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The Rum diary - la recensione

Attualità, Recensioni

16/04/2012

Il talento di Johnny Depp, il suo carisma e la epidermica simpatia sono sempre degli ottimi motivi per andare a vedere un film. Il problema è che, semmai, non possono essere le ‘uniche’ ragioni su cui viene fondata una produzione che, altrimenti, avrebbe ben poco di davvero originale da offrire.

The Rum Diary – Cronache di una passione ha proprio questo difetto: Johnny Depp, le ambientazioni in una splendida Portorico e il fascino prepotente di Amber Heard costituiscono pressoché le uniche cose davvero buone in un film dalla sceneggiatura fragile che sembra più una celebrazione del talento dello scrittore e giornalista Hunter S. Thompson piuttosto che una spiegazione o, quantomeno, declinazione ragionata della sua personalità eccentrica, rimasta ancora oggi fondamentale per una parte della letteratura americana.

Ispirato alla vera storia del giornalista americano diventato inviato di cronaca a Portorico nei primi anni Sessanta e alle prese con speculazioni edilizie senza remore, The Rum Diary è una divertita celebrazione di figure iconiche che tra sbornie colossali e lotte tra galli, tra mura scrostate e spiagge incontaminate vivono una lotta particolare contro la prepotenza, la corruzione e, soprattutto, contro la presunzione di un potere che non si ferma contro nulla ed è disposto pure a schiacciare la libertà di stampa.

Ideali nobili e tematiche importanti, non messe in luce al meglio da una commedia che rinunciata alla visionarietà della prima interpretazione di Depp in questo ruolo (Paura e delirio a Las Vegas di Terry Giliam)  preferisce seguire un tono brillante sospeso tra commedia e film d’azione.

Nel cast ci sono diversi attori importanti disseminati tra ruoli più o meno rilevanti: Aaron Eckhart in quello dello speculatore senza scrupoli, Richard Jenkins in quello del riluttante direttore del giornale che assume Kemp, l’alter ego di Hunter S. Thompson per scrivere articoli certamente meno importanti e impegnativi di quelli che poi, alla fine, il giornalista realizzerà.

Un progetto interessante e per molti versi divertente e riuscito parzialmente, funestato da uno dei peggiori finali della storia del cinema e da una fragilità narrativa che sembra sempre promettere un momento importante o di svolta alla trama che, però, alla fine non arriva mai.

Peccato, perché Depp anche in qualità di produttore ha centrato in pieno una storia che, forse, avrebbe avuto bisogno, secondo gli standard hollywoodiani, di un budget più alto per essere davvero incisiva sul piano narrativo.

Il pessimo happy ending finale con tanto di cartello che spiega cosa accadrà al ‘nostro eroe’ in futuro appartiene ad un’idea di narrazione più vicino al Tv movie che ad un film vero e proprio con in più qualche ambizione autoriale.

Una storia e un personaggio del genere avrebbero avuto bisogno di un migliore adattamento del romanzo di Hunter S. Thompson da parte dello sceneggiatore e regista Bruce Robinson che, così, ci offre solo un divertissment sul duplice carisma di Thompson e del suo interprete Johnny Depp.

The Rum Diary - Cronache di una passione arriverà nelle sale il 24 di aprile per 01 Distribution.

Scritto da Marco Spagnoli
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