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La SIAE chiede i diritti per i trailer ai siti di cinema

Attualità, Trade

14/11/2011

A dicembre, grazie alla Siae, i trailer che vedrete online, diventeranno muti o addirittura spariranno completamente. La Siae infatti sta cercando di imporre a tutti i siti di cinema un prelievo economico che provocherà lo smantellamento dei trailer e dei video sulla maggior parte dei siti di piccole e medie dimensioni italiani. Godetevi i trailer, quindi, perché forse saranno gli ultimi.

Trailer muto

Qui di seguito le richieste della Siae ai siti di informazione cinematografica:

La Siae chiede a tutti gli editori online che si occupano di cinema e che offrono anche i trailer nel loro menu, il pagamento di una 'licenza' di 1.800 euro annui per 10 ore complessive di trailer + una percentuale del 3,60% degli introiti lordi del sito.

L'obbligatorietà della licenza non deriverebbe dai trailer in sé, che vengono dati e autorizzati ai siti di cinema direttamente dai distributori dei relativi film, ma dai cosiddetti PDM (Piccoli Diritti Musicali) ovvero i brani musicali contenuti nei trailer, peraltro già pagati alla Siae dai produttori.

La tariffa di 1800 euro copre fino a un massimo di 10 ore di 'musica' che significa poter inserire nel sito fino a 200 trailer contemporaneamente. Per numeri superiori di trailer presenti nel proprio archivio si dovranno concordare cifre proporzionalmente più alte.

Sono soggetti al prelievo anche i trailer 'embeddati' da altri siti (ad esempio da Youtube) perché anche se i siti di origine pagano già la Siae, i siti utilizzatori finali, con gli embed si arricchiscono di contenuto aumentando i propri profitti.

I compensi, decisi autonomamente dalla Siae, sarebbero parametrati sui siti commerciali che vendono pubblicità e fanno business sui contenuti.

La nostra opinione:
I trailer sono semplicemente i mezzi promozionali dei film, realizzati dagli stessi produttori che pagano alla Siae i diritti per le musiche laddove vengano utilizzate e dati direttamente dai distributori ai siti di informazione cinematografica, i quali li mettono online gratuitamente ad esclusivo scopo di favorirne la circolazione nell'interesse di tutto il mercato. Pertanto chiedere ai siti di informazione cinematografica il pagamento di quella che è a tutti gli effetti una vera e propria tassa sul passaggio degli stessi, significa fare un danno enorme a tutto il mercato cinematorafico, visto che la maggior parte dei siti non potrà che rifiutarsi di pagare questa tassa assurda che oltretutto non tiene conto della realtà dell'informazione ipertestuale della rete.

Scritto da Piero Cinelli
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