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La strage di Marzabotto attraverso gli occhi di una bimba

21/10/2009

"Non è un film storico, né tantomeno bellico, anche se mi sono avvicinato a una pagina cruenta della 'grande Storia'". Nel realizzare L'uomo che verrà - terzo e ultimo film italiano in concorso al Festival di Roma - Giorgio Diritti aveva le idee ben chiare: non doveva trattarsi di un saggio storico, ma di uno sguardo prima di tutto umano su una terribile vicenda. Quella della strage di Marzabotto, scatenata dalle SS il 29 settembre 1944 come rappresaglia contro le azioni dei partigiani della zona; l'eccidio, che portò alla morte circa 770 tra bambini, donne e anziani, si prolungò per giorni nell'area di Monte Sole. La storia che ha scelto di raccontare Diritti, però, mette al centro la famiglia di Martina, una ragazzina di 8 anni che, anni prima, aveva scelto il mutismo dopo la morte del fratellino, e che ora aspetta con ansia la nascita di un altro bimbo che la mamma porta in grembo. Il piccolo verrà alla luce proprio nella notte che precede la strage. "Ho cercato le persone normali nella dimensione del conflitto, puntando l'attenzione sul martirio che subiscono i civili in tempi di guerra, quando vengono negate loro alcune cose fondamentali della vita, come il diritto di crescere una famiglia. L'evolversi dei racconti è l'evolversi di quei tempi, dove la grande "Storia", quella che troviamo nei libri e negli studi accademici, entra nelle case, sui sagrati, nelle chiese, ed uccide". Parlato in stretto dialetto emiliano (e quindi sottotitolato in italiano) il film ha per protagoniste Maya Sansa, Alba Rohrwacher e Claudio Casadio, nei panni rispettivamente della mamma, della zia e del papà della piccola Martina, attorno a cui ruotano gli abitanti della zona di Monte Sole, interpretati per lo più da attori non professionisti. "Maya Sansa è il volto a cui ho pensato subito, anche se inizialmente sembrava non fosse disponibile - racconta Diritti - Con Alba Rohrwacher ho condiviso un lungo percorso di preparazione del film: è venuta a Monte Sole e ha partecipato con passione, cioè adesione e dolore, alla costruzione di questa storia".

 


Scritto da ADMIN
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