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La Tempesta di Julie Taymor - Parla Helen Mirren

Attualità

11/09/2010

La mia Prospera contro la tempesta del Fondamentalismo e l’oscurantismo della ragione

“La prima volta che ho portato in scena La Tempesta di William Shakespeare è stato per una produzione Off Broadway. E’ stato sorprendente che la mia prima regia di un dramma shakespeariano fosse proprio questo capolavoro di cui mi sono innamorata.”  Julie Taymor racconta così il suo lavoro per The Tempest in cui troviamo l’ennesima straordinaria interpretazione di Helen Mirren al fianco di un cast eclettico di attori che va da Russell Brand a Djimon Honsou, da David Stratahirn a Alan Cumming. “Ci sono stati altri film molto interessanti ispirati da la Tempesta.” Continua la regista tornata a Venezia fuori concorso dopo Frida e il pi recente successo di All you need is Love. La Taymor è impegnata nella messinscena del musical Spider-Man che aprirà i battenti al pubblico in America a Natale “Sia il lavoro di Derek Jarman che quello di Peter Greenaway sono stati entrambi interessanti e riusciti. Questo perché il lavoro di Shakespeare, essendo molto ricco e interessante, consente ad ogni regista e attore una sua propria interpretazione personale. C’è sempre spazio per una nuova versione de La Tempesta,  soprattutto perché dal punto di vista visivo è la più rilevante di tutti. Quando l’ha scritta il Globe Theater era stato chiuso e così è andato in un teatro dove si è avvalso anche di qualche archetipo di effetto speciale. Combinare grandi attori con uno sfondo affascinante ed effetti visivi è stato assai stimolante. Il cinema risulta essere un mezzo perfetto per il lavoro di Shakespeare”  

 

Helen Mirren aggiunge “Il mio primo Shakespeare è stato proprio La Tempesta nel ruolo di Calibano.  E’ stato Shakespeare a guidarmi verso il lavoro di attrice. Non ho mai pensato di fare della televisione o di diventare una Star del cinema. Volevo essere solo un’attrice shakespeariana che lavorava stabilmente a teatro.” A proposito del mutamento di genere da Prospero a Prospera Dame Helen ricorda “Anni fa ho visto Derek Jacobi interpretare questo ruolo e di avere pensato che si poteva agilmente cambiare da uomo a donna, senza alterare il senso ultimo della storia e modificare le parole. Sono una grande ammiratrice di Julie e quando abbiamo avuto la stessa idea è stato straordinario scoprire che un’altra persona, in un universo parallelo, aveva la mia stessa attitudine nei confronti di questo personaggio.” Le isole da Omero a Marivaux, da Lina Wertmuller a Lost hanno esercitato sempre un grande fascino su artisti e registi “C’è qualcosa di magnifico che Shakespeare aveva compreso perfettamente del mettere dei personaggi dinanzi all’evidenza di non potersi muovere e di non potere fuggire per colpa dell’acqua.” Osserva Julie Taymor “E’stato fantastico per me avere dodici attori su un’isola che diventa un personaggio e in cui i protagonisti sentono l’influenza del luogo dove si trovano. L’isola è l’orizzonte delle menti dei protagonisti. E’ stato, in questo senso, molto importante potere girare alle Hawaii dove potere portare i protagonisti.”

 

Il fatto che Prospera sia una donna implica anche che la storia la trasformi, in qualche maniera, in una martire della sopraffazione maschile, costretta a rinunciare alla propria scienza. Un elemento molto importante che richiama alla mente le tante donne sopraffatte dagli uomini ancora oggi intorno al mondo “Le donne sono state punite per il loro potere per molti secoli sia all’epoca di Shakespeare che dopo. La lotta delle donne per la conoscenza è una costante da centinaia di anni e oggi alle ragazze viene impedito di studiare negli stati fondamentalisti: una donna che ha studiato è pericolosa per lo status quo. Rendere Prospero una donna ha fatto sì che noi potessimo affrontare questi e sollevare tali istanze. All’epoca di Shakespeare si dava la caccia alle streghe e io ho pensato a tutte loro nella mia rappresentazione del personaggio di Prospera.” Sul perché le opere di Shakespeare hanno ancora un enorme successo in tutto il mondo Helen Mirren non nutre alcun dubbio “Perché è un grande e il suo lavoro è fantastico.” 

Scritto da Marco Spagnoli
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