questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

L’alba del pianeta delle scimmie raccontata da Andy Serkis e Rupert Wyatt

Attualità, Personaggi

20/09/2011

Dopo tanta attesa sarà nelle sale questo venerdì, L'alba del pianeta delle scimmie, titolo italiano prescelto per Rise of the planet of the apes. Di questa pellicola in tutti questi mesi sono state dette meraviglie, complice una trama intelligente (così l'ha apostrofata la stampa internazionale che ha potuto vederlo in anteprima), e due bravi attori come protagonisti. Uno è James Franco, il buon dottor Will Rodman, l'altro è il camaleontico Andy Serkis, ormai specializzato nella performance capture, e qui nei panni della scimmia Caesar. Gli effetti speciali sono stati curati dalla Weta, società responsabile anche degli effetti speciali di Avatar e King Kong. Per Serkis questa è ormai routine, dopo aver prestato le sue fattezze proprio a King Kong e all'indimenticabile Gollum de Il Signore degli anelli. "Un costume per la motion capture è davvero liberatorio - afferma l'attore - L'alternativa è indossare un costume con una pelliccia e avere strati di protesi sulla faccia, come gli attori nei film originali della saga delle scimmie. Io li trovo però molto più costrittivi, mentre la performance capture ti permette di compiere azioni senza essere intralciato in nessun modo. Questo è il primo film che utilizza la performance capture su un set in live action. Per l'intera ripresa, eravamo completamente integrati nella ripresa in live action... con una telecamente montata sulla testa e così via, Abbiamo ottenuto l'intera ripresa in un colpo solo: collegati emozionalmente con gli altri attori, non dovendo ripetere nulla, prendendo ogni singola decisione con il regista... Siamo arrivati al punto che non è così diversa dalla recitazione normale".

Serkis ha poi ricordato l'esperienza avuta sul set de Il Signore degli anelli (tornerà a vestire i panni di Gollum anche in cammeo in Lo Hobbit): "Quando abbiamo iniziato a lavorare su Gollum,si trattava di un'attività bizzarra che la gente non ha veramente capito ... Avrei voluto girare le scene sul set, e le mie prestazioni sono state girate in 35mm. Dovevamo sempre girare su sfondo bianco. Gollum era un personaggio bipolare, complicato, ma si esprimeva continuamente a parole. Quello di Caesar è invece un personaggio molto più difficile da interpretate: lo vediamo cucciolo, poi affezionato alla famiglia di Will, infine feroce e deciso a difendere i suoi simili".

"Volevo fare un blockbuster estivo che però avesse una costruzione narrativa forte, che facesse pensare - afferma il regista Rupert Wyatt -nella mia formazione, il primo Pianeta (quello diretto da Franklin Schaffer nel 1968, n.d.r.) è stato per me fondamentale, più di Guerre Stellari. Desideravo che il mio film si aggangiasse il più possibile alla mitologia dell'originale, ma che fosse ambientato nel mondo reale". A proposito della realizzazione dei primate in performance capture: "Avevamo una scelta: avremmo potuto servirci di scimmie vere o usare la performance capture. Non c'era modo di inserire gli attori dentro costumi da scimmie e cavarcela così. Abbiamo esplorato entrambe le opzioni, e abbiamo rapidamente scartato l'idea di usare scimmie vere per una serie di ragioni. Personalmente credo che ci sarebbe stato un tocco di ironia nel raccontare la storia dei nostri più sfruttati e più vicini cugini e usare scimmie vere per raccontarla. Penso che sarebbe stato un gioco crudele".

Ispirato (potremmo azzardare un reboot) dal romanzo di Pierre Boule, il film vede James Franco nei panni del dottor Will Rodman, che cercando una cura per l'Alzheimer testando i farmaci sulla scimmia Caesar, scopre di esserne in grado di incrementarne l'intelligenza. La porta a casa con se per evitarle ulteriori test, ma quando in seguito ad un incidente gli viene ordinato di chiuderla in laboratorio, Caesar si ribella e coinvolge gli altri primati...

Un film metafora del rapporto dell'uomo con altro, come lo definisce Franco: "I Primati sono un gruppo represso e tiranneggiato che deve ribellarsi. Già negli altri episodi della seriele scimmie non andavano interpretate in modo letterale ma come metafora di diverse culture".

La storia del pianeta delle scimmie ha origine nel 1968, quando Franklin Schaffer racconta le vicende dell'astronauta Taylor/Charlton Heston, precipitato in un mondo di scimmie che lo catturano, per poi scoprire di essere sulla terra nel 3978. Non è più Heston, ma James Franciscus ad interpretare Taylor in L'altra faccia del pianeta delle scimmie, sequel non proprio fortunato. Arriva nel 1973 Fuga dal pianeta delle scimmie, che vede protagonisti i primate Zira e Cornelius, fuggire dal pianeta prima che esploda e viaggiare a ritroso nel tempo. A questa pellicola segue 1999 conquista sulla Terra, che si concentra sulle vicende di Milo, il figlio di Zira e Cornelius. Il meno noto tra tutti i film ispirati dal romanzo di Boule è invece probabilmente Anno zero: ultimo atto, del 1973, ambientato nel 2001, nel quale le scimmie sono la popolazione di maggioranza rispetto agli umani, con i quali sembrano vivere pacificamente. Infine come non ricordare il remake de il primo Pianeta delle scimmie, ad opera di Tim Burton. Iper-criticato a causa delle parecchie licenze dell'originale, è forse il film meno riuscito nell'intera carriera del regista.

L'alba del pianeta delle scimmie sarà nelle sale da Venerdì. Completano il cast Freida Pinto, Tom Felton, Brian Cox e Don Cheadle.

Qui potete vedere la videointervista ad Andy Serkis

 

 

 

Scritto da Manuela Blonna
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA