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Le amiche della sposa: il ‘wolfpack’ al femminile

Attualità

19/08/2011

Nella commedia americana i due nomi di maggior rilievo del momento sono Judd Apatow (40 anni vergine, Molto incinta) e Todd Phillips (Una notte da leoni 1 e 2). Proprio sulle pellicole di quest’ultimo si è rispolverato il termine ‘wolfpack’ ovvero un gruppo di amici che ne combinano di tutti i colori.

Questa volta parliamo di un gruppo di ‘ragazzacce’ che insieme hanno interpretato un film – che ha entusiasmato pubblico (negli Usa ha incassato oltre 160 milioni di dollari) e critica – Le amiche della sposa per la regia di Paul Feig, prodotto da Judd Apatow. In tutti i cinema italiani dal 19 agosto distribuito da Universal Pictures.

Kristen Wiig (colonna del famosissimo programma televisivo Saturday Night Live) guida il cast nel ruolo di Annie, una damigella d’onore la cui vita si fa più chiara mentre si prepara ad accompagnare la sua più cara amica, Lillian (Maya Rudolph vista in American Life di Sam Mendes), e un gruppo di pittoresche damigelle - Helen (Rose Byrne di Damages in TV), Rita (Wendi McLendon-Covey), Becca (Ellie Kemper di The Office in TV) e Megan (Melissa McCarthy del televisivo Mike & Molly) - in una sfrenata cavalcata sulla strada verso il matrimonio.

Malgrado la sua vita vada a rotoli, quando scopre che la sua migliore amica Lillian è fidanzata e intende sposarsi, Annie deve assolutamente essere la sua prima damigella d’onore. Single e al verde, Annie si lancia in tutti i rituali richiesti e conosce le altre ragazze dalla parte della sposa, inclusa una rivale (Helen) che è prontissima a portare perfettamente a compimento tutti quei doveri tra i quali Annie cerca a stento di farsi strada. Mentre guida le damigelle di Lillian verso una serie sempre crescente di disastri, Annie si rende conto che la persona che la conosce meglio di tutti l’ha presentata a quattro estranee che daranno una svolta alla sua vita. 

In America il Los Angeles Weekly ha coniato il termine ‘Romance vs Bromance’ spiegando come fino ad ora, Apatow, è stato il campione dei ‘Film sulla Fratellanza’ (brother + romance) e come abbia adesso cambiato rotta producendo Le amiche della sposa (in inglese Bridesmaids), un Chick Flick (ovvero film per ‘pollastrelle’, ‘femminucce’) usando, però, per gli stessi identici ingredienti dei suoi precedenti film con protagonisti maschili. Scorrettezza politica, irriverenza, pesanti allusioni sessuali, scatologia, scarsa igiene e lampi di cattivo gusto.

Il film è stato scritto dalla stessa Wiig insieme all’amica Annie Mumolo su invito di Apatow che infatti ci ha tenuto a precisare: “Il merito del successo di questa pellicola è tutto di Kristen Wiig. Aveva una piccola ma divertentissima parte in Molto incinta e alla fine del film, come faccio sempre, mi sono interrogato su chi meritasse più spazio in futuro. Così ho chiamato Kristen e l’ho invitata a ‘scriversi qualcosa addosso’ ed è uscita questa commedia davvero esilarante e dissacrante su sacrosante verità”.

La Wiig da parte sua ha fatto sapere che non è stato affatto semplice arrivare alla stesura definitiva della sceneggiatura ma che lei e la Mumolo hanno dato il massimo perché è ora che Hollywood si ricordi che anche le donne sanno far ridere. In una intervista a Repubblica ha dichiarato: "Non ho scritto il copione pensando a una rivoluzione femminista. D'altra parte è vero che il cinema non hai mai associato la femminilità alla commedia crassa. Dico, nessuno ha mai visto un film con Goldie Hawn? O con Lily Tomlin? Madeline Kahn? Gilda Radner? Non capisco... E Hollywood si ostina ancora a dubitare delle potenzialità comiche di noi attrici. Anche noi siamo buffe, spiritose e intruppone come l'ispettore Clouseau. Le amiche della sposa vuole sicuramente sconfiggere uno stupido pregiudizio. Noi donne facciamo ridere, anzi, ridiamo molto più dei maschi. Almeno quando stiamo fra di noi".

E per terminare sempre con la Repubblica il cui critico, Roberto Nepoti, ha dato cinque palline alla pellicola, ovvero da non perdere, affermando che: “L’acutezza comica con cui il film esplora l’eterno tema della ‘migliore amica’, gioia e tormento di tutte le ragazze, non poteva venire che da sceneggiatrici di sesso femminile... e quando tutto sembra precipitare, invece, si rientrerà nell’ordine non prima però che la storia si sia fatta beffe di molti luoghi comuni buonisti, seminando unghiate al curaro su certi riti sociali di donne visti ‘dal di dentro’. Dove si scopre, ad esempio, che le amiche in apparenza più perfette sono mogli trascurate e madri disprezzate da orridi rampolli adolescenti”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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