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L’alba del pianeta delle scimmie, Andy Serkis re della performance capture

Attualità

02/08/2011

Per il grande pubblico è ancora Gollum de Il Signore degli anelli, ma l’inglese Andy Serkis ha un curriculum di tutto rispetto, ottenuto tra cinema e teatro. Il suo regno ultimamente è la performance capture grazie alla quale ci ha regalato intepretazioni come quella di King Kong e adesso ne L’alba del pianeta delle scimmie. La star indiscussa avrebbe dovuto essere James Franco, qui chiamato a sostituire Tobey Maguire nei panni dello scienziato Will Rodman, che impegnato nella ricerca di una cura contro l’alzhaimer, porta a casa con sé la scimmia Caesar. E’ però Serkis a rubargli la scena come testimoniato anche dal Corriere della sera, presente all’anteprima newyorkese dei giorni scorsi.

La platea ha apprezzato e premiato con lunghi applausi quello che è senza dubbio un blockbusterone, ma che pone l’accento sulla crudeltà umana: Caesar viene rinchiuso in laboratorio insieme ad altri primati, e costretto a vivere in una sorta di lager scatena ben presto una rivolta coinvolgendo il resto dei suoi simili. “Il mio personaggio si sente respinto dalla famiglia che lo aveva cresciuto sperimentando su di lui le droghe più avanzate contro l’Alzhaimer – afferma Serkis - e prigioniero si ritrova tra i suoi simili e ne diviene il capo. Ritrova l’essere che si era perduto in una identità che non gli apparteneva, ma che era stata anche la sua vita affettiva. E' stato un personaggio molto, molto interessante. E questo è ciò che la performance capture fa al meglio, cioè darti una pelle che pensi di conoscere, ma in realtà non stavo solo facendo i movimenti della scimmia, nei movimenti stavo anche interpretando questo confuso, conflittuale carattere all'interno di quel corpo. La recitazione è quello che succede tra due attori, non quello che una persona emana..".

Sebbene il film esca nelle sale americane l’11 Agosto per poi arrivare da noi a Settembre, già si parla di nomination all’Oscar per l’attore. A lodarlo in particolar modo è il supervisor della Weta, la società che ha curato la performance capture: a quanto pare Serkis avrebbe fornito una delle sue migliori interpretazioni nelle fattezze di Caesar, alla quale ha conferito grande umanità, passando da momenti di tenerezza a violenti scatti di rabbia, fino alla consapevolezza di dover diventare padrone del suo destino. Si unisce sportivamente al coro degli entusiasti anche James Franco definendo entusiasmante la collaborazione con il collega, sorprendente sia nei panni del cucciolo Caesar che nella versione adulta. Nelle intenzioni della produzione quella di dare il via ad una vera e propria saga, che si spera possa portare ad Andy Serkis i riconoscimenti che merita. Il regista Rupert Wyatt ci tiene comunque a sottolineare che il film non va inteso come prequel di tutte le pellicole originate dal romanzo di Pierre Boule, ma un percorso diverso. In attesa di vederlo nelle nostre sale, vi proponiamo una featurette nella quale la Weta ci spiega come sono stati realizzati gli effetti speciali per il film.

 

Scritto da Manuela Blonna
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