“Se una squadra qualsiasi vince un campionato world series, è un cosa bella per la squadra. Si beve champagne, si ricevono gli anelli dei campioni (N.d.T. i world series ring sono anelli particolari che vengono donati ai giocatori che vincono). Se, invece, vinciamo noi, con il nostro budget, con questa squadra…cambieremo per sempre le regole del gioco. Ed è questo quello che voglio.Voglio dare un vero significato a quello che sto facendo”.
Sarà nelle sale italiane il 27 gennaio L’arte di vincere, titolo prescelto per Moneyball, nuova fatica del regista Bennett Miller, noto per il bellissimo Truman Capote – A sangue freddo.
Tratto dal romanzo Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis, è basato sulla storia vera di Billy Beane e sceneggiato da Steven Zaillian e Aaron Sorkin (The Social Network).
Dopo aver giocato per molti anni tra le fila degli Oakland Athletics, Billy Beane diviene il general manager della squadra di baseball che al momento langue economicamente. Intenzionato al raggiungere il miglior risultato con la minor spesa possibile, l’uomo elabora un rivoluzionario metodo per scegliere i giocatori da acquistare e inserire nella rosa da schierare in campo. Attraverso il ricorso a modelli matematici e statistici e l’aiuto di Peter Brand (Jonah Hill), Billy in poco tempo rivoluzionerà il modo del baseball, nonostante la diffidenza di chi lo ha preceduto e il timore di chi lo circonda.
Il libro di Lewis mette in evidenza gli ostacoli che si incontrano quando si affrontano gruppi di pensiero che, con le loro intuizioni irrazionali e la loro convenzionale “saggezza”, controllano, da sempre, le istituzioni. Sfidare un sistema radicato da molto tempo provoca inevitabilmente una lotta. Il film è l’esperienza di un uomo che decide di intraprendere questa battaglia e ci introduce nella storia personale di Billy Beane e del suo modo di affrontare la vita alternando momenti di insicurezza a un grande coraggio . “Ogni volta che un libro è adattato a un film, le possibilità sono due: o si è completamente fedeli al libro o si segue una strada diversa – ha spiegato Lewis - Con L’arte di vincere, mi sono chiesto come la produzione avrebbe affrontato questo aspetto, considerando che il libro non segue una narrazione singola o la narrazione tipica di un film ed è stato per me un grande piacere e una gradevole sorpresa vedere che Bennett e gli sceneggiatori hanno fatto l’impossibile. Non solo ho amato il film, ma sono rimasto anche soddisfatto di come rappresenti fedelmente il mio libro”.
Protagonista è Brad Pitt, probabile candidato agli Oscar come Attore Protagonista, da subito entusiasta del ruolo affidatogli. “Amo questo film – ha dichiarato l’attore – perché è una storia vera, quella di un giocatore e della sua squadra che devono fare i conti con i budget miliardari di altri team. E questo è il punto della vicenda: quando ti rendi conto di non giocare una partita alla pari, così inizi a sfruttare le risorse che hai per stare al passo con gli altri. Questa è una magnifica metafora della vita, succede sempre, tutti i giorni. Con il lavoro che faccio ho incontrato moltissimi giovani di talento che non hanno avuto la loro opportunità perché non avevano le conoscenze giuste. Oggi però sono più ottimista, come avviene nel film, il mio Billy riesce a trovare una soluzione... Attualmente attraverso le nuove tecnologie molti artisti riescono a farsi conoscere ugualmente, l’industria è diventata più globale e permette l’emergere di nuove persone”.
“Brad aveva dei motivi personali per interpretare questa storia – afferma Miller - Durante la realizzazione del film, Brad ha rivelato di essere molto più di un grande attore, lui è un grande collaboratore e produttore”.
Nel cast troviamo anche Jonah Hill, Robin Wright Penn, Philip Seymour Hoffman, Chris Pratt, Kathryn Morris, e Stephen Bishop. L’arte di vincere è stato filmato in cinque diversi campi da baseball, compreso il Dodger Stadium e Fenway Park, il Blair Field alla California State University Long Beach e Stengel Field al Glendale Community College. Ma il massimo è stato filmare all’ Oakland-Alameda County Coliseum, campo di casa sia per gli Oakland A sia per la squadra di calcio degli Oakland Raiders. Questo stadio da 60.000 posti è stato utilizzato per la maggior parte delle scene delle partite degli A nella stagione 2002, compresa la loro storica Game 20.
Il direttore della fotografia Wally Pfister, già acclamato per il lavoro svolto per i Batman di Nolan, ha raccontato: “L’Oakland Coliseum è in realtà un personaggio del film, questa vecchia anima, o vecchia nave da Guerra, che ha ospitato così tante partite, rappresenta un elemento centrale della nostra storia. Si prova rispetto quando si cammina su questo campo.
Distribuito da Warner Italia, il film sarà nelle sale il 27 Gennaio.




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