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La siciliana ribelle - Intervista a Marco Amenta

28/10/2008

Una mattina di novembre del 1991, una ragazzina di 17 anni con lo zainetto della scuola sulle spalle si presenta al Procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Per la prima volta una ragazzina di famiglia mafiosa si ribella apertamente all'organizzazione tradizionalmente maschilista. Da questo momento, i giorni di Rita Mancuso sono contati. Marco Amenta, palermitano, classe 1970, ha raccontato questa storia. Nei panni di Rita Mancuso c'è Veronica D'Agostino mentre la pellicola è un omaggio a Rita Atria. La siciliana ribelle passa mercoledì 29 ottobre alle ore 10.00 alla Sala Sinopoli per la sezione Alice nella Città. Il film uscirà a inizio 2009 distribuito dall'Istituto Luce.
Marco Amenta com'è andata questa sua prima esperienza cinematografica? E' stata un'avventura, affascinante, meravigliosa e piena di difficoltà. Devo ringraziare chi mi ha accompagnato: mia sorella Simonetta (produttrice del film) e Tilde Corsi e Gianni Romoli, che ci hanno guidato in quest'avventura travagliata, però bellissima.

Quindi per La siciliana ribelle è stato difficile trovare chi credeva nel progetto?
Ci sono voluti anni per trovare i finanziamenti. Si trattava di un progetto che avevo in mente da un pò di tempo. Abbiamo trovato co-produttori dall'estero (30% dalla Francia). In Italia si fanno pochi film, meno male che c'è la Rai che finanzia questo tipo di film. E anche il Ministero. Lei aveva già raccontato questa storia in un documentario... Sì il film è liberamente ispirato alla storia di Rita Atria. Io, prima facevo il reporter, quindi la base del film è presa da personaggi realmente esistiti mentre altri li ho costruiti sulla base della mia esperienza. Il tutto per evitare di costruire stereotipi. Ho incontrato direttamente poliziotti, magistrati, mafiosi e figli di mafiosi, vivendo in Sicilia. Ho anche preso spunto dalle storie che i miei nonni mi raccontavano. Tutta materia prima. Questa è una storia importante in quest'Italia di oggi che non osa più ribellarsi e che accetta tutto . Questa ragazzina si ribella e questo dovrebbe servirci da lezione. E' l'espressione della libertà e del coraggio di indignarsi. Mi interessano i personaggi che escono dal sentiero tracciato e vanno per la loro strada.

Scritto da ADMIN
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