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La stagione del terrore

23/10/2008

Sul piano mediatico è uno degli eventi più caldi del Festival. Ha suscitato durissime polemiche in Germania (la vedova del banchiere Jurgen Ponto, ucciso dai terroristi, ha rispedito sdegnosamente al Presidente della Repubblica la Croce al Merito che le era stata consegnata dal Governo dopo l'uccisione del marito). Eppure il film evita di dare una lettura politicizzata, non si ferma sul perché ma piuttosto sul come, e per raccontare quella stagione scellerata privilegia l'azione. Spingendo al massimo l'accelleratore delle rapine, degli attentati, delle giustizie sommarie, con eroi assolutamente negativi e nevrotici, che lasciano solo alla fine, al momento del controverso suicidio collettivo, uno spazio alla pietà. La vicenda storica di Andreas Baader, Ulrike Meinhof e Gudrun Ensslin, che negli anni settanta segnarono cruentemente la fragile democrazia tedesca, reduce dal nazismo, con l'obiettivo di combattere l'imperialismo americano (impegnato nella guerra del Vietnam) ed i suoi 'collaboratori' più che una svolta della democrazia diventa una discesa all'inferno di persone che hanno rinunciato alla loro umanità. Siamo lontanissimi da Anni di piombo, piuttosto vicini invece, sul taglio fiction e sul formato kolossal, al nostro Romanzo criminale. Annunciato come il film teutonico più costoso della storia, mette in scena i migliori attori tedeschi del momento: Moritz Bleibtreu è l'irascibile e violento Andreas Baader; Martina Gedeck è la giornalista Ulrike Meinhof, anima intellettuale del gruppo; Nadja Uhl la gelida Brigitte Mohnhaupt; Bruno Ganz è il coriaceo ispettore di polizia Horst Herold e Johanna Wokalek è Gudrun Ensslin, fidanzata ed emula di Andreas Baader.

Scritto da ADMIN
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