questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

L’Arte di Arrangiarsi con l’Arte Senza Arte, né Parte di Giovanni Albanese

Attualità, Recensioni

03/05/2011

Il celebre artista Giovanni Albanese continua ad indulgere il suo talento di cineasta cinefilo dirigendo Senza Arte, né Parte una divertente contaminazione tra le suggestioni ingenue de La Banda degli Onesti con Totò e Peppino e le aspettative sociali di giustizia del cinema anglosassone sullo stile di quello di Ken Loach.

Una commedia esilarante che vede Vincenzo Salemme, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Battiston, Hassani Shapi e Giulio Béranek nei panni di un gruppo di ex operai di una fabbrica alimentare pugliese che, licenziati, provano a copiare le opere d’arte moderna di proprietà del loro ex datore di lavoro per sopravvivere alla disoccupazione. Brillante, sofisticato, ma anche molto ‘diretto’ Senza Arte, né Parte guida lo spettatore in un intelligente gioco in cui la distinzione tra ciò che è falso e ciò che vero diventa sempre più labile e problematica. “Questo film nasce dalle mie due grandi passioni: il cinema e l’arte contemporanea. Due mondi tutt’altro che distanti, perché fare un film è l’ultimo residuo del lavoro delle botteghe rinascimentali dove tanti maestri concorrevano nel realizzare un’opera d’arte e dove il lavoro di gruppo è essenziale per la riuscita della creazione.” Spiega Giovanni Albanese “Avevo voglia di potere raccontare il cortocircuito tra il più povero dei mondi con degli operai quarantenni obbligati dal licenziamento a riciclarsi. Incontro a loro viene qualcosa cui non avrebbero mai pensato e che, forse, neppure conoscevano l’arte contemporanea che per la sua natura è apparentemente facile da riprodurre.”

Nel cast dove sono presenti anche Paolo Sassanelli, Sonia Bergamasco e Ernesto Mahieux in ruoli intelligenti e vagamente “spietati”in maniera diversa spicca il personaggio di Vincenzo Salemme che aggiunge “Ero molto affascinato dell’idea che un mondo ‘basso’, potesse non solo incontrare l’arte, ma trovare un linguaggio comune fatto di creatività artigianale. Una scoperta in grado di alterare positivamente i rapporti tra i personaggi e che segue un po’ quello che mi aveva suggerito Giovanni Albanese stesso. A contare, infatti, non è il manufatto in sé stesso, quando chi ha avuto l’idea dell’opera. La sua riproducibilità, peraltro spesso non semplice, è secondaria.” Salemme nota “Penso che questo film sia più vicino allo spirito di un certo cinema britannico che a quello della “banda degli onesti”. Pur avendo lo stesso candore di Totò e Peppino noi cerchiamo di non andare mai oltre e di rimanere legati alle realtà, senza andare sopra le righe come facevano loro. Quella era una farsa, mentre questa è una commedia ”

Commedia che affonda saldamente le sue radici nella realtà contemporanea, fatta di grandi difficoltà, come sottolinea Giovanni Albanese che ha scelto opere vere di grandi artisti da Kounellis a Fontana da riprodurre nel suo film e non teme che qualche collega possa aversene a male. “Le persone con cui ho parlato e che mi hanno autorizzato a utilizzare i loro nomi e le loro opere mi hanno aiutato, perché sapevano che io non avevo alcuna intenzione di prendere in giro nessuno, ma porre qualche problema e accendere una sorta di faro su certe quotazioni letteralmente stratosferiche.” Ninni Bruschetta che interpreta un gallerista senza scrupoli e cui, idealmente, Albanese sembra affidare la cattiva coscienza del film osserva “Il dibattito tra falso e vero non verrà mai risolto nella storia dell’arte contemporanea. La stessa domanda che cosa sia l’arte è destinata a non avere alcuna risposta.” Uno dei momenti più divertenti è quando la banda di falsari deve provare ad entrare ad un’asta: lì il gruppo mette in scena la prova di una falsa rapina “Puro teatro.” Lo definisce Albanese “Anche nella rapina provano un falso! C’è un’ossessione per i falsi, anche se la loro fortuna sarà legato ad un prodotto non solo vero ed originale, ma anche genuino. L’arte dà loro coraggio e forza di vivere, anche se in quest’avventura inizialmente, perdono tutto o quasi.” L’alchimia molto divertente alla base del successo della commedia risulta palpabile anche dai protagonisti “Come attore metti sempre tutto te stesso nel lavoro che affronti.” Conclude Salemme “Nessuno di noi voleva uscire dal coro, perché sarebbe stato un errore. Questo film ha davvero una sola anima...”

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA