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La Tassa di Scopo divide il mondo del cinema

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04/02/2011

Di fronte alla proposta ministeriale di una tassa di scopo di 1 euro sul costo del biglietto del cinema per finanziarie, nell'impossibilità di riportare il Fus a livelli accettabili, il cinema italiano, il mondo del cinema si divide nettamente. Da una parte gli esercenti cinematografici, che hanno convocato su questo argomento qualche giorno fa una conferenza stampa (vedi ns articolo), minacciando uno sciopero di tutte le sale cinematografiche laddove il Governo non stralci questa proposta dal famoso Decreto Milleproroghe. Dall'altra, in modo altrettanto netto, la posizione dei 100 Autori, che rappresenta la parte più militante del cinema d'autore, che da sempre spinge per questa ipotesi, sulla falsariga di una (molto più complessa e soprattutto ampia) normativa francese. In occasione dell'incontro di Cinecittà Luce per la presentazione del dvd di Valerio Jalongo (membro dei 100 autori) "Di me cosa ne sai?" incentrato appunto sui problemi 'storici' del cinema italiano, lo sceneggiatore Andrea Purgatori (nella foto), come portavoce dei 100 Autori ha attaccato duramente la posizione degli esercenti cinematografici, senza salvare quella governativa. "Gli esercenti minacciano la serrata, ma negli ultimi due anni, quando hanno aumentato il prezzo del biglietto per il 3D arrivando fino a 12/13 euro, nessuno ha detto nulla. La nostra proposta della tassa di scopo faceva parte di un modello più ampio, e doveva essere applicata a tutti i soggetti che usano i contenuti del cinema, una legge di sistema che prevedeva la creazione di un Centro Nazionale della Cinematografia." Nell'ambito dello stesso convegno è intervenuta anche l'On. Gabriella Carlucci, Responsabile Cinema del Pdl, che ha abbassato il tiro, rispetto alla proposta originale del Ministero della Cultura, proponendo una tassa di scopo più bassa, di 0,50 euro sul costo del biglietto cinematografico. "Sarebbe più accettabile e consentirebbe di rinnovare gli incentivi fiscali che hanno permesso al cinema italiano di raggiungere gli ottimi risultati attuali". Intanto anche i Distributori Cinematografici scendono in campo. "Non siamo contrari al prelievo, ma al modo in cui è stata formulata la proposta - dichiara il Presidente dell'Uninione Distributori dell'Anica Filippo Roviglioni. "Così come è congegnata può creare gravi controindicazioni, anche perché colpisce il consumatore; quindi sediamoci a un tavolo con il Governo e troviamo forme più equilibrate"."In un momento in cui lo spettatore risponde, dopo tanti anni di difficoltà, così favorevolmente, si rischia un contraccolpo molto grave».

Scritto da Piero Cinelli
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