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La tassa Siae sui trailer online bocciata anche dai Distributori

Attualità, Interviste, Trade

09/11/2011

Intervista a Filippo Roviglioni, Presidente Unione Distributori dell'Anica

Mentre la richiesta della cosiddetta 'tassa Siae sui trailer' sta provocando una vera e propria mobilitazione del web, con la maggior parte dei siti che si occupano di informazione cinematografica, compreso il nostro, che minacciano di oscurare i trailer a partire da dicembre,  abbiamo chiesto l'autorevole opinione di Filippo Roviglioni, Presidente dell'Unione Distributori dell'Anica.

Grazie ai siti di cinema online i trailer, diventati merce sempre più rara visto che sia nei cinema che in tv si vedono sempre meno, hanno recuperato un ruolo importantissimo, come testimoniano anche i recenti sondaggi sul pubblico delle sale.  Adesso questa richiesta della Siae di un pagamento di presunti diritti musicali da quantificare su ogni singola visione di ogni trailer, che suona come una vera e propria tassa, innesca il rischio molto concreto che i siti rinuncino a passare i trailer con conseguente danno per la promozione dei film.

Credo che la Siae non si sia mossa molto bene, sia per come è stata proposta e comunicata in modo univoco questa richiesta, mettendo in oggettiva difficoltà tutti coloro che l'hanno ricevuta, e oltretutto scegliendo il momento peggiore, tenuto conto delle difficoltà del settore, non ultimo anche un rallentamento del mercato, per esigere una sorta di tributo anche legittimo sotto il profilo del diritto d'autore, ma che a mio avviso andava preventivamente discusso sia con gli editori dei siti interessati che con la nostra associazione.  La distribuzione laddove come sembra stia succedendo, ci possa essere un oscuramento dei trailer online,  perderebbe un elemento sempre più importante e delicato della promozione del film. In particolare verrebbero colpiti i film per giovani che sono i maggiori frequentatori dei multiplex e che rappresentano i tre quarti circa del pubblico. Sono i giovani infatti, come dimostrato dai sondaggi, i maggiori utenti di internet ed in particolare dei siti di cinema.  Quindi verrebbe colpito un pubblico, che ormai non guarda più lo spot nella tv generalista, ma vive praticamente in simbiosi con il web, che rappresenta il suo principale veicolo di informazione e di collegamento con il proprio mondo. Non credo che il successo de I soliti idioti avrebbe avuto minimamente  queste dimensioni se non avesse avuto la spinta che ha avuto dal web. Oscurare i trailer sotto Natale significherebbe fare un danno molto consistente a tutta la distribuzione.

Oltretutto questi cosiddetti diritti Siae sono risorse che verrebbero tolte al mondo del cinema per andare nelle casse dei produttori musicali.

Fermo restando il rispetto del diritto d'autore, credo che bisognerebbe rivedere questa materia, che prende in contropiede un settore che, ripeto, non sta vivendo un periodo dorato. Bisogna parlarne serenamente e senza pregiudizi.

Così come viene proposto con un tetto di 10 ore questo prelievo forzoso va a danno sia di tutto il settore, visto che buona parte dei siti rinunceranno a mandare trailer del tutto, ma soprattutto a danno del cinema italiano che verrebbe escluso a priori, anche da quelli che accetterebbero il tetto delle 10 ore, privilegiando ovviamente i titoli più forti.

Se questa richiesta non dovesse essere modificata l'ulteriore preoccupazione che riguarda il cinema nazionale è fondatissima perché non c'è dubbio che i film di qualità o comunque non particolarmente commerciali si troverebbero ad pagare lo scotto rispetto ad opere più famose e popolari che finirebbero per esaurire il paniere mensile o trimestrale. Questo è un aspetto che non possiamo minimamente accettare: non è pensabile che questa associazione lasci passare una mortificazione o una ghettizzazione di questo tipo.

La Siae sembra partire da un assunto, a nostro parere sbagliato, che i siti abbiano traffico perché sfruttano i trailer e non perché facciano un servizio di informazione. Senza considerare che il linguaggio di internet è ipertestuale ovvero  un mix di parole, immagini, video raccolti  da varie fonti.

Non c'è dubbio che il trailer abbia una funzione di promozione e di informazione e pertanto arricchisca i contenuti del sito, ma non è certo l'unica cosa che venga proposta. Si dovrebbe valutare che in certi luoghi e certe destinazioni non possano far scattare il presupposto impositivo.

La Siae sembrerebbe oltretutto non difendere nemmeno i propri interessi poiché boicottando la promozione dei film boicotta il suo core-business ovvero la percentuale che riscuote sui biglietti.

Questa stessa riflessione è stata fatta proprio oggi dal Presidente dell'Anica Riccardo Tozzi che  in una comunicazione alla Siae su questo argomento, sottolineava come in effetti questo tipo di meccansimo finirebbe per diminuire gli introiti della Siae ed impoverire il mercato, perché i siti o comunque alcuni di loro, oscurerebbero i trailer. Quindi un danno per l'erario-siae e un danno molto più grave per noi,  perché sappiamo quanto sia importante la promozione che arriva dal web.

Quindi mi conferma che anche da parte vostra c'è un giudizio negativo su questa richiesta della Siae?

Negativo e preoccupato. Condivido pienamente le perplessità del Presidente Tozzi e  l'auspicio di un incontro immediato con la Siae, affinché si delineino meglio sia i contesti nei quali la Siae ritiene di prelevare e inoltre si verifichi l'oggettiva ragionevolezza di quella richiesta, che ci sembra comunque abnorme.

Pensa che il prossimo appuntamento delle Giornate Professionali di Sorrento potrebbe essere l'occasione di un tavolo di confronto patrocinato dall'Anica e dall'Undc?

Assolutamente si. Anzi a dire il vero mi sembra che l'appuntamento del 28 novembre sia anche troppo in ritardo rispetto all'urgenza di questo problema. Spero che si possa organizzare un incontro anche prima e magari fissare a Sorrento un secondo appuntamento.

Leggi il comunicato della Siae

http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=10674

Scritto da Piero Cinelli
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