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Le conseguenze del dolore

Attualità, Recensioni

06/02/2012

Sulla strada di casa di Emiliano Corapi

Un piccolo film di genere dalle grandi idee: una storia non facile, non consolatoria, e molto intelligente scritta e diretta da Emiliano Corapi un regista esordiente deciso a raccontare la crisi in maniera – grazie al cielo! – politicamente scorretta e molto originale attraverso una pellicola di genere ben fatta e strutturalmente perfetta.

Il protagonista della storia è, infatti, un piccolo industriale del Nord che, per evitare di chiudere la sua fabbrica e fallire, è entrato in un giro un po’ losco, diventando corriere della N’drangheta da Sud a Nord fino ad arrivare in Svizzera. Un viaggio già fatto, un percorso conosciuto per continuare a vivere la vita che ha vissuto con la sua famiglia, i suoi dipendenti e la sua ingenua moglie interpretata da una piacevolmente remissiva Donatella Finocchiaro.

L’uomo, che ha il volto e il carisma di un Vinicio Marchioni che, dopo Venti Sigarette, Cavalli e il cameo di Scialla! ci offre un’ulteriore prova del suo talento, è disposto al compromesso purché nulla cambi. A qualsiasi costo. Perché, a quanto capiamo dalla sua introversa personalità, un ‘peccato personale’ è meglio di un’offesa pubblica. E’ meglio il segreto inconfessabile di un’azione illegale, piuttosto che l’accettazione palese del proprio fallimento. Un dolore intimo che non si può condividere con nessuno, ma soltanto espiare nella maniera più rapida e silenziosa possibile.

Quando, però, uno ‘scherza’ con il diavolo le conseguenze possono essere molteplici: così, la mattina della partenza, per il suo viaggio ‘di lavoro’, l’uomo e la famiglia sono sequestrati da una banda rivale. E’ a loro che dovrà portare il contenuto della consegna e non ai committenti. Almeno se vuole rivedere vivi moglie e figli.

Senza avvertire la polizia, l’industriale parte per un viaggio destinato a sconvolgere per sempre la sua esistenza, ma anche quella di altri uomini che incontrerà sulla sua strada.

Veloce e intenso, Sulla strada di casa è un ottimo esempio di piccolo cinema indipendente dalla grande visione, in grado di fare perdonare e perfino dimenticare ogni inevitabile piccola ingenuità e difetto.

Un film interessante che parla della crisi economica non come analisi di un fenomeno sociale, ma da un punto di vista personale fatto di bugie, sotterfugi, telefonate nella notte a figli assonnati, vittime sacrificali e inconsapevoli di rapporti intimi, immolati sull’altare del successo e della mancanza di denaro e di futuro.

Sulla strada di casa è, quindi, un po’ un thriller on the road, un po’ una tragedia borghese dove uomini disperati scoprono di dovere essere pronti a tutto pur di non perdere nulla. Eppure, come dimostra anche la straordinaria interpretazione di Daniele Liotti, forse la migliore della sua carriera, c’è ancora un momento in cui si può riscattare la propria umanità con la certezza di niente, ma con la speranza di potere guardare ancora i propri figli senza vergognarsi.

Un film in cui il dolore dei protagonisti è reso dalla stridente differenza tra il loro stato emotivo e personale con tutta “l’inutile bellezza” che li circonda.

Scritto da Marco Spagnoli
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