Una mattina di novembre del 1991, una ragazzina di 17 anni con lo zainetto della scuola sulle spalle si presenta al Procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Per la prima volta una ragazzina di famiglia mafiosa si ribella apertamente all'organizzazione tradizionalmente maschilista. Da questo momento, i giorni di Rita Mancuso sono contati. Marco Amenta, palermitano, classe 1970, ha raccontato questa storia. Nei panni di Rita Mancuso c'è Veronica D'Agostino mentre la pellicola è un omaggio a Rita Atria. La siciliana ribelle passa mercoledì 29 ottobre alle ore 10.00 alla Sala Sinopoli per la sezione Alice nella Città. Il film uscirà a inizio 2009 distribuito dall'Istituto Luce.
Marco Amenta com'è andata questa sua prima esperienza cinematografica? E' stata un'avventura, affascinante, meravigliosa e piena di difficoltà. Devo ringraziare chi mi ha accompagnato: mia sorella Simonetta (produttrice del film) e Tilde Corsi e Gianni Romoli, che ci hanno guidato in quest'avventura travagliata, però bellissima.
Quindi per La siciliana ribelle è stato difficile trovare chi credeva nel progetto?
Ci sono voluti anni per trovare i finanziamenti. Si trattava di un progetto che avevo in mente da un pò di tempo. Abbiamo trovato co-produttori dall'estero (30% dalla Francia). In Italia si fanno pochi film, meno male che c'è la Rai che finanzia questo tipo di film. E anche il Ministero. Lei aveva già raccontato questa storia in un documentario... Sì il film è liberamente ispirato alla storia di Rita Atria. Io, prima facevo il reporter, quindi la base del film è presa da personaggi realmente esistiti mentre altri li ho costruiti sulla base della mia esperienza. Il tutto per evitare di costruire stereotipi. Ho incontrato direttamente poliziotti, magistrati, mafiosi e figli di mafiosi, vivendo in Sicilia. Ho anche preso spunto dalle storie che i miei nonni mi raccontavano. Tutta materia prima. Questa è una storia importante in quest'Italia di oggi che non osa più ribellarsi e che accetta tutto . Questa ragazzina si ribella e questo dovrebbe servirci da lezione. E' l'espressione della libertà e del coraggio di indignarsi. Mi interessano i personaggi che escono dal sentiero tracciato e vanno per la loro strada.




SCRIVI UN COMMENTO