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Laura Chiatti e Riccardo Scamarcio presentano Io Che amo Solo Te

Attualità, Conferenze stampa

13/10/2015

Il 22 Ottobre Laura Chiatti e Riccardo Scamarcio tornano insieme sul grande schermo con Io Che Amo solo Te, il nuovo film di Marco Ponti basato sull’omonimo best seller di Luca Bianchini. Ninella ha cinquant'anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Nel cast anche Michele Placido, Luciana Littizzetto, Mari Pia Calzone, Eugenio Franceschini, Eva Riccobono, Dario Bandiera ed Enzo Salvi, per una produzione Fulvio e Federica Lucisano. Durante l’anteprima romana del film i protagonisti, insieme al regista e all’autore del libro hanno incontrato la stampa parlando di questa commedia divertente e romantica che racconta due storie d’amore, diverse ma molto simili.

Siete amici da sempre. Perché avete scelto di lavorare insieme per questo film?

Marco Ponti: Lui mi ha raccontato questa storia che ho trovato molto bella, ma sul momento ancora doveva diventare un romanzo, quindi non pensavamo assolutamente di farne un film. Comunque è nata quando eravamo ancora studenti insieme all’università. 

Luca Bianchini: Ho scritto quel romanzo pensando che non lo leggesse nessuno. Pensavo: “A chi interessa una storia in cui litigano per lo scollo di un vestito da sposa? Non scrivo romanzi pensando che vengano fuori film, altrimenti scriverei sceneggiature. 

2) Avevate capito subito che siete e non siete i protagonisti del film?

Laura Chiatti: Sono stata costretta a leggere il libro, ma io sono lentissima a leggere…Infatti all’epoca stavo leggendo un libro sulla criminologia da tre anni. Il progetto tuttavia è nato in concomitanza con i preparativi del mio matrimonio quindi è stato interessante. La storia riguarda più i nostri genitori, meglio così perché ho avuto meno responsabilità.

Riccardo Scamarcio: E’ un film corale, e la coppia dei genitori è più veicolo dell’emozione. Ci è stato chiesto di fare il lavoro sporco, essere parte di un contesto ed interpretare personaggi sempre in balìa delle situazioni. Sono avvolti e mai consapevoli di quello che succede. Come attore devi lavorare con un passo indietro. Sono stato molto felice di lavorare con Laura. E’ un film positivo e mi ricorda le commedie degli anni ’60 italiane.

3) (Michele Placido) Cosa pensi del tuo personaggio e della visione della Puglia in questo film?

Michele Placido: Io sono nato nella Puglia peggiore, ma la Puglia della costa è straordinaria come paesaggio e ho vissuto un mese molto bello per girare il film. Polignano è un capolavoro della natura come città, molti turisti francesi tedeschi e inglesi vogliono comprare casa lì. Il primo amore è la prima emozione della gioventù e quando torno ad Ascoli, il mio paese - come Riccardo amiamo molto la nostra terra con il dramma dell’agricoltura e il resto - passo sempre davanti al mio primo amore. Ora però pesa 120 chili ma le voglio bene. E’ talmente dolce che ora che sono attore si vergogna, ora che è nonna ci imbarazziamo e non ci salutiamo nemmeno. 

4) Tornate come coppia sul set, in che cosa siete cambiati?

Laura Chiatti: Riccardo ha un talento e una razionalità che ammiro. Quando gli chiedo un consiglio anche sui lavori che devo fare anche senza di lui mi aiuta molto. Lo voglio ringraziare per questo. Siamo cambiati? Di solito te lo chiede chi è cambiato. Siamo cresciuti e maturati ma la vita rimane sempre la stessa nei sentimenti e valori. Ovviamente sono diventata mamma e sono cambiata in meglio.

Riccardo Scamarcio: Quando mi propongono un film chiedo chi farà la parte femminile e propongo sempre Laura. Scherziamo e mi trovo molto bene a lavorare con lei.

5) Che riferimenti hai preso per fare questa commedia solare? E Placido e Scamarcio cosa ne pensate dell’apertura mentale in provincia?

Marco Ponti: Nel film molte parole tornano, come felicità, coraggio e mancanza di entrambe. E’ il tessuto del mio film, con una fondamentale attenzione a quei temi perché oggi credo ci sia un bisogno spasmodico di parlare di questo. Cosa ci rende felici e cosa dobbiamo superare per cambiare le cose.

Michele Placido: La nostra Puglia è stata all’avanguardia con Vendola. Abbiamo tutto il Mediterraneo davanti e ne abbiamo viste di tutti i colori. Quando mi telefonò Rifondazione Comunista mi dissero che questo ragazzo aveva bisogno di aiuto per la campagna elettorale. Il Segretario del partito mi disse: “Sei pazzo, quello è ricchione!”. Io però l’ho conosciuto e ho deciso di fare la campagna perché ho visto una persona colta e intelligente, degna di fare politica. E’ stata tosta perché ho dovuto mettere in ballo che anche io da giovane avevo avuto qualche relazione così…suscitando accesi dibattiti e ho convinto persino il parroco che bisognava votare per lui. Comunque alle mamme pugliesi non frega niente dell’orientamento sessuale del figlio. Se io avessi un figlio gay sarebbe quello più amato perché vive la sua sessualità con più coraggio.

Riccardo Scamarcio: Condivido. Io penso che al sud ci sia la tendenza a pensare che la gente sia retrograda su questi temi, ma in generale in tutto il mondo c’è ignoranza e sfiducia. Al Sud comunque ho incontrato molti personaggi emancipati che reagiscono come Michele nel film.

Scritto da Letizia Rogolino
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