il padre Pietro (Ennio Fantastichini) – reagiscono gradualmente al disorientamento che li ha colpiti e, a poco a poco, trovano nuovi equilibri e un nuovo senso per le loro esistenze.

La visione del film si allarga oltre questa famiglia simbolo per raccontare i cambiamenti sociali e politici dell’Italia contemporanea, primo fra tutti il rapporto con gli stranieri, nella storia parallela di Alina (la rivelazione Leila Bekhti) e Shaba (Farida Rahouadj).

Le cose che restano è soprattutto un esempio di miniserie nata per la televisione ma, stilisticamente, ai confini con il cinema. La regia è, infatti, Gianluca Tavarelli, che ha saputo alternare cinema d’impegno (Un amore, Qui non è il paradiso) a fiction di qualità (Paolo Borsellino, Maria Montessori).

Una lunga maratona in quattro capitoli, una storia che cerca di raccontare chi siamo, cosa siamo diventati, e cosa non vogliamo più essere. Così, questa famiglia che confusamente resiste e faticosamente si ricompone, si fa simbolo di un intero Paese alla ricerca di una nuova identità.

Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma in una versione appositamente realizzata per l’occasione.

Distribuzione internazionale: Rai Trade (Italia)

Scritto da Nicoletta Gemmi
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