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La vendetta di Jodie

15/09/2008

"Il Buio nell'anima pone alcuni interrogativi morali di difficile soluzione. Penso che quando siamo minacciati, una parte di noi desidererebbe reagire con una sorta di brutalità primitiva, ma non lo facciamo, perché la civilizzazione ci insegna a non farlo. Così vedere qualcuno che scivola in una situazione moralmente discutibile è nel contempo affascinante e terrorizzante".

Così il regista Neil Jordan parla del film interpretato da Jodie Foster e Terrence Howard che racconta la storia di una giornalista radiofonica la cui vita privata viene sconvolta quando è aggredita brutalmente a Central Park e il suo fidanzato viene barbaramente ucciso. Risvegliatasi dal coma, la donna decide di farsi giustizia da sola e vaga per le strade della Grande Mela pronta ad uccidere "Per me la città di New York è diventata una sorta di set 'esistenzialista' per questo dramma legato alla vendetta. In molte metropoli americane la violenza è un pericolo concreto." Aggiunge il regista irlandese "Il film è una storia di vendetta, ma anche una riflessione sulla fascinazione dell'America per il rapporto tra violenza e punizione." Parlando delle possibili fonti di ispirazione per il suo personaggio Jodie Foster non vede nessun paragone possibile con altre attrici o film "Non credo di essermi ispirata a nessuna persona in particolare." Dice "Sicuramente non a delle attrici. Se c'è qualcuno che avevo in mente durante le riprese potevano essere donne come Laurie Anderson o Janis Joplin, ma non certo delle colleghe del passato." Parlando del suo personaggio Jodie Foster dice di essersi sentita attratta dall'evoluzione personale di questa donna che si trasforma in qualcuno che lei stessa non conosce: "E' una donna che si trova ad affrontare un sentimento come la paura che, poi, si trasforma in qualcos'altro come rabbia e voglia di vendetta. Il suo è un viaggio interiore. Il suo confrontarsi con il pericolo cambia nel corso del film", continua Jodie Foster.

"La prima volta è qualcosa di anomalo e subisce una terribile violenza. La seconda volta è ancora casualità, si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Ma la volta seguente capisce di avere di avere una via di fuga, ma non la sceglie. Forse non ha perfettamente chiari i motivi, ma secondo me è proprio rivivendo una situazione di terrore puro riesce ad avere un'esperienza completamente diversa." Neil Jordan nota: "Il rapporto tra azioni discutibili e punizione non è così diretto. Pensi a Tony Blair che dopo tutto quello che ha fatto ha lasciato tranquillamente il Parlamento senza che nessuno gli chiedesse nulla delle sue azioni. Le cose succedono: si può essere puniti come lo si può non essere. La vendetta è un sentimento molto attuale oggi come oggi." Il produttore Joel Silver (Matrix, V per Vendetta, Die Hard) puntualizza: "Sono sempre stato attratto dal cinema legato alla vendetta che considero una sorta di sub genere del cinema d'azione. Mi piacciono i film sulla vendetta come Sentieri Selvaggi o Gli spietati. Questi non erano solo western, ma film legati alla vendetta. Mi piaceva la storia che consideravo eccitante ed emozionante. In un film del genere, una protagonista femminile sembrava un'ottima idea. Quando abbiamo avuto l'onore di avere con noi Jodie Foster le cose sono andate di bene in meglio, perché il tema affrontato nel film è senza tempo e sembra interessare moltissimo il pubblico." Jodie Foster sottolinea l'importanza sociale de Il buio dell'anima e respinge l'idea che possa essere 'un cattivo esempio'.

"Il nostro è un film molto sofisticato, - afferma la Foster - destinato a sollevare un certo tipo di dibattito. Come un certo tipo di film degli anni Settanta quali Cane di Paglia, Taxi Driver e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, noi chiediamo al pubblico di entrare nel personaggio e provare le sue emozioni. Non gli chiediamo di approvare le sue azioni o di giudicarle, ma soltanto di provarle e di riflettere su di esse. Gli spettatori possono restare intristiti, disgustati, ma - soprattutto - devono parlarne tra loro per capire qualcosa in più del mondo in cui viviamo. Del resto questa non è una pellicola facile, ma un film di commento al mondo in cui ci troviamo." L'attore Terrence Howard insiste sull'impossibilità di prevedere la vita e anche lui non è d'accordo con chi considera il finale del film come un 'cattivo esempio': "Tutto quello che riguarda la nostra esistenza e le conseguenze della vita stessa è impossibile da definire in anticipo e con chiarezza. Per questo trovo Il buio dell'anima decisamente sorprendente e il suo finale perfettamente calzante, perché perfettamente in linea con questa imprevedibilità."

Scritto da ADMIN
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