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In pasto a ‘Le Belve’!

Attualità, Interviste

24/10/2012

E’ molto liberamente tratto dal romanzo di Don Winslow, Savages, in italiano Le Belve, l’ultimo film di uno dei registi più eclettici che esistano, il tre volte Premio Oscar, Oliver Stone. E anche con questa pellicola riconferma la sua originalità, in particolare quando affronta una storia che, apparentemente, ci pare averla già sentita. Qui siamo in California due ragazzi e una ragazza vivono nel loro paradiso artificiale coltivando la migliore marijuana dello Stato. E’ chiaro che la pace durerà poco, visto che appena il cartello dei narcotrafficanti messicani di Baja se ne accorge, propone loro un affare. Ma i tre non accettano. E la ragazza sparisce. Che cosa si è disposti a fare se la persona che ami di più al mondo ti viene tolta e, molto, probabilmente anche la sua vita verrà sacrificata?

Ecco come ogni personaggio del film (per sapere di più della trama vi rimandiamo alla nostra scheda) nonostante le profonde differenze che li contraddistinguono su un versante rimangono uguali: tirano fuori tutta la violenza di cui sono capaci. Ognuno di noi ha una belva dentro, meglio esserne consapevoli.

A Roma per presentare Le Belve sono arrivati il regista Oliver Stone, John Travolta che interpreta Dennis un agente federale corrotto e Salma Hayek ovvero Elena, la ‘Reina’ del narcotraffico.

Mister Stone lei non è un regista che abitualmente realizza film tratti da romanzi, cosa l’ha colpita del lavoro di Don Winslow? “Non avevo mai letto un romanzo tanto originale pur raccontandoci una storia di certo non nuova. Il romanzo di Don è di una attualità sconcertante perché va oltre il racconto del problema della guerra e del traffico di droga, ma parla di sopravvissuti e trovo che l’umanità oggi sia una massa di sopravvissuti. Poi è stato molto interessante lavorare con lui perché io gli ho stravolto il romanzo, abbiamo diversità di vedute. E questo ha reso ancora più stimolante il rapporto con questo romanziere”.

Tornando al problema del narcotraffico come pensa gli Stati Uniti stiano agendo nei confronti di questa tragedia? “Ma sono anni che non si fa nulla, ma non durerà. Non c’è futuro nella guerra e quindi prima o poi si arriverà ad un punto di svolta. Per questo ho detto che il film parla di sei sopravvissuti perché anche un personaggio come Ben, interpretato da Aaron Johnson che è buddista, pacifista, dona parte dei suoi profitti per progetti in Africa, quando è costretto a scegliere se dare fuoco ad un uomo o vedere morire la donna che ama: brucia l’uomo. Detto questo il film ha veramente molte letture, non solo il bene e il male che c’è in ognuno di noi, ma cambia in continuazione registro. Inizia come una love story e finisce come un western. Un critico del New York Times ha scritto: “E’ il film più luminoso che abbia mai visto con una storia nerissima”. La trovo una definizione molto azzeccata”.

Salma Hayek lei è messicana a proposito dei vari Cartelli che detengono il traffico di droga tra gli Stati Uniti e il Messico cosa pensa occorrerebbe fare? “Io non so nemmeno immaginare come si può fermare una guerra con un giro di affari di questa portata, visto che è il denaro il motore di tutto. Sperò però che tutti quelli che andranno a vedere Le Belve facciano una riflessione. Ogni volta che si acquista droga, muore qualcuno. E chi acquista droga è partecipe di questo massacro. Non venitemi a dire che il film di Oliver è troppo violento, la realtà è molto più brutale. Tenete gli occhi ben aperti e acquistiamo tutti maggiore consapevolezza perché solo così, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a cambiare le cose. Non pensiamo al futuro, pensiamo al presente. Viviamo tempi estremamente difficili e dobbiamo capire che l’unica salvezza che abbiamo è agire per la comunità. Se ognuno continua a pensare solo per sé siamo solo delle belve”.

John Travolta lei è perfetto in questa parte di laido poliziotto corrotto… “E pensare che è un personaggio che è cresciuto mentre giravamo il film. Appena Oliver mi ha mandato la sceneggiatura l’ho amata molto ma non pensavo che Dennis diventasse un figura così importante nella dinamica della vicenda. Invece anche se non è sempre presente è lui il burattinaio, è lui che muove i fili della storia e tiene in scacco tutti. Siamo tutti belve e anche umani, perché giochiamo ruoli sempre diversi a seconda della situazione, di quello che ci può far comodo o, addirittura, salvare la vita. Si gioca con la morale, con il comportamento che dovremmo tenere nei confronti degli altri, e in questo film è estremamente interessante osservare come ogni carattere, in maniera differente, combatte con sé stesso… ma essendo in una storia di gente disposta a tutto, il compromesso è il male minore”.

Si avvicinano le elezioni del Presidente come vede gli Stati Uniti d’America Oliver Stone? “Ho appena terminato il mio lavoro più impegnativo su questo argomento. E’ un progetto che è stato faticosissimo da realizzare ed è davvero ambizioso. Si tratta di una serie tv che partirà a novembre sul canale Showtime dal titolo: The Untold History of the United States. Ci lavoro da quattro anni, insieme allo storico Peter J. Kuznick ed è una storia dei momenti topici del mio Paese che spero susciti reazioni… che scuota l’opinione pubblica. Ovviamente voterò per Obama non ho nessuna voglia di tornare nelle tenebre dell’era Bush, e con Romney ci torneremmo di sicuro, senza nemmeno accorgercene”.

Le Belve dal 25 ottobre, in 350 copie, distribuito da Universal Pictures.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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